Approvati i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2021

 

 

I RISULTATI EVIDENZIANO UNA REDDITIVITA’ ORDINARIA IN CONTINUA CRESCITA,                          UNITAMENTE AD UN ULTERIORE SIGNIFICATIVO MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DEL CREDITO E ALLA CONFERMA DELLA SOLIDA POSIZIONE PATRIMONIALE

 

UTILE NETTO DEI PRIMI NOVE MESI PARI A € 586,2 MILIONI

 

Escludendo le componenti straordinarie[i], l’utile lordo pre tasse è pari a € 417,1 milioni sostenuto dalla crescita dei ricavi, trainati dall’aumento delle commissioni nette, grazie al positivo andamento dei collocamenti di prodotti del risparmio gestito e bancassurance e alla ripresa dell’attività bancaria tradizionale

 

UTILE NETTO DEL 3° TRIMESTRE 2021 PARI A € 84,4 MILIONI DOPO AVER SPESATO                                  € 80 MILIONI DI CONTRIBUTI SISTEMICI

 

  • Commissioni nette pari a € 438,5 milioni (+8,0% t/t)
  • Proventi operativi netti pari a € 892,4 milioni (+6,1% t/t)

 

PROSEGUE IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DEL CREDITO

 

  • NPE ratio lordo: 5,5% vs. 5,7% del trimestre precedente (7,8% a fine 2020)
  • NPE ratio netto: 2,6% vs. 2,8% del trimestre precedente (4,0% a fine 2020)
  • Copertura NPE: 55,3% in rialzo vs. 51,8% del trimestre precedente (51,0% a fine 2020). Nel dettaglio, copertura delle sofferenze al 63,0% (60,9% nel 2° trim. 2021) e UTP al 48,4% (43,1% nel 2° trim. 2021)
  • Default rate annualizzato pari a 0,8%, stabile rispetto al dato di fine giugno 2021 (1,0% a fine 2020)
  • Texas ratio[ii] in calo al 49,3% (55,4% a fine 2020)
  • Costo del credito annualizzato, al netto delle rettifiche addizionali di € 310 milioni, pari a 70 b., guidato da un approccio particolarmente prudenziale adottato nella politica degli accantonamenti

 

CONFERMATO IL TARGET DI CESSIONI DI CREDITI DETERIORATI PER UN GBV DI CIRCA                      € 1 MILIARDO ENTRO IL 2021, DI CUI CIRCA € 700 MILIONI GIÀ FINALIZZATE NEI PRIMI 9 MESI

 

 

ELEVATA SOLIDITA’ PATRIMONIALE

 

CET1 ratio Fully Phased proforma[iii] al 13,7% (14,7% su base Phased-in proforma[iv]). Ampio buffer rispetto all’attuale requisito SREP pari all’8,125%

 

 

VOLUMI DI RACCOLTA INDIRETTA IN ULTERIORE CRESCITA NEL 3° TRIMESTRE 2021               SOSTENUTI ANCHE DALLA BUONA PERFORMANCE DELL’ATTIVITA’ COMMERCIALE

 

  • Raccolta indiretta pari a € 166,2 miliardi (+0,7% vs. trimestre precedente), di cui € 83,1 miliardi di raccolta gestita (+1,3% vs. trimestre precedente), inclusiva del ramo bancassurance vita

 

  • Raccolta netta in significativo aumento nei primi nove mesi dell’anno a € 2.122 milioni, di cui € 941 milioni nel 3° trimestre 2021(+83,8% vs. trimestre precedente)

 

 

AVVIATE LE TRATTATIVE SINDACALI VOLTE A FAVORIRE UN RICAMBIO GENERAZIONALE E PROFESSIONALE CHE PREVEDE UN PIANO DI INGRESSI E L’USCITA DI 1.700 RISORSE

 

 

Modena – 5 novembre 2021. Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre 2021 che includono il contributo economico apportato dal ramo acquisito da Intesa Sanpaolo costituito da 620 filiali.

 

 

L’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani commenta: “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati dei primi nove mesi dell’anno che premiano l’intenso lavoro realizzato dai colleghi per portare a termine con successo l’integrazione delle 620 filiali del ramo acquistato da Intesa Sanpaolo, che ha consentito al Gruppo di compiere un notevole salto dimensionale.

Sul fronte gestionale, il terzo trimestre ha confermato i trend positivi già osservati da inizio anno, evidenziando una redditività in ulteriore crescita che, nonostante la consueta stagionalità, ha continuato a beneficiare di un importante aumento dei ricavi commissionali trascinati, in particolare, dall’attività di collocamento dei prodotti di risparmio gestito e bancassurance.

Prosegue, inoltre, il processo di miglioramento della qualità del credito, con un NPE ratio lordo al 5,5%, in ulteriore calo rispetto al trimestre precedente (5,7%) e con un forte incremento della copertura sui crediti deteriorati che ha raggiunto il 55,3%.

La posizione di capitale si conferma elevata con un CET 1 fully phased pari al 13,7% ben oltre i requisiti minimi richiesti.

Vorrei inoltre sottolineare gli importanti obiettivi raggiunti in ambito ESG: dall’adesione ai Principles for Responsible Banking dell’”UNEP FI”, alla creazione di un Comitato Sostenibilità endoconsiliare, all’inserimento di BPER Banca nell’indice MIB ESG di Borsa Italiana.

Tutto ciò conferma il rilievo strategico che il nostro Gruppo attribuisce alle tematiche di sostenibilità, la cui gestione si traduce in impegni coerenti e concreti sia a livello di governance, sia nell’attività quotidiana di tutte le funzioni aziendali.

I risultati conseguiti in termini di redditività, qualità del credito e patrimonializzazione, nonché i passi compiuti sulle tematiche ESG, unitamente al posizionamento competitivo che abbiamo raggiunto, costituiscono una solida base su cui poggerà il nuovo Piano Industriale 2022-2024. Esso definirà le direttrici strategiche che guideranno una nuova fase di crescita del Gruppo BPER, in uno scenario competitivo sempre più caratterizzato dall’accelerazione dei processi digitali e tecnologici”.

 

 

 

 

 

 

[i] Di seguito le poste straordinarie registrate nei primi nove mesi del 2021:

  • € +817,7 milioni riferibili al badwill provvisorio contabilizzato in seguito dell’acquisizione del compendio bancario;
  • € +310,2 milioni relativi al recupero fiscale sul badwill che sarà ricevuto da Intesa Sanpaolo, come da previsioni contrattuali. Il dato è stato contabilizzato nella voce “Avviamento negativo”, mentre alla voce “Imposte sul reddito di periodo della gestione corrente” è stato contabilizzato per pari importo e con segno negativo il carico fiscale connesso al badwill;
  • € -310,0 milioni lordi di rettifiche addizionali su crediti conseguenti all’aggiornamento delle proprie policy valutative;
  • € -230,4 milioni lordi per svalutazioni di avviamenti (con impatto neutro a capitale) contabilizzati nella voce “Utile (perdite) da investimenti” dello schema riclassificato;
  • € -93,8 milioni lordi di costi legati al processo d’integrazione;
  • € -8,9 milioni lordi di rettifiche su attività materiali e immateriali;
  • € -30,5 milioni lordi di cui la maggior parte riferibili all’adeguamento della quota di “profit sharing” da corrispondere al Fondo di Risoluzione in esecuzione degli accordi connessi all’acquisizione di Nuova Carife s.p.a., contabilizzati nella voce “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” dello schema riclassificato;
  • € -31,1 milioni lordi principalmente relativi all’impatto del cambio del criterio valutativo degli immobili contabilizzati nella voce “Utile (perdite) da investimenti” dello schema riclassificato.
  • € +21,2 milioni di plusvalenze straordinarie registrate nella voce “Risultato netto della Finanza”
  • € -13,0 milioni di oneri straordinari registrati nella voce “Altri proventi e oneri di gestione”
  • € -11,3 milioni di contributi addizionali al SRF contabilizzati nella voce “Contributi ai fondi SRF, DGS, FITD-SV”

 

[ii] Texas ratio definito come rapporto tra: NPE lordi / (patrimonio netto tangibile + ammontare dei fondi rettificativi dei crediti deteriorati).

[iii] Il CET1 ratio Fully Phased pro-forma è stimato escludendo gli effetti delle disposizioni transitorie in vigore e includendo il risultato di periodo per la quota parte non destinata a dividendo, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR.

[iv] I ratios patrimoniali Phased in sono calcolati in coerenza con le disposizioni previste nel Regolamento (UE) n. 2395/2017, il quale modifica il Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) per quanto riguarda le “Disposizioni transitorie volte ad attenuare l’impatto dell’introduzione dell’IFRS 9 sui Fondi Propri”. Il Regolamento ha introdotto il regime transitorio (c.d. Phased in) offrendo la possibilità alle banche di mitigare gli impatti dell’IFRS 9 sui Fondi Propri in un periodo di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando nel CET1 l’impatto con l’applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare il cosiddetto “approccio statico”, da applicare all’impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 risultanti al 1° gennaio 2018. I valori “pro-forma” di tali ratios includono nel calcolo il risultato di periodo per la quota parte non destinata a dividendo, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR.

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