AL SERVIZIO DELLA MODA GREEN:FONDAZIONE FASHION RESEARCH ITALY INAUGURA PUNTO SOSTENIBILITÀ, L’ARCHIVIO DI TESSUTI, ACCESSORI E PACKAGING ECOSOSTENIBILI

Uno show room fisico e virtuale di materiali per la rivoluzione verde delle imprese della moda: dalla lana riciclata alla seta rigenerata, dal jersey biodegradabile agli accessori in alluminio riciclato. In occasione del lancio di progetto, la Fondazione ospita la prima italiana della mostra “La gentilezza della carta. La sostenibilità è bellezza” di Caterina Crepax e apre eccezionalmente al pubblico
Bologna, 1 dicembre 2021–Il fashion protagonista della rivoluzione verde: sempre più l’industria della moda si mostra sensibile al tema della sostenibilità, per fare la propria parte, riducendo l’impatto sull’ambiente in tutta la filiera. Secondo uno studio del 2021 di Pwc sul settore, il mercato della moda sostenibile è destinato a più che raddoppiare nel corso dei prossimi dieci anni. A trainare questa transizione ecologica saranno diversi fattori, tra cui–in primis-le scelte dei consumatori, soprattutto i più giovani: nel 2020 il 63% di loro ha preferito prodotti sostenibili, contro il 29% del 2019.Per fornire alle manifatture italiane gli strumenti necessari nasce Punto Sostenibilità, il nuovo progetto di Fondazione Fashion Research Italy, nata nel 2015 per volontà del Cavalier Alberto Masotti, già Presidente dello storico marchio La Perla, per supportare il settore del Made in Italy attraverso attività di consulenza e formazione. Si tratta del più completo archivio, sia fisico che digitale, di materiali tessili, accessori e soluzioni di packaging con caratteristiche di sostenibilità, provenienti da cataloghi di fornitori selezionati su tutto il territorio nazionale. Un vero e proprio show-room capace di connettere domanda e offerta, che inaugura con circa1500 referenze e 100 aziende mappate, ma che vuole crescere in fretta e verrà costantemente aggiornato con le novità green che le aziende vorranno proporre. Accanto alla oramai tradizionale lana riciclata, trovano spazio prodotti più innovativi come la seta rigenerata-al tatto simile al cachemire-tessuti e passamanerie realizzati con filati di giacenza attraverso l’impiego di telai tradizionali, composizioni con fibre miste rigenerate e ancora jersey in poliestere biodegradabile, buste e sacchi biodegradabili e compostabili per il packaging di prodotto, bottoni e zip realizzati con alluminio riciclato, nastri e fettucce in poliestere riciclato e molto altro. In tal senso, l’archivio ospita il meglio dell’innovazione, con una ulteriore caratteristica dirimente: solo materiali e soluzioni già industrializzate e immediatamente disponibili per la produzione in piccola o larga scala. Ciascuno dei campioni presenti–dai tessili ai bottoni, dalle cerniere alle confezioni–è descritto riportandone sia le specifiche tecniche che le certificazioni correlate, per restituire la più completa presentazione del prodotto e consentire alle aziende la scelta dei materiali più performanti da impiegare nelle loro produzioni sostenibili.
Punto Sostenibilità aspira a diventare un punto di riferimento per le imprese di ogni dimensione alla ricerca di supporto e orientamento nella loro svolta verso una nuova visione della moda, rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori e votata all’innovazione, con la consapevolezza che la scelta di materiali sostenibili è solo un primo passo verso la conversione al paradigma green, per il quale occorrono investimenti e strategie, da integrare in un programma a lungo termine. Per questa ragione, all’archivio di materiali, affianca attività di consulenza e formazione per individuare, insieme a partner di comprovata esperienza, le esigenze specifiche di ciascuna realtà e le soluzioni più idonee per svilupparle grazie alla preparazione del personale dedicato. “Sono passati molti anni da quando ho letto i primi report sull’inquinamento prodotto dall’industria della moda, ma ricordo ancora lo sconcerto che ho provato.–spiega il Presidente della Fondazione FRI,Alberto Masotti-Il settore in cui lavoravo e che tanto amavo era la seconda attività più inquinante del mondo e ancora oggi, purtroppo, la strada verso l’evoluzione green è lunga, nonostante sia ormai evidente che un cambio di passo è non solo necessario, ma indispensabile. Mi consola vedere che le nuove generazioni sono più attente a questi temi e ne sentano l’urgenza: la mia più grande speranza è che la Fondazione possa essere un punto di riferimento, anche fisico, per i nuovi designer e tutte le realtà imprenditoriali sempre più consapevoli della necessità di convertirsi ad una produzione che tuteli l’equilibrio ambientale”. Il progetto è co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (Risorse regionali per il sostegno dei progetti promozionali a favore dell’artigianato, ai sensi dell’ART.13 della L.R. N. 1/2010-Annualità 2021/2022).“La cultura della sostenibilità sta cambiando i prodotti, i processi e l’orientamento del consumatore anche nella Moda. -dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico e Green Economy, Lavoro, Formazione della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla-Proprio per questo con il Tavolo della Moda dell’Emilia-Romagna ci siamo impegnati ad accompagnare l’intera filiera della Fashion Valley verso la riconversione green, la ricerca sui materiali e la certificazione di qualità. Il Punto sostenibilità della Fondazione Fashion Research Italy si inserisce pienamente in questo disegno poiché risponde alle nuove esigenze del settore, consentendo lo studio, l’analisi e il confronto fra i materiali ecocompatibili e riciclati messi a punto da alcune fra le migliori esperienze italiane. Importante, oltre alla gestione di un ampio archivio digitalizzato, anche l’impegno formativo per favorire la transizione sostenibile delle nostre imprese”. L’accesso all’archivio è gratuito, tanto per le aziende che desiderano proporre i propri prodotti, quanto per le manifatture che vorranno accedere alla selezione: attivando il proprio account sarà possibile consultare l’intero catalogo, ottenendo informazioni merceologiche e tecniche di tutte le risorse disponibili. Le aziende coinvolte ad oggi, provenienti per lo più dai grandi distretti tessili italiani, come Prato, Biella, Vicenza, Como, e dall’Emilia Romagna per quel che riguarda accessori e packaging, offrono uno spaccato del settore di interessante lettura. F.FRI ha incaricato la società Blumine Srl, partner scientifica di progetto, di effettuare un’indagine sul loro impegno green e socialmente responsabile; il report prodotto (basato su alcune centinaia di parametri aggregati in 5 macro temi) offre un utile riferimento per interpretare le tendenze della sostenibilità nella filiera tessile italiana: se la sicurezza chimica dei prodotti rappresenta ormai un dato di fatto, emerge anche una forte sensibilità delle aziende agli aspetti etici legati al lavoro e diritti umani. Il tema dell’economia circolare sembra ormai destinato ad affermarsi come trend topic di questo decennio: il quadro della circolarità è a sua volta determinato da una proporzione abbastanza equilibrata tra il ricorso a materiali da riciclo sul lato degli approvvigionamenti e progetti di EPR/cicli chiusi sul lato dei processi aziendali. C’è ancora molto da fare, invece, per quel che riguarda la conservazione della biodiversità(con riferimento in particolare alla scelta di materiali di origine naturale provenienti da agricoltura biologica e responsabile) e per le azioni a favore del clima, che passano dall’utilizzo di energie rinnovabili e dalla compensazione di CO2 e polimeri da biomassa, presenti in misura crescente sul mercato. Vale la pena però sottolineare che diverse aziende hanno puntato su altri polimeri innovativi, biodegradabili, seppur a base fossile.
LA MOSTRA
Per celebrare l’apertura di Punto Sostenibilità la Fondazione ospita l’anteprima italiana della mostra “La gentilezza della carta. La sostenibilità è bellezza”, una variopinta passerella di18 abiti-scultura-in carta prodotta con il 100% di fibre riciclate dalla storica cartiera Cordenons-con alcuni dei pattern dell’archivio di textile design di F.FRI, realizzati da Caterina Crepax, figlia del leggendario Guido, e modellati sugli innovativi manichini di Bonaveri in materiale da fonte rinnovabile e biodegradabile. Una riflessione contro lo spreco, per mostrare come questo prezioso e versatile bene, possa esprimersi in infinite vite sotto il tocco di un’immaginazione feconda. Tra decori orientali ed echi di mitologia classica, animali e fiori, elementi urbani e naturali, l’intero universo si offre come fonte d’ispirazione per rinascere in nuove forme. La mostra sarà visitabile dal 2 dicembre 2021 al 30 gennaio 2022 in un ricco calendario di aperture straordinarie degli spazi della Fondazione, di norma chiusa al pubblico, a cui gli interessati potranno accedere su prenotazione(tutte le informazioni e la prevendita su www.mybologna.app/FFRI). Particolare attenzione alle scolaresche a cui sono riservate visite guidate durante la settimana.
FONDAZIONE FASHION RESEARCH ITALY
Il futuro della moda prende forma Fondazione no-profit costituita nel 2015 a Bologna dal Cav. Alberto Masotti con la volontà di affiancare le manifatture moda attraverso attività di formazione e consulenza su temi strategici quali heritage, sostenibilità e innovazione digitale.
LA FORMAZIONE
L’offerta formativa, erogata in e-learning così come in presenza dell’headquarter di 7.000 mq alle porte della città, è rivolta ai professionisti del settore ma anche ai giovani che stanno studiando per intraprendere una carriera nella moda. Si articola in tre percorsi executive accomunati da un approccio professionalizzante, garantito dalla docenza dei protagonisti del mondo del lavoro che condividono know-how ed esperienze maturate quotidianamente sul campo. Sei appuntamenti sono dedicati agli Archivi della moda per trasmettere le competenze specifiche richieste a chi si appresta a gestire e catalogare un patrimonio archivistico di settore. Green Fashion è un compendio delle necessità operative cui far fronte nell’adozione di un piano di business sostenibile – dall’approvvigionamento delle risorse, alle certificazioni fino al green marketing. Infine una Fashion Digital Academy che spazia dalle tecniche di fotografia e filmmaking, al corporate storytelling fino al marketing strategico per gli e-commerce di moda, a cui è dedicato anche un master che ne approfondisce le dinamiche a 360°.
LA LIBRARY E L’ARCHIVIO
Al comparto moda e design FFRI propone inoltre un prezioso patrimonio di creatività: una library di 5.000volumi e un archivio di textile design di 30.000 disegni su carta e tessuto. Pezzi unici antichi e moderni e completamente digitalizzati a disposizione di uffici stile, designer e studiosi in cerca di ispirazione per le proprie collezioni. Un polo alla costante ricerca delle migliori soluzioni per sostenere la crescita dell’intera filiera grazie a consulenze mirate in base alle esigenze delle PMI: dalla valorizzazione della cultura d’impresa, alla svolta digital e green.

LA GENTILEZZA DELLA CARTA

La sostenibilità è bellezza

La mostra di Caterina Crepax per F.FRI Bologna, dal 2 dicembre 2021 al 30 gennaio 2022
Un grido gentile,ma non per questo meno potente, per richiamare l’attenzione sull’urgenza della sostenibilità: è quello di Caterina Crepax con “La Gentilezza della Carta. La sostenibilità è bellezza”, la mostra ideata e realizzata per la Fondazione Fashion Research Italy di Bologna per riflettere, attraverso la lente della bellezza, sul tema della sostenibilità. Una passerella di18 abiti scultura con numerosi pattern provenienti dal prezioso archivio di textile design di F.FRI, nata nel 2015 per volontà del Cavalier Alberto Masotti, già Presidente dello storico marchio La Perla, per supportare i settori della moda e del design Made in Italy. L’esposizione mette in scena l’immaginario multiforme e onirico dell’artista, esaltando il fascino dell’italian style e restituendo al contempo una riflessione contro lo spreco: la carta, con le sue infinite vite, può infatti diventare sempre altro da sé, trasformandosi da materia funzionale a sostanza di una immaginazione feconda. I sogni, la bellezza della natura, il mondo orientale e i suoi decorativismi, la mitologia classica; e ancora, ali traslucide di insetti, pistilli di fiori, riccioli in ferro battuto, intarsi di vecchi pavimenti, grattacieli, rocce, nuvole, foglie, conchiglie, mappe di città. Gli abiti sono modellati sugli innovativi manichini di Bonaveri, in materiale da fonte rinnovabile e biodegradabile e realizzati in carta prodotta con il 100% di fibre riciclate dalla storica cartiera Cordenons. Un universo senza fine di elementi d’ispirazione che, tra le mani della Crepax, si fondono per rinascere in forme nuove. La sua passione è infatti da sempre la carta, che, grazie alla fantasia e alla manualità ereditata dal padre—il celebre fumettista Guido Crepax—riesce a trasformare in vere e proprie opere d’arte. “Il tema della sostenibilità è da sempre centrale nel mio lavoro–dice Caterina Crepax–e la carta di riciclo e riuso è il materiale che più di altri diventa metafora della gentilezza che dovremmo usare nei confronti del nostro pianeta. Per questo progetto ho cambiato il mio usuale approccio creativo, che normalmente concepisce l’idea finale dell’opera, per realizzare la quale poi cerco carte di ogni tipo, dagli scarti tipografici ai vecchi libri ai pirottini per i dolci. In questa occasione invece il punto di partenza è stato il magnifico Fondo Brandone, e la sfida è stata quella di creare abiti che valorizzassero le splendide grafiche dell’archivio, mixandole per arrivare a un’armonia di colori e forme: in un certo senso per la prima volta mi sono improvvisata, per così dire, stilista, un approccio che mi ha stimolato e divertito moltissimo”. L’esposizione sarà visitabile dal 2 dicembre 2021 al 30 gennaio 2022 in un ricco calendario di aperture straordinarie degli spazi della Fondazione, di norma chiusa al pubblico, a cui gli interessati potranno accedere su prenotazione (tutte le informazioni e la prevendita su www.mybologna.app/FFRI).). Particolare attenzione alle scolaresche a cui sono riservate visite guidate durante la settimana.

CATERINA CREPAX Nasce a Milano nel 1964 e cresce in un ambiente ricco di suggestioni, estro e creatività, fondamentale per la sua preparazione. Fin da bambina gira per casa munita di matite, forbici, fogli e cartoncini cercando di riprodurre la meraviglia dei libri pop up che riceve in regalo La formazione di architetto influenza notevolmente il suo approccio alla tridimensionalità, all’attenzione e alla ricerca dell’equilibrio tra insieme e dettagli, tra struttura portante ed elementi decorativi, tra vuoti e pieni, ma si completa di una visionarietà che è tipica dell’artista. Il suo processo creativo parte da schizzi e bozzetti delle forme, poi arricchite di dettagli che, in relazione tra loro, riescono a evocare tutto il mondo che alimenta la sua ispirazione. Caterina Crepax si dedica alla carriera artistica solo a partire dagli anni ‘90, grazie all’incontro con il designer Nicola Gallizia che, in occasione del Salone del Mobile, le permette di creare il suo primo grande allestimento, interamente realizzato con carta di recupero. Da allora, portala sua arte nelle scuole, nei musei e nelle aziende, collaborando con artisti e fotografi e realizza sfilate ed eventi in Italia e all’estero, affinando sempre più una visione sostenibile dell’arte e della vita.

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