È quanto emerso durante il webinar organizzato da Visit Emilia con gli operatori della Rete Food&Wine, e Roberta Garibaldi, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano.

Innovazione e sostenibilità. Sono i temi su cui si basano le aspettative dei turisti enogastronomici, che chiedono sempre più di conoscere le azioni svolte dalle strutture ed attività turistiche a tutela dell’ambiente e sono sempre più alla ricerca di esperienze nuove e diversificate alle quali possono partecipare attivamente. È quanto emerge dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, redatto da Roberta Garibaldi con la collaborazione del suo team e di un comitato scientifico, presentato dalla professionista il 22 giugno 2021 con un webinar agli operatori della Rete Food & Wine di Visit Emilia, che unisce i protagonisti del turismo enogastronomico del territorio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Un’occasione di formazione voluta da Visit Emilia, coinvolgendo relatori di levatura internazionale come Roberta Garibaldi, per conoscere tendenze e dinamiche della nuova domanda italiana della fase “post-Covid” sul turismo che mette al centro il cibo, i luoghi di produzione, le esperienze di gusto. Uno studio con analisi quanti-qualitative particolarmente interessante per il contesto emiliano. In Emilia, come sottolineato dal presidente di Visit Emilia Cristiano Casa «è racchiuso il 30% del valore economico italiano totale di prodotti food DOP/IGP. Un territorio a forte vocazione agroalimentare, che con i suoi circa 260 operatori della Rete Food & Wine sta portando avanti un percorso di crescita, al fine di trasformare una destinazione food in una destinazione ideale per il turismo enogastronomico. Di qui, l’importanza di comprendere tendenze e scenari a cui fare riferimento e quali sono i cambiamenti legati al covid».

Cosa cercano i turisti enogastronomici.
Come illustrato da Roberta Garibaldi, dallo studio è emerso che molti italiani non sono ancora stati in alcune regioni d’Italia, dunque il mercato italiano risulta molto interessante anche quest’anno: molti sceglieranno di fare vacanze in Italia. In particolare, quello legato all’enogastronomia, centrale in ogni viaggio. Il 71% degli italiani vuole vivere esperienze enogastronomiche memorabili, partecipare a visite con i produttori, tour ed eventi. «Un interesse trasversale, circa il 55% degli italiani negli ultimi 3 anni ha fatto un viaggio con questa motivazione». È aumentata la richiesta da parte dei millennials (23-40 anni), inoltre il turista è diventato sempre più esigente: cerca la bellezza del paesaggio, la cultura, non solo l’enogastronomia, esperienze diversificate ed innovative che lo coinvolgano in prima persona. Ad esempio, non vuole solo fare tour in cantina, ma anche partecipare alla vendemmia o alla raccolta delle olive, prendere parte a percorsi che uniscono bike e gusto, ai wine trekking (1 italiano su 2 vorrebbe farlo, emerge dalla ricerca), pic nic all’aperto nei vigneti, uliveti o aziende agricole, esperienze che uniscano il cibo con l’arte, la musica, la cultura. Aumentano le attenzioni all’alimentazione come cura per il proprio corpo. Come spiegato da Roberta Garibaldi, il tema del “well being” è in crescita. Così sono sempre più apprezzate le attività di benessere nei vigneti, il forest bathing, i trattamenti legati alla birra, lo yoga tra campi e viti. Ma anche gli itinerari olfattivi con le erbe aromatiche o i fiori, come ad esempio la lavanda e l’iris.

Emilia tra le mete più apprezzate.
L’Emilia-Romagna è tra le prime mete per il turismo enogastronomico, segue solo alla Sicilia. E sono già diverse le iniziative messe in campo, come sottolineato dal direttore di Visit Emilia Pierangelo Romersi: «la Rete Food & Wine di Visit Emilia, che unisce gli operatori e promuove le loro iniziative sta crescendo. Inoltre, in Emilia ci sono le valide esperienze di Parma City of Gastronomy, la nuova rete Assapora Piacenza, che ha di recente lanciato un e-commerce dedicato agli associati, la Food Valley Bike, che unisce le realtà enogastronomiche del territorio in bicicletta. I tour operator di Emilia organizzano attività, corsi di cucina, visite nei caseifici di Parmigiano Reggiano. Ci sono consorzi agroalimentari molto organizzati che hanno convertito le strutture al turismo. E poi ci sono le Strade dei Vini e dei Sapori dei Colli piacentini che stanno lavorando ad un’operazione di rilancio che coinvolgerà tutta l’Emilia».

Creare un legame con il turista.
La tendenza, come evidenziato da Roberta Garibaldi, è quella di creare un legame con il turista a partire dai momenti prima del viaggio fino al periodo che segue l’esperienza. L’ha chiamata “Neverending Food Tourism” e si avvale della ricerca di un equilibrio tra presenza e virtuale. Per esempio, nel momento in cui il turista programma una visita in cantina si può coinvolgere con una degustazione virtuale che può aiutarlo a prepararsi. Mentre per il post esperienza, c’è la propensione ad acquistare i prodotti facendoseli spedire a casa, condividere foto ed esperienze virtuali con amici e parenti. Aumentano infatti i tour virtuali sui social, i musei con percorsi a 360°, bar virtuali che danno suggerimenti sulla preparazione dei cocktail, e poi tutto ciò che è legato al tema del gaming, le app per fare percorsi individuali nei luoghi da visitare. Il turista enogastronomico apprezza molto conoscere ed avere informazioni prima di partire su cosa visitare ed è quello che più facilmente ritorna nella destinazione che ha visitato e vuole portare a casa ciò che ha assaporato.

Più sostenibilità ambientale e sociale.
Fondamentale è comunicare ai turisti le azioni di sostenibilità ambientale e sociale che si stanno svolgendo o si vogliono svolgere. Dalla ricerca di Roberta Garibaldi emerge che sta crescendo la sensibilità sugli effetti dei cambiamenti climatici e i turisti sono molto attenti alla raccolta differenziata, all’uso di materiali riciclati, alla scelta di produttori che hanno difficoltà economiche o sociali, alle strutture plastic free. Sta aumentando, inoltre, l’interesse sul cibo locale che i turisti vogliono trovare nelle strutture alberghiere, ma anche del food come gadget. Inoltre, i visitatori cercano “hub enogastronomici”, luoghi che siano punti di partenza per visite ed esperienze, posti in cui prenotare degustazioni, tour in bici, visite nei musei legati al cibo.
In tema di sicurezza, nell’era del covid, è diventato inoltre fondamentale dare ai turisti la possibilità di fare tour che siano auto fruiti, in modo che non debbano stare necessariamente in gruppo. Le app che fanno da guida o soluzioni simili risultano molto apprezzate.

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021 ha avuto il patrocinio di ENIT, Fondazione Qualivita, ISMEA e Touring Club Italiano e il sostegno di Visit Emilia, PromoTurismoFVG, Valdichiana Living e Unicredit.

Per informazioni: Visit Emilia
E-mail: info@visitemilia.com
Sito web: www.visitemilia.com

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: