Intitolato a Don Francesco Piazza il parco Fra’ Gherardo Boccabadati, a Mario Tommasini il cortile interno della biblioteca Civica, a Don Tarcisio e Padre Paolino Beltrame Quattrocchi il Parco in via Emilia Ovest e viale Rastelli a Tiziano Marcheselli

 

 

La Commissione Toponomastica del Comune di Parma ha approvato quattro nuove intitolazioni, attraverso le quali ricordare e celebrare quattro illustri personalità e il loro operato per la città di Parma.

Don Francesco Piazza, parroco di Vicofertile per oltre 50 anni e giornalista, impegnato a supportare la vita del paese, nell’aiuto dei suoi bisognosi e dei giovani, viene dedicato il parco Fra’ Gherardo Boccabadati.

A Mario Tommasini per la sua vita dedicata all’ambito sociale viene intitolato il cortile interno della biblioteca civica Mario Colombi Guidotti.

A Don Tarcisio (Filippo) e Padre Paolino (Cesare) Beltrame Quattrocchi viene dedicato il Parco in via Emilia Ovest (San Pancrazio): una vita rivolta ai giovani e allo scautismo quella di don Tarcisio, figura di religioso e educatore particolarmente noto in città; predicatore, appassionato e vibrante padre Paolino, in grado inoltre di farsi apprezzare per le sue opere in campo sociale.

Infine, viene dedicato viale Rastelli alla memoria di Tiziano Marcheselli, giornalista, scrittore, pittore che ha vissuto e raccontato Parma per più di mezzo secolo attraverso la sua storia, la sua arte e la sua quotidianità.

Biografie

Don Francesco Piazza

Nato a Calestano (PR) il 6 ottobre 1922. Deceduto a Parma il 19 novembre 2008. Parroco e giornalista in Vicofertile dal 1953 al 2008.

Ravarano, un piccolo paese dell’appennino parmense, dà i natali all’indimenticato parroco di Vicofertile il 4 ottobre del 1922 poi certificato all’anagrafe il successivo 6 ottobre.

Di umile famiglia contadina temprata dai sacrifici e dalla fatica ma tanto ricca di solidi principi religiosi, Francesco trova ed abbraccia la vocazione entrando dodicenne nel Seminario Minore e poi in quello Maggiore ottenendo la tonsura il 18 dicembre del 1943.

Seguono il subdiaconato nel 22 dicembre del 1946, il diaconato nel 21 marzo del 1947 e la successiva ordinazione sacerdotale avvenuta nella Cattedrale di Parma dall’allora Vescovo Evasio Colli il 22 giugno del 1947.

Con la prima Messa Solenne celebrata a Ravarano il 29 giugno del 1947, inizia l’attività pastorale che lo vedrà dapprima cappellano a Berceto, parroco a Lozzola per oltre 4 anni giungendo poi a Vicofertile il 22 novembre 1953 dove ci resterà per 55 anni definendosi “un semplice curato di campagna”.

Un sacerdozio dove accanto all’intelligente e colto zelo pastorale, si sono affiancati l’insegnamento della religione nelle scuole Parmigianino e Melloni, l’attività di giornalismo con la rubrica radiofonica Vangelo in famiglia nella redazione del periodico Vita Nuova e nella stesura dei suoi numerosi “diari” che hanno raccontato la vita di Vicofertile.

Non dimentico del suo gregge, ha favorito la nascita del Circolo La Lanterna diventato negli anni un importante punto di aggregazione per le attività sociali e sportive, in particolare con i gruppi estivi dei ragazzi, con le squadre di calcio e le sagre di paese.

Sempre attento alla conservazione della “sua chiesa”, una bella pieve romanica del XII secolo, con interventi restaurativi e di abbellimento e soprattutto con la gemma rappresentata dalla costruzione del Piccolo Ostello del Giubileo inaugurato nel maggio del 2001 dall’allora Vescovo Bonicelli, un’opera impegnativa voluta con una determinazione che non ha uguali.

Chi abita o ha abitato a Vicofertile è a conoscenza dell’impegno profuso verso i bisognosi, gli ammalati, verso il prossimo in generale come testimoniato dalla possibilità concessa al Centro l’Orizzonte di edificare un punto di riferimento per giovani tossico dipendenti sorto su un terreno del Beneficio Parrocchiale.

Negli ultimi tempi, pur minato da problemi di salute, ha continuato ad esercitare con passione e dedizione il sacerdozio fino alla morte che lo ha colto in una notte fredda del 19 novembre del 2008.

I funerali celebrati il 21 novembre sono stati partecipati dai tanti parrocchiani ed amici con una funzione struggente e commovente, un “bel funerale” scriverà Don Domenico Magri in una pagina ricordo per la Diocesi di Parma.

Don Francesco riposa nel cimitero della sua Ravarano dove sulla lapide è inciso ” Parroco e giornalista”.

Mario Tommasini

Nato a Parma il 15 luglio 1928. Deceduto a Parma il 18 aprile 2006. Amministratore pubblico.

Mario Tommasini nasce il 20 luglio 1928 in borgo Gazzola a Parma.

Ancora ragazzo partecipa alla lotta partigiana e per questo nel 1967 ricevette la Croce al Merito.

Nel 1943 entrò nel PCI e venne anche incarcerato per la sua partecipazione alle proteste per la legge truffa del 1953.

Nel 1975 viene nominato assessore provinciale ai trasporti con delega alla direzione dell’ospedale psichiatrico di Colorno.

Con Franco Basaglia, che chiama a dirigere la struttura, collabora alla definitiva chiusura dei cosiddetti manicomi su tutto il territorio nazionale.

Nel 1970 occupa il brefotrofio della città che ospitava i minori abbandonati dalle famiglie fino all’età di tre anni.

In poche settimane riesce a svuotare la struttura e a trovare una famiglia per ogni bambino.

Nel 1974 recupera a Vigheffio una casa colonica, con annessi 150.000 mq di terreno agricolo. La struttura ospiterà alcuni malati psichiatrici e diverrà un centro di aggregazione per tutti i cittadini di Parma.

Tra il 1971 e il 1974 si dedica alla chiusura del carcere minorile cittadino, la Certosa.

Contemporaneamente riesce ad inserire in luoghi di lavoro 225 giovani disabili.

Parma, grazie al suo lavoro, vedrà nascere il primo Servizio di Medicina del Lavoro.

Negli stessi anni contatta i registi Marco Bellocchio e Silvano Agosti e da questo incontro nasce il film Matti da slegare.

Nel 1980 è assessore ai Servizi Sociali e alla Sanità del Comune di Parma e in questo ruolo nascono il servizio domiciliare agli anziani, il minimo garantito, gli orti sociali.

Negli stessi anni guida il movimento “Liberarsi della necessità del carcere” ed è fondatore della Cooperativa Sirio che dà lavoro a decine di detenuti in regime di semi-libertà.

Nel 1990 diventa Consigliere Regionale con il gruppo “Nuova Solidarietà”.

Negli ultimi anni della sua vita si occupa ancora delle problematiche degli anziani.

In questo ambito, grazie al suo impegno si realizzano le case di Tiedoli, appartamenti protetti per anziani, alternativi al ricovero in casa protetta.

Nel 1998 si candida alla carica di sindaco con la lista Libera la Libertà e dal 2003 è direttore del Laboratorio Provinciale sulle politiche degli anziani.

Muore il 18 aprile del 2006.

Mario Tommasini riceve nel 1978 il premio Schweitzer e nel 1989 il premio Sant’Ilario.

Don Tarcisio (Filippo) Beltrame Quattrocchi

Nato a Roma il 15 ottobre 1906. Deceduto a Roma il 20 febbraio 2003. Sacerdote.

Don Tarcisio Beltrame Quattrocchi: una vita dedicata ai giovani e allo scautismo, figura di religioso ed educatore particolarmente noto in città, esercitò il proprio apostolato negli anni del primo e secondo dopoguerra.

Filippo Tarcisio era nato a Roma il 15 ottobre 1906, primogenito dei quattro figli di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, beatificati da Giovanni Paolo II il 21 ottobre 2001. Entrato a 10 anni nello scautismo cattolico, percorrendo tutte le tappe educative da Lupetto fino ad educatore, vi maturava, fin dall’età di 15 anni, la propria vocazione sacerdotale.

Entrato in Seminario al Collegio Capranica di Roma, nel 1924, dopo quattro anni, si trasferiva nel Monastero Benedettino di San Giovanni Evangelista di Parma assieme al fratello P. Paolino e il 21 dicembre 1930 veniva consacrato sacerdote. Dopo lo scioglimento del movimento scout, voluto nel 1927 dal Fascismo, Don Tarcisio, operò all’interno dell’Azione Cattolica fino al 1941 quando, con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale fu inviato come Cappellano Militare in Marina, dapprima nel 4° gruppo sommergibili, poi nella VII divisione incrociatori, due volte decorato sul campo, meritando poi nel 1942 la croce di guerra al Valor Militare. Entrava poi nella Resistenza con il fratello Padre Paolino “Fulvo” che era capo maglia del Comitato volontari della liberazione della Piazza di Parma fino al termine del conflitto bellico.

Nel 1945 fu uno dei primi ad impegnarsi nella rinascita dello scautismo cattolico a Roma e quindi, rientrato a Parma, unitamente a Padre Paolino, fondava nel Monastero benedettino di San Giovanni, il 21 dicembre 1945 il Riparto ASCI Parma V intitolandolo al martire partigiano Maggiore Max Casaburi, e successivamente il Riparto AGI Parma II delle Guide, dove sarebbe approdato, dopo la scomparsa di Don Ennio Bonati (1915-1950), anche Luigi Andreoli (1906-1991), fondatore dello scoutismo cattolico parmense nell’anteguerra.

Don Tarcisio estese il suo impegno pastorale al mondo della scuola, alle opere di assistenza fondate dal fratello Paolino e alle giovani coppie di sposi, delle quali, in molti casi, divenne apprezzato consigliere spirituale.

Lasciata Parma nel 1953 e rientrato a Roma, si dedicò all’insegnamento nei licei romani e all’opera educativa in diversi gruppi scaut della capitale, pur mantenendo stretti contatti con lo scautismo e con la nostra città, collaborando alla fondazione del gruppo AGESCI Parma 8 della SS. Annunziata e più tardi della Comunità dei Foulards Blancs partecipando a numerosi campi e iniziative degli stessi gruppi. Molto devoto

di Padre Lino, frequentava periodicamente il convento francescano della SS. Annunziata.

Dopo aver assistito, con il fratello Paolino e la sorella Enrichetta alla beatificazione dei propri genitori nel 2001, si spegneva serenamente all’età di 96 anni il 20 febbraio 2003.

Padre Paolino (Cesare) Beltrame Quattrocchi

Nato a Roma nel 1909. Deceduto a Roma il 31 dicembre 2008. Monaco Benedettino.

Cesare Beltrame Quattrocchi era nato a Roma nel 1909, secondogenito dei quattro figli di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, beatificati da Giovanni Paolo II il 21 ottobre 2001, e nel 1924 entrava come monaco nell’ordine benedettino assumendo il nome di Paolino, venne ordinato sacerdote a Parma il 22 gennaio 1933 dall’arcivescovo di Parma Mons. Evasio Colli.

Un terzo della sua vita, quello in cui fece le cose più importanti, padre Paolino lo trascorse a Parma, nel monastero di San Giovanni Evangelista. Qui ebbe modo di farsi conoscere per la sue eccezionali doti di predicatore, appassionato e vibrante, ma soprattutto seppe farsi apprezzare per le sue opere in campo sociale.

Cappellano degli Alpini in Jugoslavia durante la Seconda Guerra mondiale, poi passato alla Resistenza era divenuto Capo Maglia della Piazza di Parma del Comitato Volontari della Liberazione con lo pseudonimo di “Fulvo” in prima linea per salvare gli ebrei e i perseguitati politici con la collaborazione del Maggiore dei Carristi Max Casaburi “Montrone” e della moglie Lina Cornelli. Padre Paolino fu uno dei protagonisti nello

svolgimento di una missione molto rischiosa che riusci a condurre a Roma attraversando clandestinamente in borghese la linea Gotica e salvando un numero elevato di persone. Per la sua attività, fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Al termine del conflitto diede vita a numerose opere di carattere sociale: fondò la Pontificia Opera di Assistenza con una rete di 10 colonie, fra le quali Misurina (BL), che ha ospitato migliaia di bambini parmigiani affetti da patologie respiratorie, e, in provincia, quelle di Serravalle Ceno, di Scipione di Salsomaggiore, di Bosco di Corniglio e di Corniglio (quest’ultima per i minatori carraresi); diede vita anche alla “Casa del reduce” in borgo Regale, per dare ospitalità ai soldati di ritorno dai campi di prigionia; fondò “Villa Serena” in via Buffolara, sede di prima accoglienza per i carcerati liberati; istituì un refettorio per i poveri e fondò la scuola per Assistenti Sociali ONARMO (poi “ereditata” dall’Università); diede vita al circolo “La spiga” in via Petrarca, per il doposcuola dei ragazzi della provincia; e per gli studenti universitari fondò il pensionato “Sant’Anselmo d’Aosta” presso il Monastero di San Giovanni Evangelista. Da uomo impegnato nel sociale fu molto molto vicino al Movimento Scout di cui aveva fatto parte durante la giovinezza ed insieme al fratello Don Tarcisio nel 1946 nel monastero di San Giovanni diede vita al Riparto Parma 2 del

Movimento scout Femminile A.G.I. (Associazione Guide Italiane) di cui fu assistente spirituale fino al 1962.

Fra gli scout era “Gatto Rosso”. Padre Paolino partecipò attivamente ai soccorsi dopo l’alluvione del Polesine del 1950.

Nel 1962, dopo aver vissuto “nel mondo” per cinquant’anni, si ritirava nel Monsatero dei Monaci Trappisti delle Frattocchie in Provincia di Roma dove, dopo altrettanti anni di “silenzio”, e dopo aver assistito, con il fratello Tracisio e la sorella Enrichetta alla beatificazione dei propri genitori nel 2001, concludeva il suo cammino terreno il 31 dicembre del 2008.

Tiziano Marcheselli

Nato a Parma il 6 agosto 1939. Deceduto a Parma il 27 ottobre 2011. Giornalista, scrittore, pittore.

Tiziano Marcheselli ha vissuto i suoi 72 anni a Parma e per Parma. Giornalista della Gazzetta di Parma dal 1961, professionista dal 1º gennaio 1966, critico d’arte per lo stesso quotidiano parmigiano e responsabile della settimanale pagina dell’Arte dal 1978 fino alla morte nell’ottobre 2011. Cinquant’anni di Gazzetta di Parma conditi da migliaia di articoli di argomento storico, artistico e folcloristico locale, ma anche cinquanta libri pubblicati come scrittore (49, per la precisione), mantenendo il filo conduttore di Parma, la sua storia e le sue storie, le vie, i monumenti, le cartoline e i personaggi del centro, specialmente quelli marginali, i cosiddetti “ultimi”.

Tra i titoli dei libri, in ordine cronologico, «Cento pittori a Parma» nel 1969, i due volumi con illustrazioni proprie “Gente di Parma” nel 1978 e 1979, “Carlo Bisi – Ciao Pampurio!” nel 1982, “Fantasmi e leggende dei castelli parmensi» con 12 tavole originali del pittore Proferio Grossi nel 1982, «TEP Trasporti pubblici a Parma» nel 1985, «Il nostro amico Enzo Sicuri» con Giovanni Ferraguti nel 1985, «San Francesco del Prato, un tesoro da salvare» nel 1986, i sei volumi di «Un anno a Parma» con le foto di Giovanni Ferraguti dal 1986 al 1991, i tre volumi enciclopedici «Le Strade di Parma» nel 1988, 1989 e 1990, «Padre Lino e il suo tempo» nel 1994, «Verdi, il monumento ritrovato» con Proferio Grossi, Gian Paolo Minardi e Marzio Pieri nel 1995, il «Dizionario dei Parmigiani» con Fabrizio Marcheselli nel 1997, «Mariano 30 – Nel trentesimo anniversario

del Tc Parma» nel 1998, «La storia di Parma» nel 2004, «Il testamento di Sicuri» nel 2004, i quattordici volumi di «Parma di una volta» nel 2006 e 2007, «Berceto di una volta» nel 2007, «Noceto di una volta» nel 2007, «Collecchio di una volta» nel 2008, «Borgotaro di una volta» nel 2009 e «Busseto di una volta» nel 2010.

Postumi, completati dal figlio giornalista e scrittore Fabrizio Marcheselli, «Medesano di una volta» nel 2012, «Fidenza di una volta» nel 2012 e «Lassù in Loggione – 15 anni di opere viste dalla piccionaia (dal 1996 al 2011 al Teatro Regio di Parma)» con le foto di Gianluca Montacchini nel 2013. La collana «Parma di una volta», uscita in abbinamento esclusivo con la Gazzetta di Parma, ha stabilito un record tra città e

provincia, superando le 160 mila copie vendute.

Parallelamente una carriera da pittore per Tiziano Marcheselli, nel solco della «pop art» dal 1964 fino alla morte, con più di 40 esposizioni personali in varie città italiane, la vittoria di una cinquantina di premi e l’invito in numerosi concorsi, da «Riccione-Arte» alla «Biennale» di La Spezia, dal Premio «Suzzara» (Mantova) a «Scrittori-pittori» ad Aci Trezza (Catania) nel 1976 con Dino Buzzati, Giuseppe Fava, Cesare Zavattini e il «Premio Nobel per la letteratura 1975» Eugenio Montale.

Tra le mostre personali nel Parmense, le due nella galleria Consigli Arte a Parma nel 1986 e 1995, «Giovanni dalle Bande Nere» nella Rocca dei Rossi a San Secondo Parmense nel 1998, «Barriera Vittorio Emanuele» nella galleria antiquaria Lo Scrigno a Parma con scritti di Alberto Bevilacqua, Mario Gandini, Gene Gnocchi, Davide Barilli, Guido Conti e altri nel 2002, «Museum» alle Fiere di Parma come artista invitato nel 2002 e 2003, «Ritratti dei 25 presidenti del Rotary Parma Est» nel Circolo di Lettura a Parma nel 2003, «La storia di Parma» nel Museo Glauco Lombardi a Parma nel 2004, una sala sul tema del «Mito» nella Rocca Sanvitale a Sala Baganza nel 2004, «Omaggio a Giovannino Guareschi» nella galleria San Ludovico a Parma nel 2007, «Don Chisciotte» e «Via Francigena» nell’ex prosciuttificio Levoni a Collecchio nel 2007 e 2008, «50 anni di Pop Art» nella galleria International Line a Basilicanova e nel Palazzo Civico a Montechiarugolo nel 2008 e «Only Women’s», ritratti di sole donne, in tre gallerie in contemporanea a Parma nel 2009. Poi un salone sul tema «Futurismo oggi» nel Castello di Lerici (La Spezia) nel 2009 e una sala su «Egon Schiele» nel Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (Reggio Emilia) nel 2010.

Tiziano ha inoltre partecipato a circa 200 mostre collettive e ha organizzato più di 100 rassegne artistiche nel Parmense, realizzando nelle strade di Calestano due affreschi e, a Parma, una «Via Crucis» nella chiesa dello Spirito Santo, una «Deposizione» per la chiesa di San Giovanni Battista, un ritratto di Giovanni Paolo I per il Vescovado, un grande dipinto tratto dal Correggio per l’Abbazia di San Giovanni Evangelista, un ritratto di Padre Lino per la Cappella del nuovo carcere di via Burla e una serie di quadri su Arturo Toscanini per la Corale Verdi. Ha disegnato le «Carte da gioco parmigiane», il «Gioco dell’oca parmigiano», calendari, copertine di libri di vari autori (da Corrado Corti ad Andrea Villani) e innumerevoli illustrazioni per la Gazzetta di Parma, riviste, romanzi, videocassette, dischi e perfino vini. Le sue opere si trovano in centinaia di collezioni private e pubbliche, ad esempio presso l’Archivio di Stato di Parma e la Fondazione Cariparma che nel 2018 gli ha dedicato la conferenza d’arte «Parma è pop: la città di Tiziano Marcheselli».

Ha presentato in catalogo quasi tutti i maggiori artisti parmigiani della seconda metà del 1900 e del primo decennio del 2000. È stato inventore di rubriche satiriche, autore di programmi radiofonici, collezionista di cataloghi d’arte, libri su Parma, cartoline e foto antiche della città, fumetti nazionali (soprattutto Albi d’Oro e Tex Willer), Pinocchio (circa tremila pezzi, insieme al figlio Fabrizio), dischi 78 giri, 33 giri e 45 giri;

fondatore e segretario dell’Associazione Parmense Artisti dal 1980, consigliere della Commissione Toponomastica del Comune di Parma per tre decenni e del Museo Bodoni e Museo Lombardi a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, oltre che consigliere del Rotary Club Parma Est e del Tennis Club Parma di Mariano. Ha contribuito a fondare l’Associazione benefica Amici di Padre Lino nel 1993, divenendone il primo presidente per 6 anni.

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