LEGGE SALVAMARE È ANCHE “SALVAFIUMI”.

ZANICHELLI (M5S): “NORMA FONDAMENTALE PER COMBATTERE L’INQUINAMENTO E SVILUPPARE IL RICICLO

ANCHE NEI TANTI CORSI D’ACQUA DEL NOSTRO TERRITORIO”

 

 

Viene definita “Salvamare” ma è anche una “Salvafiumi. “La legge appena approvata al Senato in via definitiva che consente la raccolta e il riciclo di plastiche e rifiuti non riguarda soltanto i 7.500 chilometri di coste italiane ma anche i nostri fiumi (e laghi). E per quei territori, come il nostro, che, facendo parte del bacino del Po, sono attraversati da tantissimi corsi d’acqua lungo i quali le persone vivono, e proprio perché l’80% delle plastiche in mare arriva dai fiumi, si tratta di una misura fondamentale”. Lo sostengono in una nota i parlamentari emiliani del M5S Davide Zanichelli, Maria Edera Spadoni e i senatori Gabriele Lanzi e Maria Laura Mantovani che poche ore fa hanno votato il provvedimento a Palazzo Madama.

 

“Per la prima volta il Parlamento legifera per difendere questi ecosistemi e per affermare che non è più tollerabile l’invasione di plastiche e rifiuti che minaccia anche la nostra salute. Plastiche e rifiuti che invece finora sono stati paradossalmente “protetti” dalla legge, in quanto le persone, come i pescatori, che riportavano a terra rifiuti raccolti in mare e nei corsi d’acqua rischiavano di passare per trafficanti. Da oggi invece sarà possibile e anzi premiata con incentivi la raccolta di questi oggetti inquinanti, attivando un sistema virtuoso incentrato sul riciclo, con un doppio obiettivo: riduzione dell’inquinamento e aumento di materiale recuperato e riciclato. In più, nel testo è presente un articolo specifico che stanza 2 milioni all’anno da quest’anno fino al 2026 per introdurre misure sperimentali da parte delle Autorità di Bacino dirette alla cattura dei rifiuti galleggianti lungo i corsi dei fiumi”, spiegano più nel dettaglio i pentastellati.

 

“La legge, presentata dall’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa nel 2018 e sempre fortemente sostenuta dal M5S, non è una vittoria di una parte politica ma del Paese intero e dei suoi territori, soprattutto di quelli, come il nostro, attraversati da corsi d’acqua. E costituisce un punto di partenza per l’organizzazione di campagne di raccolta da parte di cittadini ed associazioni come quelle che già stavano avvenendo autonomamente in diverse località. Non soltanto: la normativa prevede che l’educazione ambientale diventi obbligatoria nelle scuole, le quali saranno tutte tenute, anche laddove ora non accade, a svolgere la raccolta differenziata. Finalmente la politica ha battuto un colpo deciso su quel tema della sostenibilità ambientale che viene da tutti declamata ma che non tutti, nel concreto, si impegnano a tradurre in leggi e provvedimenti”, concludono.

 

 

 

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