È vergognoso mettere all’asta una delle pagine più buie e tristi della nostra storia. È inaccettabile che in Paese civile possa accadere una cosa del genere, si è superato il limite della decenza. Esprimiamo solidarietà alle famiglie delle troppe vittime delle Brigate rosse (che purtroppo ebbero origine nell’Appennino reggiano) e chiediamo che l’asta venga ritirata“.

Questo il commento della segreteria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo dopo aver appreso che il volantino con cui le Br rivendicarono il sequestro di Aldo Moro e l’uccisione della scorta è tra i lotti messi in vendita della casa d’aste Bertolani Fine Art”.
“Ben venga la verifica del Ministero della Cultura e mi auguro che su questa asta, che rasenta l’apologia, sia annullata”.

Questa la prima parte del testo che accompagna la vendita all’asta del volantino: “Volantino originale distribuito all’indomani del rapimento di Aldo Moro, ad opera delle Brigate Rosse. Questo fu il primo di una serie di comunicati che seguirono fino all’epilogo con la soluzione finale della vicenda Moro. Drammatico testo di propaganda, redatto e fatto alle organizzazioni giornalistiche perché divulgassero le motivazioni del rapimento, e le ragioni politiche di lotta di classe che spingevano la rivoluzione brigatista negli anni ’70 ad essere così violenta”.

L’asta ha anche attirato l’attenzione del ministero della Cultura guidato dal ministro Dario Franceschini, che ha comunicato di aver disposto una verifica sul ciclostile del “Comunicato n.1” delle BR, “al fine di verificarne la peculiarità e l’interesse. Nel fascicolo “Moro uno” della Corte di Assise di Roma, studiato e digitalizzato dalla stessa DG Archivi nell’ambito del “Progetto Moro”, risultano già presenti infatti 41 esemplari» del comunicato. Alcuni risultano incompleti e non tutti sono nello stesso stato di conservazione”.

LA VICENDA

La casa d’aste Bertolami Fine Arts di Roma ha messo in vendita, inserito nel lotto numero 43 del catalogo “Autografi & Memorabilia”, una copia del volantino ciclostilato dalle Brigate Rosse che annunciava il rapimento di Aldo Moro il 16 marzo 1978.
Il volantino, partito da una base d’asta di 700 euro, è già quotato 7.000 euro, e con ogni probabilità la cifra è destinata a salire ulteriormente, visto che l’asta si concluderà il 18 gennaio.
Questa la prima parte del testo che accompagna la vendita all’asta del volantino: «Volantino originale distribuito all’indomani del rapimento di Aldo Moro, ad opera delle Brigate Rosse. Questo fu il primo di una serie di comunicati che seguirono fino all’epilogo con la soluzione finale della vicenda Moro. Drammatico testo di propaganda, redatto e fatto perveninre (sic, ndr) alle organizzazioni giornalistiche perché divulgassero le motivazioni del rapimento, e le ragioni politiche di lotta di classe che spingevano la rivoluzione brigatista negli anni ’70 ad essere così violenta».
Il volantino è stato il primo di una serie di nove comunicati delle Brigare Rosse, fino all’assassinio di Moro il 9 maggio 1978.
Secondo Paolo Persichetti, ex BR e oggi ricercatore storico e autore di libri e inchieste sul caso Moro il volantino di rivendicazione del sequestro Moro messo all’asta «non è uno dei nove comunicati originali stampati con la famosa Ibm a testina rotante in light italic fatti ritrovare a Roma il 18 marzo 1978 dalle Brigate Rosse», ma un testo ciclostilato di cui esistono «centinaia di copie».

 

nella foto: Rosamaria Papaleo

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