Sul numero scorso ho parlato degli aspiranti sindaci, una marea di candidati di ogni colore, tutti con una sola ispirazione e aspirazione: essere eletti per cambiare tutto. Tutti che vogliono cambiare tutto, e tutto nell’interesse dei parmigiani, ma poi lo faranno veramente? O faranno come i loro predecessori? A Parma cosa c’è che non va? A sentire le varie campane quasi tutto, allora vuole dire che Pizzarotti non ha fatto un cazzo. Sì, è proprio così, Pizzarotti non ha fatto un cazzo, per non parlare dei suoi accoliti che si sono intascati un lauto stipendio per ben dieci anni pagato dai parmigiani, che non hanno mai pensato di limare vista anche la situazione di indebitamento che strombazzavano in campagna elettorale, poi risultata non vera… e adesso hanno tutti paura di rimanere senza lavoro. Capirete, dopo dieci anni a non fare nulla e a intascare stipendio, contributi e prebende varie, chi ha più voglia di tornare a lavorare veramente? meglio fare i politici a vita… e poi chi li prenderebbe a lavorare? E no, qui vi sbagliate: qualcuno li prenderebbe eccome a lavoricchiare! Dopo tutti i favori che sono stati elargiti agli amici degli amici, qualcuno un po’ riconoscente ci sarà certamente. La politica è un bel mezzo per trovarsi amici vecchi e nuovi molto disponibili, sempre con il medesimo scopo… non siete d’accordo? È questo il grande imbroglio dei politici: dire di fare le cose per gli altri, ma poi farle solo per se stessi e per pochi intimi. C’è un signore di Sala Baganza, attivissimo sui social, che fa campagna elettorale interessata per un aspirante sindaco che garantirebbe la continuità del posto ad un suo familiare, una cosa veramente deplorevole, ma cosa volete… così fan tutti, ma in questo caso lo si fa senza un minimo di pudore. A Parma come in tutte le città d’Italia esiste la corruzione, il clientelismo e la dovuta riconoscenza: i politici in questo sono i padroni, non c’è politico senza codazzo, ma guai a dirlo, però è un dato di fatto… La politica dei politici oggi si fa tutta sul web. Non c’è politico che non usi i social, perché ormai è l’arma vincente, anche se non è proprio il termine giusto da usare in questo periodo, ma comunque così è. Selfie, dirette, comunicati registrati, partecipazione a qualsiasi evento mondano e non, basta però che poi vada tassativamente sul web, e chi più ne ha più ne metta. Ma l’elettore come si convince a votare per questo o quel candidato? Sempre meno votanti e sempre più astensionisti. E perché lo votano? c’è sempre una ragione, o d’interessi o chi è ancora in buona fede di speranza in una città migliore, ma vince sempre chi si è bene infiltrato e assoggettato ai poteri forti. CHI SONO I POTERI FORTI? I POTERI FORTI SONO QUELLI CHE COMANDANO VERAMENTE UNA CITTA’ E NON C’È SINDACO CHE TENGA. CONTRO I POTERI FORTI O TI ADATTI O SEI FINITO. QUALCUNO NE SA QUALCOSINA. E ALLORA VI DOVRETE ACCONTENTARE DI CHI SI E GIÀ ASSICURATO LA SOPRAVVIVENZA ACCONDISCENDENDO IN ANTICIPO A SOTTOSTARE AGLI ORDINI: PER GLI ALTRI NON C’È SPERANZA. O SI’?
GUERRA: ma voi vi arrendereste all’invasore? No armi all’Ucraina perché così non si fa la pace… questo è quello che sostengono alcuni politologi e politicanti di merda. A me piacerebbe andare a casa loro, distruggere le loro cose, ammazzare i loro famigliari, rubare tutti i loro beni, violentare moglie e figlie, uccidere a sangue freddo i genitori e poi dirgli “Parliamo di pace”? Forse prima di parlare bisognerebbe mettersi nei panni di chi si è trovato e si trova in questa situazione senza aver mai messo piede in territorio russo e mai avrebbe immaginato uno scenario del genere con tutto ciò che aveva detto putin il giorno prima (“MAI INVADEREMO L’UCRAINA”). COSA TI PUOI ASPETTARE DA UN CRIMINALE MACELLAIO DEL GENERE. E TUTTI QUELLI CHE IN UN MODO O IN UN ALTRO VOGLIONO PARLARE DI PACE CON putin NON SONO CERTAMENTE MEGLIO DI LUI. putin conosce un solo modo per parlare di pace: UCCIDERE, DISTRUGGERE E SOTTOMETTERE.

Marcello Valentino

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.