“Snellire la burocrazia è un passo avanti decisivo nella creazione di un’agricoltura che possa occuparsi sempre di più del lavoro e rimanere sempre meno impelagata in lungaggini amministrative che siamo ormai in grado di superare agevolmente, come spesso indicato dalla nostra attività sindacale”. Con queste parole il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli ha commentato il percorso di snellimento delle procedure e di semplificazione a favore delle imprese agricole emiliano romagnole, annunciato dall’Assessore all’agricoltura Alessio Mammi, intrapreso da viale Aldo Moro con il progetto di legge approvato ieri dalla Giunta regionale.

Nella legge regionale 15 sono previsti, fra gli altri, provvedimenti che – fa  sapere Coldiretti Emilia Romagna – prevedono la digitalizzazione di tutti i processi, il calo della percentuale del calcolo degli interessi legali in caso di revoche e la riduzione del vincolo destinazione da 10 a 5 anni.

“Occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”, afferma Allaria Olivieri nel denunciare “gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono. Questa norma regionale migliorerà di certo la situazione”.

La burocrazia – evidenzia Coldiretti regionale – sottrae fino a 100 giorni all’anno al lavoro in azienda ma, soprattutto, con l’inefficienza, frena l’avvio di nuove attività di impresa. La complessità delle procedure amministrative è ritenuto un problema nell’attività dell’azienda dall’84% degli imprenditori in Italia contro il 60% della media Ue, evidenzia la Coldiretti in base all’analisi Eurobarometro della Commissione europea.

“Sgravare la vita burocratica delle imprese – conclude Bertinelli – può cancellare uno spread per la competitività delle imprese italiane in Europa che va recuperato con la semplificazione e la sussidiarietà”.

“Lo snellimento delle procedure con la semplificazione, il dialogo tra le amministrazioni e l’informatizzazione è – conclude Allaria Olivieri – insieme alla trasparenza dell’informazione ai consumatori il miglior investimento che può fare il Paese per sostenere la crescita”.

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