L’impegno per i valori della famiglia e della vita, chiesto dal Family Day di Parma, sottoscritto da Marco Adorni, Priamo Bocchi, Luca Galardi, Giampaolo Lavagetto e Pietro Vignali e da 11 candidati a consigliere comunale.

 

Parma, 9 giugno 2022  –  Sono Marco Adorni, Priamo Bocchi, Luca Galardi, Giampaolo Lavagetto e Pietro Vignali  i candidati a sindaco che hanno sottoscritto il Manifesto proposto dall’Associazione Family Day. Oltre a loro, anche 11 candidati a consigliere comunale.

 

E’ questo il risultato dell’azione del Family Day di Parma – collegato all’omonima associazione nazionale degli ultimi Family Day di Piazza San Giovanni (20 giugno 2015) e del Circo Massimo (30 gennaio 2016) – che ha recentemente inviato ai candidati a sindaco il Manifesto per la Famiglia, volendo così interpellare e sollecitare i candidati sui temi della famiglia naturale, della vita e della libertà educativa, chiedendo di esprimersi e di sottoscrivere il documento in vista delle prossime elezioni comunali di Parma.

 

“Vediamo con soddisfazione che il nostro Manifesto è stato accolto in modo positivo da diversi candidati – dichiarano Igino Morini e Giovanna Pititto, referenti di Parma del Family Day – perché pensiamo che ponga delle questioni di fondo per la vita della società: la promozione e la tutela della famiglia come società naturale, riconosciuta dall’art. 29 della Costituzione, il che significa composta da padre e madre uniti nella generazione e nell’educazione dei figli; la difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, quindi soprattutto per tutelare la vita più debole e indifesa; garantire il fondamentale diritto alla libertà di educazione, primariamente spettante ai genitori nei confronti dei propri figli, come prevedono sia la Costituzione, sia la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 26). E su questi temi tutti i livelli politici, dal nazionale al locale, possono e devono impegnarsi. Anche il comune, per quanto è loro concesso dalle norme e dai vincoli di bilancio, possono stabilire di amministrare le risorse a disposizione con scelte e azioni da “amico della famiglia”, sia nel considerare inviolabile il ruolo della famiglia naturale nella procreazione e nell’educazione dei figli, sia sotto l’aspetto economico, per contrastare la grave denatalità che sta colpendo il nostro Paese, che è legata anche alla mancanza di considerazione delle esigenze e dei bisogni di chi decide di fare famiglia e di procreare”.

 

Come detto, i candidati a sindaco che hanno sottoscritto il documento e che si presenteranno agli elettori mettendo nei loro programmi gli obiettivi del Manifesto, sono Marco Adorni, sostenuto dalla lista L’altra Parma, Priamo Bocchi, sostenuto dalla lista di Fratelli d’Italia, Luca Galardi, della lista Movimento 3V, Giampaolo Lavagetto, sostenuto da Parma 2032, e Pietro Vignali, che si presenta con le liste di Ambiente e Salute, Forza Italia e altre formazioni politiche, Lega Nord, Sicurezza e Decoro, Vignali Sindaco.

Anche alcuni candidati a consigliere comunale si sono impegnati a portare avanti i principi e gli obiettivi del Manifesto. Sono Michele Gandolfi, Francesco Rutelli, Laura Schianchi, Isabella Spanò e Maria Teresa Tirelli nella lista di Forza Italia, Massimo De Matteis, Ilaria Molinari e Nicoletta Napoli della lista di Fratelli d’Italia, Luca Bilzi, Laura Cavandoli ed Emiliano Occhi nella lista della Lega Nord.

 

“Noi non siamo un partito politico; siamo dei movimenti culturali e di opinione – continua il Family Day di Parma – agiamo in un campo pre-politico, e ci proponiamo di influenzare la politica nelle scelte sulla famiglia e sulla vita. Il nostro obiettivo è quello di porre principi di fondo per noi irrinunciabili, insieme ad alcuni impegni operativi conseguenti che aiutino concretamente le famiglie dal punto di vista economico e fiscale. Abbiamo chiesto ai candidati di impegnarsi su questi temi basilari, in modo da rendere pubblico e indicare ora i loro nomi alle nostre famiglie, ai nostri aderenti e simpatizzanti, che spesso sono disorientati nel vedere la vita non considerata, la famiglia bistrattata e idee educative errate, che non rispettano la crescita affettiva dei bambini”.

 

“Ringraziamo anche i candidati che, pur non avendo firmato il manifesto, ci hanno risposto, accogliendo alcuni punti del Manifesto, ma non altri; con loro e con tutti il dialogo è aperto – concludono i rappresentanti del Family Day – soprattutto perché riteniamo opportuno, con qualunque candidato e schieramento sarà vincente, portare il nostro contributo ed essere collaborativi ma, se occorre, essere anche critici verso eventuali contraddizioni e limiti delle decisioni di chi amministrerà la città”.

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