A Roma, si procede per lesioni aggravate da razzismo

 

Controlli per lÕemergenza Coronavirus al tribunale di piazzale Clodio durante lÕudienza del processo per la morte del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, 09 ottobre 2020. ANSA / ANGELO CARCONI

 

Lesioni volontarie aggravate dall’odio razziale.

È il reato ipotizzato dalla Procura di Roma nel procedimento aperto, nei mesi scorsi, alla luce di una denuncia presentata dai genitori di una bimba cinese di 3 anni dopo avere individuato sul corpo della piccola la scritta “Xiu”, che in cinese vuol dire vergogna.

Gli inquirenti al momento stanno cercando di ricostruire i contorni della vicenda, di cui scrive oggi il Corriere della Sera, che risale al novembre dello scorso anno.

L’incisione, scomparsa dopo una ventina di giorni, sarebbe stata fatta con uno spillo. Nel registro degli indagati è stato iscritto un maestro di una scuola materna della Garbatella ma l’uomo avrebbe già dimostrato agli inquirenti la sua estraneità ai fatti. I magistrati di piazzale Clodio, che hanno disposto anche un incidente probatorio, sperano comunque di riuscire ad individuare l’autore della lesione.

     

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