Un percorso affascinante tra opere d’arte, abiti d’epoca, riviste e contributi cinematografici, alla scoperta dell’anima elegante dei ritratti femminili di Bocchi.

Parma, 3 dicembre 2021 – Con l’intento di proporre nuovi spunti interpretativi delle opere di Amedeo Bocchi e rinnovare la propria offerta culturale, domenica 5 dicembre APE Parma Museo inaugura la mostra “AMEDEO BOCCHI: L’ARTE DELL’ELEGANZA. Le donne, lo stile, la moda”, curata da Gloria Bianchino e realizzata da Fondazione Monteparma nei suggestivi spazi del suo innovativo centro espositivo e culturale.
Nella mostra, aperta fino al 27 marzo 2022, l’eleganza, lo stile e la moda rappresentano un filone tematico inedito attraverso il quale l’universo femminile di Amedeo Bocchi (Parma, 1883 – Roma, 1976) viene riscoperto in un percorso dinamico e, talvolta, sorprendente, grazie a contenuti multidisciplinari e all’accostamento delle opere pittoriche con abiti, riviste e contributi audiovisivi, nell’intento di offrire ai visitatori interessanti rimandi al contesto culturale e sociale dell’epoca.
“Promuovere la conoscenza e far apprezzare la figura e la produzione artistica di Amedeo Bocchi è un impegno che Fondazione Monteparma persegue da oltre vent’anni, da quando nel 1999 le eredi dell’artista effettuarono il primo e generoso atto di donazione. Ad esso seguirono altri gesti munifici e successive acquisizioni che hanno costantemente arricchito l’ampia collezione oggi fruibile presso APE Parma Museo nelle sale espressamente intitolate al Maestro, come pure nell’ambito di altre iniziative espositive” afferma il Presidente Mario Bonati. “Con questa nuova mostra – aggiunge il Presidente – continua non solo l’attività di valorizzazione del lavoro di Bocchi ma anche la ricerca di nuovi approcci interpretativi, per offrire al pubblico chiavi di lettura sempre diverse delle numerose opere di Bocchi appartenenti alla nostra ricca collezione e di quelle ottenute in prestito per questa particolare occasione da prestigiosi musei, gallerie e collezionisti italiani: nemmeno nell’ampia retrospettiva dedicata a Bocchi del 2007 erano arrivati a Parma altrettanti capolavori di soggetto femminile”.
A fianco dell’affascinante selezione di opere provenienti da prestigiosi enti pubblici e da collezioni private, la moda trova una presenza tangibile in alcuni raffinati abiti e accessori selezionati tra le proposte della Collezione Tirelli Trappetti di Roma, con cui Fondazione Monteparma ha stabilito un proficuo rapporto di partnership per la realizzazione di questo interessante progetto artistico.
Instaurare legami inediti attraverso il confronto dialettico con creazioni e materiali diversi per approfondire i temi dell’eleganza, dello stile e della moda presenti nei ritratti femminili del pittore parmigiano Amedeo Bocchi è stata una sfida avvincente per la curatrice Gloria Bianchino, docente di storia dell’arte contemporanea e studiosa di moda, la quale chiarisce che “gli abiti esposti in mostra servono a creare un contesto, a proporre una messa in scena diversa ma non troppo distante da quella suggerita dal quadro, per aprire un confronto, un dialogo, tra l’abito dipinto e l’abito portato.
L’immagine del dipinto deve essere considerata sempre come una messa in scena, come un progetto di racconto dove l’abito è una delle tante connotazioni possibili di un ritratto, come può essere lo sfondo, l’ambientazione, la presenza di altre figure o di specifici accessori”.
L’idea di affiancare ai quadri degli abiti, delle riviste di moda e anche alcune calzanti citazioni di autori e personaggi famosi muove prima di tutto dall’intento di offrire un contesto alla ricerca dell’artista ma permette anche di valorizzare la conoscenza che Bocchi aveva della moda, non solo di quella di provincia, ma anche della capitale e di altri luoghi chiave della trasformazione del vestire.
La mostra presenta oltre 40 ritratti femminili realizzati da Bocchi tra il 1901 e il 1974, che denotano grande ricchezza nelle soluzioni espressive e pittoriche proposte dal Maestro nell’arco della sua lunga carriera. Tra questi, Bianca (con la gonna verde) dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, Nel parco, proveniente dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, La Colazione del mattino della Galleria Ricci Oddi di Piacenza ma anche Bianca e Nicolina e Ritratto della figlia del pittore della Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma nonché l’intenso quadro La convalescente dei Musei Civici Fiorentini.
Importanti anche i prestiti locali. In mostra, infatti, sarà possibile ammirare La Gonna Rossa gentilmente concessa dal Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, il grandioso Fior di Loto di proprietà del Comune di Parma, solitamente esposto presso la Pinacoteca Stuard, e due opere, Coppia di Sposi e Bianca in rosa, della Collezione d’Arte Fondazione Cariparma. Grazie al prestito della Collezione Franco Maria Ricci del Labirinto della Masone di Fontanellato e all’opera messa a disposizione da un collezionista privato, è stato possibile allestire una sala dedicata a due grandi ritratti dell’attrice teatrale Hélène Wnorowska, legati tra loro da una curiosa vicenda.
In mostra anche altre affascinanti opere di privati – alcune delle quali raramente o mai esposte – potranno essere ammirate unitamente a diverse riviste storiche di moda attinte dalla raccolta CSAC dell’Università di Parma.

Come mette in rilievo la Bianchino, “Bocchi non è pittore che si fermi, si mantenga fedele alle scelte fatte in precedenza ed è riduttivo descriverlo come una figura solitaria che vive nella Villa StrohlFern senza avere contatti con il contesto esterno. Al contrario, i suoi lavorio sono la dimostrazione della complessità delle sue esperienze”. La vasta cultura figurativa di Bocchi, allievo di Cecrope Barilli, e l’incessante lavoro svolto gli hanno consentito di raggiungere una originale cifra stilistica, nella quale trovano spazio anche elementi di attualità del mondo dell’arte che tuttavia egli ha sempre accuratamente saputo personalizzare.
Ciò che molto colpisce dei ritratti di Bocchi è la tensione, il mistero dei gesti, la raffinatezza dei tocchi di colore. “Bocchi – afferma la Bianchino – scopre nel ritratto una lunga durata, propone sempre la meditazione, il tempo lungo sugli sguardi”.
Come ricorda Carla Dini di Fondazione Monteparma che ha coordinato la realizzazione della mostra, “molto si è scritto sull’attenzione costante che l’artista ha riservato alla luce e al colore, utilizzandoli per emozionare, commuovere ed esprimere così il suo ideale di bellezza. Meno indagato, invece, è il concetto di eleganza che ne permea tutta la produzione: dall’impianto formale alla tavolozza cromatica, dalle ambientazioni fino all’aspetto delle sue donne”.
Ben lontano dalle scelte compiute da un artista come Giovanni Boldini e dagli stretti legami che quest’ultimo aveva intrattenuto con i grandi couturier, Bocchi non dipingeva propriamente “la moda”, bensì l’eleganza, espressa anche attraverso richiami alla moda: eleganti erano le sue donne – nei gesti, nelle pose e negli sguardi – come elegante è il suo stile pittorico. Nel testo di Carla Dini pubblicato in catalogo emerge che “in Bocchi la moda non è da intendersi come “tendenza” ma come “mezzo” per esaltare la bellezza e l’eleganza femminile, che arriva a investire, oltre all’abito, agli accessori e all’acconciatura, anche il portamento, la gestualità e l’armonia stessa della figura nel suo rapporto con l’ambiente circostante. Quella di Bocchi è una moda che vuole suscitare emozioni, che “veste” – e così facendo svela – l’anima elegante dei suoi ritratti femminili”.
Un altro interessante contributo offerto nel volume è quello dell’artista Stefano Spagnoli, già Assessore alla Cultura del Comune di Parma e autore del format di successo “Mercante in fiera”. Sottolineando come “oggi più che mai l’urgenza in arte e nella vita è quella di un ritorno alla proporzione, alla scala aurea”, Spagnoli colloca Bocchi tra i pittori in grado di assolvere a questa missione e definisce la sua recherche “quella del misterioso assoluto femminino che affronta con puntiglio prima accademico, poi simbolista e floreale, fino a una imprevista e improvvisa devianza mitteleuropea dall’intenso sapore di nuova oggettività, come nel crudo Ritratto di Clori Berenini e della quale si può cogliere una sorta di precognizione nella Signora col cappello nero”. Per Spagnoli, Bocchi meriterebbe in futuro un’esposizione capace di metterlo a confronto con altri importanti artisti del suo tempo per far emergere, finalmente, la sua grandezza.

Tra le varie suggestioni offerte lungo il percorso espositivo – oltre al gioioso allestimento della Sala della Ruota, interamente dedicata alle vivaci opere del 1919, periodo di grande felicità esistenziale ed artistica di Bocchi – particolare importanza riveste lo spiazzo dedicato alla proiezione del cortometraggio, fresco di restauro, Canzoni tra le due guerre, realizzato da Cittadella Film nel 1950 con la regia di Antonio Marchi e il commento parlato di Attilio Bertolucci, gentilmente reso disponibile dalla famiglia Marchi e dal Circolo Stanley Kubrick di Parma. In questo illuminante spaccato della società italiana negli anni che separano i due conflitti mondiali si mescolano, infatti, molti riferimenti visivi alla moda e ai costumi del tempo che consentono ai visitatori di rievocare il contesto storico in cui Bocchi ha vissuto e lavorato.
Autore molto prolifico, Amedeo Bocchi ha lasciato a Parma numerose tracce di una produzione artistica ampia e diversificata che sarà possibile approfondire – oltre che nel percorso espositivo della mostra e nelle Sale Bocchi dell’APE Parma Museo – in altre sedi museali della città, grazie al coinvolgimento di altri enti che, insieme a Fondazione Monteparma, hanno contribuito a dare vita a un vero e proprio circuito di reciproca valorizzazione. Tra queste, l’irrinunciabile sala dedicata alla pittura a sfondo sociale di Bocchi allestita presso la Pinacoteca Stuard (Musei Civici di Parma) che, in contemporanea alla presente mostra, accoglierà tra le altre anche il capolavoro A sera sui gradini della cattedrale proveniente dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza.
Altri ragguardevoli quadri di Bocchi si potranno ammirare in città presso la Galleria Nazionale del Complesso Monumentale della Pilotta e a Palazzo Bossi Bocchi di Fondazione Cariparma, istituzioni che hanno anch’esse collaborato fattivamente alla buona riuscita di questa iniziativa.
A corredo della mostra, è disponibile presso il bookshop di APE Parma Museo il catalogo edito da Monte Università Parma Editore con la collaborazione grafica di Alberto e Michelangelo Nodolini. Noto per la sua lunga carriera nel campo della moda, Alberto Nodolini – per molti anni ai vertici di varie testate di Vogue – ha saputo trasferire il proprio background nella comunicazione visiva del
catalogo e della mostra.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10.30 alle ore 17.30.  La prenotazione è necessaria solo per gruppi superiori alle 8 persone. L’esposizione è allestita in spazi che ne consentono la fruizione nel pieno rispetto delle distanze interpersonali e l’accesso è regolamentato in ottemperanza alle disposizioni anti-Covid vigenti.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521 2034 e email: info@apeparmamuseo.it. Informazioni anche sul sito: www.apeparmamuseo.it

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