Il ministro della Salute: “Il nostro è un sistema universalista: se una persona sta male, si cura”

“Se una persona sta male, va cura. Non conta se uno è ricco, il colore della pelle, dove è nato. Non conta nemmeno se è vaccinato”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, esclude categoricamente la possibilità di cure a pagamento per i cittadini non vaccinati contro il covid. “Chi non si vaccina non aiuta se stesso, gli altri e il paese: non c’è alcun dubbio. Io ho una posizione molto netta ma al tempo stesso penso che la nostra Costituzione ci dia un messaggio non negoziabile, non può essere messo in discussione. Il nostro è un sistema universalista: se una persona sta male, si cura”, dice Speranza a Che tempo che fa, su Raitre.

“Non può essere un condizione come il ‘non vaccinato’ a spingerci a trattare diversamente una persona. Questa impostazione -dice facendo riferimento alla linea stabilita ad esempio a Singapore- va oltre i limiti che la Costituzione ci impone. Non arriverei al punto di dire che se una persona non è vaccinata non la curiamo: il paese deve difendere il proprio impianto universalista, questo non è negoziabile”.

“Avrei tanto motivi di arrabbiatura, ma penso che la nostra Costituzione venga prima: se una persona sta male, va cura. Non conta se uno è ricco, il colore della pelle, dove è nato. Non conta nemmeno se è vaccinato”, ribadisce.

 

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