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Il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia al lancio di Ixpe (Immagine dal collegamento con SkyTG24)

Lanciata con successo la missione Ixpe che vede ancora una volta insieme la Nasa e l’Agenzia Spaziale Italiana . C’è tanta scienza italiana a bordo del satellite Imaging X-ray Polarimetry Explorer nato infatti dallacollaborazione esclusiva tra la Nasa e l’Asi e che ha l’obiettivo di studiare i fenomeni estremi dell’Universo. Ixpe è decollato puntualmente questa mattina alle 7.00 ora italiana dal Kennedy Space Center, in Florida. Per il lancio è stato utilizzato un vettore Falcon 9 della società privata SpaceX. Al lancio hanno assistito in presenza il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia e l’Amministratore della Nasa, Bill Nelson. “Siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti a consegnare puntualmente l’innovativa strumentazione scientifica di Ixpe, nonostante la sfida della pandemia” e tutto ciò è “una vera dimostrazione di eccellenza del team italiano della missione” ha sottolineato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia. “Adesso la parola passa alla scienza, a nuove scoperte rese possibili dall’impegno spaziale del nostro Paese” ha scandito il presidente dell’Asi che ha assistito al lancio nella base spaziale Usa. “La Nasa e l’Agenzia Spaziale Italiana, gli Stati Uniti e l’Italia hanno una lunga tradizione di cooperazione bilaterale su missioni spaziali di successo e la missione Ixpe rappresenta un altro esempio virtuoso della capacità italiana di lavorare con partner internazionali per la crescita delle attività spaziali a livello globale” ha ricordato Saccoccia.

Ixpe aprirà una nuova finestra sull’astrofisica e sul cosmo ed è la prima missione interamente dedicata allo studio dell’universo attraverso la polarizzazione dei raggi X: per farlo utilizzerà una tecnologia tutta italiana. A bordo del satellite Imaging X-ray Polarimetry Explorer sono installati infatti 3 telescopi con rivelatori finanziati dall’Asi e sviluppati da un team di scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). L’Asi spiega che il ‘cuore’ dei telescopi a bordo di Ixpe è rappresentato dai tre Gas Pixel Detector: rivelatori di nuova generazione che sfruttano una tecnologia sviluppata nel corso degli ultimi 15 anni e che si avvale delle competenze maturate dall’Infn nel campo della fisica delle particelle e dall’Inaf nello studio dell’Universo nelle Alte Energie. Grazie alla sua tecnologia innovativa, Ixpe potrà misurare non solo l’immagine e l’energia delle sorgenti celesti ma potrà anche ricavare, per la prima volta, indicazioni dirette sulle caratteristiche dei campi elettromagnetici ad esse associati. “Ixpe osserverà l’universo sotto una luce nuova, nel vero senso della parola, e ciò che gli consentirà di farlo è il suo innovativo ‘cuore’ tecnologico tutto italiano, frutto di un lungo e importante lavoro di ricerca e sviluppo condotto completamente in house nei nostri laboratori delle Sezioni Infn di Pisa e Torino” ha sottolineato Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn. “Dobbiamo essere orgogliosi dell’avvio di questa missione, ancor più nella difficile contingenza in cui abbiamo operato per portare a termine il lavoro entro i tempi di programma: desidero, quindi, rivolgere anche un riconoscente ringraziamento a tutti coloro che lo hanno permesso” ha commentato il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Plauso anche dall’Inaf per il successo del lancio e l’avvio della missione Ixpe. “La missione Ixpe in collaborazione con la Nasa rappresenta un fondamentale traguardo che valorizza la grande tradizione dell’astrofisica italiana nello studio dell’Universo con i raggi X e gamma come già successo con le missioni spaziali BeppoSax, Agile e la partecipazione a Fermi” è stato il quadro delineato dal presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Marco Tavani, in occasione del successo del lancio della missione Asi e Nasa del satellite Ixpe. “La comunità astrofisica delle alte energie aspettava da decenni uno strumento di polarimetria-X. Ora l’Italia realizza il cuore della missione Ixpe e sarà entusiasmante vederne i primi risultati: un momento a lungo atteso che siamo certi non deluderà le aspettative” ha osservato ancora Tavani.

Ixpe è nato dalla collaborazione esclusiva tra la Nasa e l’Asi e l’Agenzia Spaziale Italiana spiega che il satellite è stato posto su un’orbita equatoriale circolare a circa 600 chilometri di quota con una inclinazione di soli 0,2 gradi. Durante i primi due anni di missione, Ixpe aprirà una nuova ‘finestra’ astrofisica effettuando per la prima volta misure altamente sensibili di polarizzazione da sorgenti celesti che emettono in raggi X. I principali target della missione saranno nuclei galattici attivi (Agn), microquasars, pulsar e pulsar wind nebulae, magnetar, binarie nei raggi X, resti di supernova e centro galattico. Ixpe fornirà misure contemporanee di polarizzazione, variabilità, spettrali e immagini, permettendo così di studiare la geometria e i processi fisici di emissione di radiazione e accelerazione di particelle, in ambienti con campi magnetici e gravitazionali estremi. Ixpe è una missione congiunta Nasa-Asi, selezionata dalla Nasa il 3 gennaio 2017 e che fa parte del programma spaziale Smex-Small Mission Explorer. Grazie al contributo della componente industriale Ohb-I l’Asi è riuscita a consegnare alla Nasa i modelli di volo nei tempi stabiliti, come richiesto dalla partecipazione ai programmi spaziali Smex. L’Asi ricorda infine che l’Agenzia, oltre a gestire la partecipazione italiana al programma Ixpe, fornisce la Base di Malindi in Kenya come Stazione di Terra primaria per il tracking del satellite supportata anche da Telespazio e lo Space Science Data Center (Ssdc) presso la sede dell’Agenzia a Roma per le attività di elaborazione e analisi scientifica dei dati.

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