Il pontefice ha ricevuto le nuove reclute che hanno giurato ieri in Vaticano

 

epa09930089 A handout picture provided by the Vatican Media shows Pope Francis (R) receiving in audience Pontifical Swiss Guards and their families before the Oath in Vatican City, 06 May 2022. EPA/VATICAN MEDIA HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 

 

“La vostra festa annuale, con il giuramento delle reclute, è una bella occasione per incontrarvi e accogliere i genitori e i familiari che si uniscono a voi in questi momenti così significativi”.

Così papa Francesco si è rivolto alle 36 nuove Guardie Svizzere che hanno prestato giuramento ieri pomeriggio in Vaticano, ricevute in udienza nella Sala Clementina insieme alle famiglie e ai vertici del Corpo.

“Attraverso il giuramento – ha osservato -, verrete introdotte nella grande famiglia della Guardia Svizzera. Con ciò vi disponete a dedicare alcuni anni della vostra vita a un compito affascinante e, al tempo stesso, ricco di responsabilità nel cuore della Chiesa universale”.

Secondo il Pontefice, “i luoghi in cui sarete chiamati a svolgere il vostro servizio sono carichi di una storia segnata dall’abnegazione eroica di tanti servitori della Sede Apostolica, tra cui non pochi svizzeri”. “Dalla istituzione della Guardia Svizzera – ha ricordato -, molti giovani hanno compiuto la singolare funzione ad essa assegnata, che continua ancora oggi. Attraverso un impegno generoso e fedele, nel corso dei secoli alcuni non si sono sottratti alle prove più dure, arrivando a versare il proprio sangue per difendere il Papa e per consentirgli di realizzare la sua missione in piena indipendenza. Con questa loro dedizione suprema hanno adempiuto quanto previsto dai Regolamenti tuttora vigenti: la sicurezza della persona del Papa e della sua residenza”.

 

Papal Swiss guards march during the swearing-in ceremony at the Paul VI hall in Vatican City, 06 May 2022. The annual swearing in ceremony for the new papal Swiss guards takes place on 06 May, commemorating the 147 who died defending Pope Clement VII on the same day in 1527. ANSA/ETTORE FERRARI

 

“Care reclute – ha proseguito Francesco -, avete scelto di dedicarvi a una mansione squisitamente ecclesiale; vi esorto a viverla come una testimonianza cristiana e comunitaria. La vostra attività, infatti, non viene svolta individualmente, ma come comunità: non per nulla vi chiamate ‘Corpo’ della Guardia Svizzera”. “Possiate concretizzare questa dimensione comunitaria ogni giorno, sia durante le ore – non sempre facili – di servizio, sia nella vita quotidiana di caserma, che prevede momenti di svago, di convivialità, di incontro e di preghiera”, ha auspicato il Papa, sottolineando che “l’ideale di servire la Chiesa, nella persona del Successore di Pietro, rappresenta una forza che coinvolge e aiuta ad affrontare gli inevitabili momenti di difficoltà”.

Bergoglio ha poi incoraggiato le Guardie Svizzere “a dare sempre la giusta importanza alla formazione”, e al fatto che “la permanenza a Roma dovrebbe essere valorizzata per crescere come cristiani”. “Colgo l’occasione – ha concluso – per ringraziare l’intero Corpo della Guardia Svizzera Pontificia per la puntuale e preziosa collaborazione di ogni giorno, di cui sono diretto testimone. La Santa Sede conta su di voi! La Città del Vaticano è fiera della vostra presenza nel suo territorio!”.

     

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