La moglie del presidente denuncia: “Ne sono morti già 250, la Russia parla cinicamente di messa in scena a Bucha”

 

Ukrainian President Volodymyr Zelensky and his wife, First Lady Olena Zelenska, attend a welcoming ceremony at Riga Palace in Riga, Latvia, 16 October 2019. Zelensky is on a one-day official visit to Latvia. ANSA/TOMS KALNINS

 

L’Italia ha ricoverato oltre 150 bambini.

Anche il Vaticano si è dato da fare, accogliendo i nostri piccoli all’Ospedale Bambino Gesù, dove anche il Papa è andato a visitarli e a benedirli.

Invito tutti gli italiani e le istituzioni italiane, che possono farlo, ad ospitare i nostri bambini: per offrirgli un riparo, trattamenti medici, riabilitazione”. E’ l’appello di Olena Zelenska, first lady ucraina, in un’intervista al Gr1. “Oggi i diritti dei bambini ucraini sono violati dall’invasore, che bombarda ospedali, scuole e condomini. Ne sono morti già 250“, ha aggiunto la moglie del presidente ucraino.

La first lady ha anche commentato le immagini arrivate in questi giorni da Bucha, dopo il ritiro delle truppe russe: “Le immagini di Bucha mi lasciano semplicemente senza parole. Era un sobborgo molto carino della capitale, abitato da famiglie giovani con bambini. Non avremmo mai potuto pensare di doverlo paragonare a Srebenica“. “Dopo il ritiro dei russi, oltre 380 persone sono state ritrovate morte. La Russia parla cinicamente di una messa in scena. Come vorremmo che fossero false queste immagini!”, ha detto Zelenska nell’intervista. “C’è una storia che vi voglio raccontare – ha continuato la moglie del presidente ucraino – Quella di Irina, fotografata, morta, con una manicure perfetta. Era la mamma di due bambine. Aveva appena completato un corso da truccatrice. Ne era molto orgogliosa perché si stava realizzando professionalmente. E’ stata freddata dai russi mentre tornava a casa in bicicletta”.

La first lady ha anche denunciato il fatto che “più della metà dei bambini ucraini sono profughi“: “Stiamo lavorando anche a un progetto mirato a sostenere i più piccoli che hanno dovuto lasciare il Paese. Vogliamo che possano ricevere libri nella loro lingua, ovunque si trovino. E’ un modo per aiutarli psicologicamente a sentirsi a casa, anche se, a causa della guerra, sono lontani”, ha detto Zelenska. “Mi preoccupo – ha spiegato la first lady – di evacuare i bimbi orfani o quelli che non riescono a ricevere alcuna assistenza dai loro genitori, nei territori sotto i bombardamenti. Poi organizziamo lo spostamento in posti sicuri di quelli più malati. Infine consegniamo incubatrici per i neonati in tanti reparti pediatrici che devono lavorare senza elettricità. Due li abbiamo già fatti arrivare a Mykolaiv. Ne aspettiamo altri otto. Vorremmo riportarli in fretta a casa, ma come facciamo? Abbiamo chiesto alla Nato di imporre una no-fly zone, ma non è stato possibile e avete visto i risultati: i bombardamenti sull’ospedale pediatrico e sul teatro di Mariupol”.

Zelenska ha anche commentato la collaborazione con le first lady polacca e francese: “Dal primo giorno della guerra, Ucraina e Polonia si stanno coordinando per creare appositi corridoi per mamme e bambine. Sia la signora Macron ,che la moglie del presidente polacco Duda, sono state mie grandi alleate”, ha affermato. “La prima ha incontrato personalmente i bambini ucraini in ospedale. La seconda ha accompagnato i nostri bambini dalla Polonia a Roma. E’ quello che noi chiamiamo ‘l’itinerario della vita’: mettere in salvo i bambini a Leopoli, nell’Ucraina occidentale. E da lì organizzare il loro attraversamento del confine europeo con unità mediche. Una volta arrivati in Polonia, o restano negli ospedali locali o vengono trasferiti in altri Paesi”.

 

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