Il 52enne operatore della Croce Verde ucciso lunedì con un colpo di pistola alla testa e trovato senza vita nella sua auto

C’è un fermo per l’omicidio di Massimo Melis, il 52enne operatore della Croce Verde ucciso con un colpo di pistola alla tempia e il cui cadavere è stato trovato nella sua auto lunedì pomeriggio alla periferia nord del capoluogo piemontese. Nella tarda serata di ieri la Squadra Mobile ha eseguito il fermo di un uomo, gravemente indiziato, in base a un decreto emesso dalla Procura di Torino.

Secondo quanto accertato dall’autopsia, Melis sarebbe morto intorno alle 21 di domenica 31 ottobre, poco dopo aver riaccompagnato un’amica, raggiunto da un solo colpo alla testa, esploso a distanza ravvicinata. Tra i fatti emersi nelle ore successive al delitto, anche il fatto che l’amica che il 52enne aveva riaccompagnato a casa poco prima di essere ucciso gli avrebbe confidato la preoccupazione per alcuni comportamenti di un conoscente che le procuravano ansia. Fatto questo, però , che non è sfociato in alcuna denuncia o segnalazione alle forze dell’ordine.

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