Lo ha annunciato il suo agente su Facebook, ‘cause naturali’

 

Lo stilista francese Thierry Mugler, autore fra l’altro dei corsetti di Madonna e degli abiti di Sharon Stone, è morto all’età di 73 anni per “cause naturali”: lo ha annunciato il suo agente Jean-Baptiste Rougeot.

“Siamo devastati nell’annunciare la morte del signor Manfred Thierry Mugler domenica 23 gennaio 2022”, si legge in un post sull’account Facebook ufficiale dello stilista.

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epa07551476 Designs by Spanish designer Cristobal Balenciaga (L) and French designer Thierry Mugler (R) are on display during a press preview of the Metropolitian Museum of Art Costume Instituteâs spring 2019 exhibition ‘Camp: Notes on Fashion’ in New York, New York, USA, 06 May 2019. The exhibit deals with the history and concept of camp in fashion and how it is come to influence mainstream culture. EPA/JUSTIN LANE

 

epa08249272 A model presents a creation by Thierry Mugler fashion house during the Paris Fashion Week, in Paris, France, 26 February 2020. The presentation of the Fall-Winter 2020/21 women’s collection runs from 24 February to 03 March 2020. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

 

epa09705745 (FILE) – French designer Thierry Mugler attends the world premiere of the show ‘Yma’ at the Friedrichstadt Palast in Berlin, Germany, 02 September 2010 (reissued 24 January 2022). Thierry Mugler has died at the age of 73, according to his official Facebook account. EPA/JENS KALAENE GERMANY OUT *** Local Caption *** 02314137

 

epa08249290 A model presents a creation by Thierry Mugler fashion house during the Paris Fashion Week, in Paris, France, 26 February 2020. The presentation of the Fall-Winter 2020/21 women’s collection runs from 24 February to 03 March 2020. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

 

(ANSA) – ROMA, 30 OTT – Cosa succede quando robotica, moda e cultura giapponese dei mecha, i robot di grandi dimensioni come Mazinga Z e i Transformers, s’incontrano? Può nascere una mostra-performance come Robottizzati, Esperimenti di Moda, da un’idea e con la cura di Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni e con la direzione artistica di Mariotto, che disegna la stessa maison. Un’esposizione ospitata a Palazzo WeGil, hub culturale a Trastevere della Regione Lazio, che promuove per la prima volta un’esposizione di moda, in programma dal 31 ottobre al 24 gennaio. Realizzata da Laziocrea con il patrocinio di Unindustria Lazio. In mostra, gli abiti griffati esposti su manichini tecnologici e su 650 robot. I capi iconici di grandi stilisti provenienti da collezioni provate (da Courrèges a Pierre Cardin, da Paco Rabanne a Thierry Mugler, da Yamamoto a McQueen, passando per Armani, Moschino, Prada, Ferrè) e le creazioni di giovani (Santo Costanzo, Andrea Lambiase, Michele Gaudiomonte, Francesca Nori, Antonio Martino, Davorin Cordone, Giulia Sogna Beatrice Bocci) dialogano idealmente con 40 robot in metallo da collezione, i choching, di Roberto Pesucci. Il percorso parte dall’allunaggio del 1969, che ha suggestionato la moda di allora, con l’esposizione della tuta realizzata della Sartoria Nori per Harrison Ford nel film Apollo 3. Segue la moda spaziale anticipata da André Courrège, che già nel 1964 realizzò la collezione Space age. Sempre intorno al potere attrattivo della Luna, ruota il brand di calzature Moon Boot, nato proprio il 20 luglio del 1969, il giorno dell’allunaggio. Ma oltre agli abiti delle griffe internazionali, la Golden Lady Company ha realizzato con Mariotto per la mostra, 300 collant coloratissimi ispirati ai robot giapponesi esposti. In mostra anche alcuni costumi di scena realizzati dalle sartorie cine-teatrali Nori e Farani, i gioielli-insetto-robot realizzati dall’orafo Gianni De Benedittis del brand FuturoRemoto, il grande Gund

 

(ANSA) – ROMA, 30 OTT – Cosa succede quando robotica, moda e cultura giapponese dei mecha, i robot di grandi dimensioni come Mazinga Z e i Transformers, s’incontrano? Può nascere una mostra-performance come Robottizzati, Esperimenti di Moda, da un’idea e con la cura di Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni e con la direzione artistica di Mariotto, che disegna la stessa maison. Un’esposizione ospitata a Palazzo WeGil, hub culturale a Trastevere della Regione Lazio, che promuove per la prima volta un’esposizione di moda, in programma dal 31 ottobre al 24 gennaio. Realizzata da Laziocrea con il patrocinio di Unindustria Lazio. In mostra, gli abiti griffati esposti su manichini tecnologici e su 650 robot. I capi iconici di grandi stilisti provenienti da collezioni provate (da Courrèges a Pierre Cardin, da Paco Rabanne a Thierry Mugler, da Yamamoto a McQueen, passando per Armani, Moschino, Prada, Ferrè) e le creazioni di giovani (Santo Costanzo, Andrea Lambiase, Michele Gaudiomonte, Francesca Nori, Antonio Martino, Davorin Cordone, Giulia Sogna Beatrice Bocci) dialogano idealmente con 40 robot in metallo da collezione, i choching, di Roberto Pesucci. Il percorso parte dall’allunaggio del 1969, che ha suggestionato la moda di allora, con l’esposizione della tuta realizzata della Sartoria Nori per Harrison Ford nel film Apollo 3. Segue la moda spaziale anticipata da André Courrège, che già nel 1964 realizzò la collezione Space age. Sempre intorno al potere attrattivo della Luna, ruota il brand di calzature Moon Boot, nato proprio il 20 luglio del 1969, il giorno dell’allunaggio. Ma oltre agli abiti delle griffe internazionali, la Golden Lady Company ha realizzato con Mariotto per la mostra, 300 collant coloratissimi ispirati ai robot giapponesi esposti. In mostra anche alcuni costumi di scena realizzati dalle sartorie cine-teatrali Nori e Farani, i gioielli-insetto-robot realizzati dall’orafo Gianni De Benedittis del brand FuturoRemoto, il grande Gund

 

A Little Black Dress by Thierry Mugler, 1981

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