“Firmata la nuova ordinanza sulla peste suina e sul contenimento del virus, prevederà la caccia ai cinghiali. Il sottosegretario Costa: non possiamo permetterci di mettere a rischio il comparto suinicolo del nostro Paese, che fattura 7 miliardi di euro all’anno. È boom di proteste.”

Il commissario straordinario per l’emergenza peste suina, Angelo Ferrari, ha firmato una nuova nuova ordinanza, che prevede l’istituzione di una cabina di regia coordinata dal prefetto di Roma, che entro 30 giorni dovrà definire un piano con tutte le modalità per gli abbattimenti selettivi dei cinghiali. Questi avverranno, ha spiegato il sottosegretario Costa, con “una caccia selettiva a opera di cacciatori”. In un’altra dichiarazione, Costa affermava:
“Non possiamo permetterci di mettere a rischio il comparto suinicolo del nostro Paese, che fattura 7 miliardi di euro all’anno.”
È boom di proteste tra le associazioni animaliste e ambientaliste, previsto anche un flash mob di protesta contro gli abbattimenti, giovedì 19 maggio alle ore 9.00 a Roma, Ipogeo degli Ottavi, Varco Protezione Civile, via del Casale Sansoni 55.
Le associazioni parmensi Avi Parma e Meta Parma, che insieme a tante altre avevano protestato chiedendo un confronto e proponendo altre soluzioni, contestano l’ordinanza di abbattimento con un comunicato: “Questa decisione di continuare con gli abbattimenti lascia non solo scontenti ma anche perplessi, non solo si vuole continuare verso la via degli abbattimenti, che non risolverà comunque il problema della peste suina, ma si continua a portare avanti la caccia, una “pratica” che, diciamolo, al cittadino invece non piace. La caccia significa sparare agli animali, e il fatto che purtroppo sia ancora legale non significa nè che sia giusto farlo, nè che sia accettabile dalla comunità. Ricordiamo che tantissimi cittadini in tutta Italia, solo qualche mese fa, avevano firmato per poter andare al voto per l’abolizione della caccia. Il referendum non è stato ottenuto nonostante le numerosissime firme, molte sono state annullate, ci sono stati tanti problemi anche sulla piattaforma per le firme online, ma il messaggio è stato comunque forte e chiaro. Anche in questi ultimi periodi, è stato chiaro il pensiero dei cittadini sull’uso delle armi, le piazze si sono infatti riempite di manifestanti contro le armi e per la pace. Gli italiani amano la pace e amano gli animali, la maggior parte delle persone non è favorevole alla loro uccisione, tanto più con metodi così cruenti come l’utilizzo di armi e fucili.
Quanti colpi per i cuccioli, e quanti per le loro mamme? Oltretutto hanno dichiarato che gli animali verranno abbattuti per tutelare l’economia, cioè 7 miliardi del settore suinicolo. È questo il prezzo della vita degli animali? Uccidere i cinghiali per tutelare un settore che altro non è se non sfruttamento, sofferenza e morte per altri animali. Abbattere i cinghiali per poter continuare a sfruttare e uccidere i suini rinchiusi negli allevamenti. Davvero non vogliamo cambiare? Davvero l’umanità vuole arrendersi a tutto questo? Suini e cinghiali sono esseri senzienti, hanno diritto anche loro alla loro vita, e nessuna somma di denaro vale la loro sofferenza, nessuna somma di denaro vale la nostra coscienza. Possiamo  e dobbiamo essere persone migliori con gli animali, dobbiamo cambiare tutto questo: rendiamo la libertà agli animali. È il pianeta stesso che ce lo chiede, lo sfruttamento animale è insostenibile sotto tutti i punti di vista ed è ora che anche le istituzioni se ne rendano conto, per il bene di tutti. Siamo in emergenza climatica, anche e soprattutto a causa degli allevamenti intensivi, è il momento di cominciare a valutare la chiusura di certi “comparti” che invece ci si ostina a voler tutelare. Anteporre gli interessi economici alla vita degli animali è un grave errore, e non rende onore all’umanità. Ricordiamo inoltre, e lo ripeteremo sempre, che gli animali sono stati riconosciuti come esseri senzienti dalla recente riforma costituzionale dell’art.9, che riporta: “gli animali sono esseri senzienti e la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche”. Una riforma costituzionale che non può e non deve rimanere solo sulla carta, poichè nessuna vita è compatibile con lo sfruttamento e il mattatoio.”
Le associazioni Meta Parma, Avi Parma, Salviamo i macachi di Parma.

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