Da file della polizia hackerati anche migliaia di foto internati

 

epa00837286 Farmers of the Islamic Uyhgur ethnic group trade livestock at a bazaar in Upal, China’s Xinjiang Uyghur Autonomous Region, Monday 09 October 2006. The Islamic Uyghurs are the largest ethnic group in the autonomous region yet major industries such as oil transportation and banking are controlled by Beijing. Xinjiang which is five times geographically larger than France was once a thriving part of the Silk Road until after the Tang Dynasty (618AD – 907AD) but is now mired in poverty compared with other regions of China. EPA/MICHAEL REYNOLDS

 

I prigionieri uiguri nella regione cinese dello Xinjiang “devono essere fucilati a vista” se tentano di fuggire dai campi di “rieducazione” dove, secondo gli attivisti dei diritti umani, si dice siano detenuti in modo arbitrario decine di migliaia di persone.

Un cache di file della polizia, presumibilmente ottenuti da hacker e condivisi con i media stranieri, ha rivelato anche i volti di quasi 3.000 persone, compresi bambini, che sembrano essere stati confinati nelle strutture a causa della loro religione.

epa00837285 Farmers of the Islamic Uyhgur ethnic group trade livestock at a bazaar in Upal, China’s Xinjiang Uyghur Autonomous Region, Monday 09 October 2006. The Islamic Uyghurs are the largest ethnic group in the autonomous region yet major industries such as oil transportation and banking are controlled by Beijing. Xinjiang which is five times geographically larger than France was once a thriving part of the Silk Road until after the Tang Dynasty (618AD – 907AD) but is now mired in poverty compared with other regions of China. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Secondo quanto riporta la Bbc, le foto sarebbero reali e frutto del riconoscimento facciale, mentre dai fascicoli ufficiali è emerso un protocollo interno della polizia che “descrive l’uso di routine di ufficiali armati in tutte le aree dei campi, il posizionamento di mitragliatrici e fucili di precisione nelle torri di guardia e l’esistenza di una politica di sparatorie per chi cerca di scappare”. L’ordine , in altri termini, è di “freddare” chiunque tenti la fuga.

Da ieri, l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Michelle Bachelet è per la prima volta dal 2005 in visita in Cina avendo in programma di recarsi per pochi giorni nello Xinjiang. Malgrado l’Alto Commissario abbia precedentemente detto che avrebbe richiesto l’accesso “senza restrizioni” nella regione del nordovest per condurre una “valutazione indipendente”, i termini della sua visita non sono stati divulgati e le autorità cinesi hanno insistito sul fatto che non permetteranno altro che una “visita amichevole” ai fini del dialogo.

Gli Stati Uniti sono “sconvolti” dalle ultime informazioni sugli abusi nello Xinjiang. Lo afferma il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, commentando la pubblicazione di diversi file che mostrano gli abusi della Cina contro gli uiguri. La Cina, aggiunge Price, dovrebbe liberare le persone arbitrariamente detenute.

 

 

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