Interrogazione per chiedere di estendere su tutto il territorio regionale uno strumento simile nei contenuti e negli obiettivi alla Carta metropolitana per la Logistica Etica, in coerenza con il Patto per il Lavoro e il Clima

La capogruppo Silvia Zamboni, vicepresidente dell’Assemblea legislativa: “La logistica è uno dei settori in cui c’è molto lavoro precario e dequalificato. Bisogna intervenire sulle garanzie, limitare nuovo consumo di suolo, favorire il trasporto di merci su ferro e le buone pratiche di reverse logistics”

 

 

Bologna, 2 aprile 2022 – In Italia La logistica sta avendo una crescita imponente, con 116,4 miliardi di euro di fatturato annuo e 763.833 addetti (dati 2021). L’Emilia-Romagna da sola cuba il 9,8% del settore nazionale, ed è la terza regione in Italia per volume d’affari dopo la Lombardia e la Campania.

Oltre che per questa espansione accelerata, la logistica si caratterizza per squilibri ed iniquità rilevantissime, quali lavoro precario, insicuro e dequalificato, consumo di suolo e incremento del trasporto merci su gomma, criticità su cui è necessario intervenire per promuovere la sostenibilità ambientale e sociale del comparto. Servono regole contro lo sprawl logistico e il consumo di suolo agricolo, e l’impegno delle istituzioni pubbliche a premiare quelle realtà imprenditoriali che adottano un approccio etico e tutelano i diritti dei lavoratori.

Lo chiede il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che ha depositato un’interrogazione sul tema della logistica etica. 

Più in dettaglio, Europa Verde sollecita la Giunta della Regione Emilia-Romagna a valutare se e come promuovere sul territorio regionale – in riferimento alla logistica di propria competenza e d’intesa con gli stakeholder del settore – l’adozione di uno strumento analogo alla Carta metropolitana per la Logistica Etica (sottoscritta il 27 gennaio 2022 da oltre venti soggetti tra sindacati, associazioni datoriali di categoria ed enti pubblici, compresi Città metropolitana di Bologna e Prefettura) e a rendere la sottoscrizione della Carta da parte delle imprese un criterio premiale e preferenziale per ottenere finanziamenti, aiuti alle imprese, aggiudicazione di appalti pubblici e agevolazioni nell’ambito di progetti di logistica di competenza regionale. Tanto più che il “Piano logistica” è parte del “Piano di Prevenzione regionale” approvato con delibera della Giunta regionale il 20 dicembre scorso. E che nel Patto per il Lavoro e il Clima regionale si sottolinea la necessità di rafforzare la strategia di consumo di suolo a saldo zero; potenziare e qualificare il trasporto su ferro, sia per le persone che per le merci; contrastare forme di lavoro e di impresa che violano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Da tempo chiediamo alla Giunta regionale interventi sulla logistica, sia per limitare il consumo di suolo dovuto ad una espansione incontrollata dei poli, sia per evitare situazioni di sfruttamento del lavoro che, purtroppo, sono all’ordine del giorno delle cronache dei media – dichiara Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – La logistica è uno dei settori in cui le condizioni contrattuali e le garanzie di sicurezza sul lavoro risultano in molti casi alquanto carenti, all’insegna di lavoro precario e dequalificato. Una situazione inaccettabile per un Paese civile. Quei lavoratori, spesso stranieri, non possono essere abbandonati a se stessi. Le istituzioni devono fare la loro parte, con gli strumenti che hanno a disposizione. Occorre anche una regia regionale che sovraintenda all’autorizzazione della realizzazione di nuovi progetti di poli e depositi logistici per evitare uno sviluppo senza regole e un conseguente eccessivo consumo di suolo in tutta l’Emilia-RomagnaÈ necessario concentrare le attività negli interporti, caratterizzati dal ricorso al treno per la movimentazione delle merci e sostenere percorsi di evoluzione della logistica verso il paradigma Green Warehousing e verso la reverse logistics, cioè l’insieme di pratiche e processi destinati a gestire i resi e il rientro dei prodotti dai punti vendita al produttore per eseguirne la riparazione, il riciclo o lo smaltimento al minor costo possibileL’obiettivo deve essere zero consumo di suolo, per tutelare innanzitutto le aree agricole del nostro territorio. Quello che chiediamo con l’interrogazione – conclude la consigliera Zamboni – è del tutto coerente con il “Patto per il Lavoro e il Clima”, voluto dalla Regione Emilia-Romagna, che prevede: più trasporto su ferro per ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti, rafforzamento della strategia per arrivare a zero consumo di suolo, contrasto a condizioni di lavoro e di impresa che violano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici“.

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