Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini

ARSENICO E VECCHI MERLETTI

 

di Joseph Kesserling

traduzione Masolino D’Amico

 

con Maria Alberta Navello, Leandro Amato, Totò Onnis, Luigi Tabita

e con Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini

 

scene Franco Velchi

costumi Chiara Donato

musiche Matteo D’Amico

artigiano della luce Luigi Ascione

 

regia Geppy Gleijeses

liberamente ispirata alla regia di Mario Monicelli

 

produzione Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

 

TEATRO DUE, 12 e 13 ottobre 20201, ore 20.30

 

 

Nella commedia noir americana del 1940 ARSENICO E VECCHI MERLETTI, in scena a Teatro Due il 12 e il 13 ottobre alle ore 20.30, il regista Geppy Gleijeses mette in scena una coppia di leggendarie signore della prosa italiana. Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini interpretano quella che il regista ha definito una “rarissima perla”, unico testo teatrale di Joseph Kesserling che “oscilla tra Dark Comedy e Giallo-Rosa”.

La trama del testo di Kesserling è ben nota: il critico teatrale Mortimer presenta la sua fidanzata alle due amatissime vecchie zie, ma scopre che le simpatiche zitelle hanno avvelenato con cocktail al rosolio una dozzina di coetanei soli in cerca di alloggio, seppellendo i cadaveri in cantina con l’aiuto del fratello di Mortimer. Alla famiglia di squinternati si aggiunge poi il terzo fratello, pluriomicida.

Nato per il teatro il testo ha debuttato a Broadway nel 1941 con cinque anni di repliche e Boris Karloff nel ruolo di Jonathan, ed è divenuto celeberrimo per la pellicola di Frank Capra nel 1944; in Italia il debutto si deve alla compagnia Morelli – Stoppa il 31 maggio del 1945, un mese dopo la liberazione, per poi essere messo in scena da Mario Monicelli nel 1992 con Isa Barzizza, Regina Bianchi e lo stesso Gleijeses nel ruolo di Mortimer. Ed è proprio alla regia di Monicelli a cui si ispira il lavoro di Gleijeses.

In Arsenico si giostrano ben 24 cadaveri che però non hanno alcuna disturbante materialità, sono puro cartone come i finti polli arrosto delle comiche finali. E così i personaggi sono caratteri, non hanno psicologie da approfondire, sono “stampelle vestite” o “vestiti che ballano”.

Gli attori recitano con “straniamento comico”, tecnica pura, slapstick e divertimento assoluto. Un congegno di alta precisione, una meccanica che si sublima nella genialità, nell’ebbrezza di un gioco tenuto costantemente sul limite del funambolismo.

“Potremmo fare discorsi molto più alti sul concetto qui esasperato di eutanasia (le ziette scelgono le loro vittime tra gli anziani abbandonati) e sarebbe del tutto lecito, – racconta Gleijeses – ma noi vogliamo pensare all’Arsenico che da Cary Grant in poi abbiamo conosciuto, a quella commedia che le truppe americane adottarono come antidoto alla paura della morte nella seconda guerra mondiale.

Ora ho la fortuna di dirigere due tra le più grandi attrici italiane: Annamaria Guarnieri e Giulia Lazzarini. Annamaria, straordinaria attrice prevalentemente drammatica, primadonna prediletta di Zeffirelli, Missiroli, Ronconi, si è prestata al gioco comico con una sapienza scenica ineguagliabile e Giulia, l’immensa Giulia, la musa di Strehler, raggiunge il sublime calandosi nei panni di Abby. Ci danno entrambe una lezione di stile e di gioco scenico a cui è pressoché impossibile trovare un paragone verosimile. Attorno ad Annamaria e Giulia agisce una bellissima compagnia, scelta da me con cura ed amore estremi”.

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