Pubblichiamo la lettera che la Polisportiva Gioco Parma ODV ha preparato per esprimere il proprio entusiasmo relativamente alla candidatura di una Palestra “inclusiva” al PNRR da parte del Comune.

 

 

La Palestra simbolo di un cambiamento culturale.

 

Accogliamo con entusiasmo e speranza la notizia che la Giunta Comunale, con delibera del 21 Aprile 2022, ha espresso indirizzo favorevole alla partecipazione all’”Avviso PNRR Sport” candidando la realizzazione di un nuovo impianto sportivo destinato ad ospitare la pratica di più discipline sportive indoor, prioritariamente rivolte a soggetti con disabilità.

 

Paiono davvero lontani i tempi che hanno portato alla nascita della nostra associazione, correva l’anno 1983, in un contesto in cui la pratica sportiva era di fatto preclusa agli “handicappati”, come venivamo chiamati allora.

 

In questi anni abbiamo vissuto da protagonisti, nel nostro piccolo, i cambiamenti della società, con la prospettiva di chi ha affiancato e tutt’ora affianca nella pratica sportiva atlete e atleti che, da semplice amatore a agonista paralimpico, sperimentano difficoltà e impedimenti nei contesti urbani e nelle loro infrastrutture.

Sappiamo bene che la città accessibile è un obiettivo a cui tendere, che non può per forza di cose concretizzarsi in un baleno, dopo secoli in cui i nostri centri urbani, così ricchi di storia, sono stati pensati senza nemmeno prendere in considerazione le esigenze di chi, ad esempio, davanti ad una semplice scalinata, fosse costretto ad arrendersi e restare chiuso tra le mura di casa.

Pensiamo quindi a quanta strada fatta in relativo poco tempo, da quando con il coraggio e l’abnegazione di tanti si è iniziato a trasformare gradualmente quell’esclusione alla vita fino al poter praticare una delle massime forme di socialità, lo sport, in sempre più contesti e discipline, mostrando al mondo quei limiti e quelle singolarità che un tempo quasi si imponeva venissero nascoste con vergogna.

 

Ora gli sportivi diversamente abili sono conosciuti, presi a esempio, tengono conferenze, vengo ritenuti opinion leader e imprimono alla società accelerazioni entusiasmanti, nella ricerca degli ausili e nelle protesi, nell’innovazione tecnologica e nella ricerca.

Il mondo della disabilità è divenuto terreno di innovazione e sperimentazione come e molto più di altri, in un sistema di valori e riferimenti capace di aggregare sempre più spesso pubblico e privato, ben prima che termini come sostenibilità, inclusione e responsabilità di impresa entrassero nel vocabolario comune.

 

Sullo sfondo di un mondo che si evolve e cambia nella percezione, nei diritti, nelle opportunità e nel riconoscimento sociale, rimane però, come la quinta di un teatro, il contesto fisico in cui ci muoviamo, che ancora spesso esclude, specialmente quando si tratta di impianti sportivi.

In Italia come in tante altre parti del mondo si ragiona di accessibilità “a norma di legge” e non di accessibilità come prerequisito indispensabile che contribuisce a rafforzare il concetto di uguaglianza e rispetto delle persone.

Perché se ho la carrozzina non posso guardare la partita dove voglio? Perché se il mio sguardo fa cilecca non posso avere maniglioni nei corridoi? Perché se le mie ginocchia tremano e i miei piedi incespicano, non posso avere scivoli al posto delle scale? Perché se fatico a interpretare le scritte sui cartelli e in posti che non conosco mi sento confuso non posso avere indicazioni grafiche semplici e colorate?

Ecco che allora diventa centrale, soprattutto negli edifici dedicati allo sport, il tema del “come”. Come progettiamo, come costruiamo, come pensiamo le persone si muoveranno nel contesto, quali materiali, quali spazi, quali attrezzature.

 

Non è quindi un caso che la Polisportiva Gioco Parma ODV e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura Università degli Studi di Parma, con il fondamentale sostegno di Fondazione Monteparma, abbiano supportato il lavoro dell’Arch. Cecilia Tedeschi (coadiuvata dall’Arch. Barbara Gherri e Arch. Maria Evelina Melley) per la stesura del testo “Sportivamente Inclusivo – LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI SPORTIVI ACCESSIBILI”. Oltre 200 pagine il cui senso è ben sintetizzato dal nostro presidente, Marco Tagliavini: “La necessità è stata quella di avere finalmente uno spazio pensato per persone con qualsivoglia disabilità, per le quali, sino a ora, gli ambienti sono stati riadattati, modificati, ma quasi mai sono stati pensati fin dalla progettazione. Il sogno è quello di creare un unico mondo e un’unica regola, secondo la quale siamo tutti uguali e partiamo ai nastri di partenza tutti allo stesso livello.”.

 

Un contributo che intendiamo lasciare in particolar modo all’Amministrazione futura del nostro Comune, ringraziando l’attuale per aver fatto questo passo coraggioso, sperando ottenga il finanziamento del PNRR e debba affrontare la sfida entusiasmante di realizzare questo impianto di tutti e per tutti.

Ci brillano già gli occhi!

 

Incrociamo le dita e non smettiamo mai di credere e sognare.

 

Il Consiglio della Polisportiva Gioco Parma e Giocoparma ASD

 

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