Vi sono eventi che fanno toccare la pochezza politica di certe persone o gruppi; persone o gruppi che per mettersi in evidenza hanno bisogno di legare il proprio nome a persone importanti del mondo politico.

Ricordo quando apparve Matteo Renzi alla ribalta politica nazionale, nella nostra città sorsero gruppi di “Amici di Renzi”, nei quali figuravano giovani avvocati, rampolli di buona famiglia ed altri. La Gazzetta ne pubblicò i nomi e diede loro la visibilità che cercavano. Poi Renzi non fu più mattatore e il gruppetto, che potremmo chiamare “cani sperduti senza collare” si sciolse. Nel frattempo però il Renzi, furbo come una volpe e grazie ad un solido gruppetto di parlamentari, riuscì a giocare tutti: specialmente i grillini e Conte che sfiduciò proponendo Draghi, mentre è noto che il Presidente Mattarella fu parto del suo ingegno.

Ora quei gruppi sempre alla ricerca di un “padrone” hanno scoperto Draghi e hanno fondato nientepopodimeno che il “Cantiere Draghi Parma”. Sono gente di Sinistra che agiscono per “esprimere l’anima civica che storicamente caratterizza Parma” con l’obiettivo delle prossime elezioni comunali. Non è presente il così chiamato “Effetto Parma”, il gruppo del sindaco Pizzarotti, che non ha ancora dimostrato quale sia questo “effetto”; forse ha sbagliato nome: gli aderenti altro non sono che gran parte dei consiglieri improvvisati in lista col primo Pizzarotti che fu eletto sindaco, sconosciuto votato e perché contro Bernazzoli, imposto dall’alto snobbando i parmigiani. Molti amici miei che lo votarono si pentirono profondamente, cosa che non capitò al sottoscritto perché assente da Parma.

Per le elezioni comunali un altro gruppetto è spuntato, dopo quello di Pd e ex grillini “effettuati” (molti dicono che rappresentino solo loro stessi) alla ricerca di una coalizione. Si agita pure lo scadente, sia qualitativamente che nel tempo, sindaco in cerca di collocazione per evitare di tornare a fare il bancario. In questi giorni è gasatissimo per aver incontrato Draghi e Il Presidente Mattarella al convegno Anci ove non ha mancato di contare le solite balle di Parma che era vicina al défault ma che (non l’ha detto, ma l’ha fatto capire) grazie a loro è diventata capitale della Cultura. Ora si propone come capo e referente della possibile coalizione di sinistra in corsa per le elezioni, ma pare che la coalizione sognata sia ancora in alto mare.

Dopo i cantieri edili, impegnati a lavorare grazie al superbonus, abbiamo un altro cantiere; vedremo se la costruzione che intendono erigere starà in piedi, dipenderà dalle fondamenta che per ora non sembrano molto compatte.

Luigi Derlindati

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