La ministra tedesca: ‘Mosca usa la fame come arma’. Medvedev: ‘Quello lo fecero i nazisti’

 

epa09888688 Mill owner Wendelin Blankertz checks the grain at the Donath Mill in Bad Woerishofen, Germany, 13 April 2022. The Federal Statistical Office in Germany announces a price increase of up to 43 percent for cereals, seeds and animal feed compared to the previous year. According to forecasts, the Russian invasion of Ukraine will cause prices to rise further, particularly for cereals and flour. EPA/FRIEDEMANN VOGEL

 

Mentre è attesa per il vertice di Berlino sulla sicurezza alimentare in programma oggi, da Instanbul arriva una ventata di ottimismo sulla crisi del grano. Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha fatto sapere che è stato trovato un ‘consenso generale’ tra le parti per sbloccare l’esportazione di grano dai porti dell’Ucraina.

“È stato raggiunto un consenso generale sulla creazione di un centro a Istanbul per le operazioni e la gestione sicura e ininterrotta di questa attività da parte di soldati turchi, russi e ucraini insieme, oltre che con l’Onu”, ha fatto sapere Akar, come riporta Hurriyet, aggiungendo che “nei prossimi giorni ci potrebbero essere sviluppi positivi e si potranno adottare misure concrete”.

Contro la crisi alimentare globale “dobbiamo unire le forze”, ha detto il ministro dell’Agricoltura tedesco, Cem Oezdemir.

“Il problema è la Russia, insieme dobbiamo trovare le soluzioni”, ha affermato. Oezdemir ha citato le “drammatiche” previsioni, sul fatto che la fame colpirà da 8 a 13 milioni di persone nel mondo. “L’alimentazione è un diritto umano. E noi dobbiamo fare tutto il possibile umanamente perché questo diritto umano sia rispettato”, ha incalzato. Oezdemir ha anche ricordato che la fame colpisce soprattutto i luoghi del mondo in cui la crisi climatica ha i suoi effetti più drammatici.

Scambio di accuse tra Germania e Russia
A rincarare la dose contro Mosca è la la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, secondo cui “la Russia usa la fame consapevolmente come un’arma di guerra. La narrativa russa secondo la quale la crisi alimentare dipenderebbe dalle sanzioni è completamente falsa – ha aggiunto – e noi dobbiamo occuparci dei problemi creati da altri”.
A Stretto giro la replica di Medvedev: ‘La fame come un’arma? Usata dai nazisti’. “La ministra Baerbock ha affermato che la Russia sta usando la fame come un’arma. E’ sorprendente ovviamente sentire questo da funzionari il cui Paese ha tenuto Leningrado sotto assedio per 900 giorni, dove quasi 700mila persone sono morte di fame”, ha scritto su Telegram l’ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale di Mosca.

Lavrov: ‘L’Ue e la Nato come Hitler, preparano la guerra alla russia’
La Ue e la Nato stanno mettendo insieme una coalizione per fare “una guerra alla Russia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov citato dalle agenzie russe, aggiungendo che anche Adolf Hitler allo scoppio della Seconda guerra mondiale “riunì un numero significativo di Paesi europei sotto le sue insegne per una guerra contro l’Unione Sovietica”. “Terremo d’occhio da vicino la situazione”, ha aggiunto Lavrov, che parlava in una conferenza stampa a Baku dopo avere incontrato il ministro degli Esteri azero, Jeyhun Bayramov.

 

epa05258026 US Marines and Filipino soldiers stand next to a High Mobility Artillery Rocket System (HIMARs) during joint military exercises at Crow Valley in the town of Capas, Tarlac province, Philippines, 14 April 2016. About 9,000 combined American and Filipino troops participated in the annual bilateral exercises aimed not only for territorial defense amid the on-going South China Sea disputes, but also at improving the interoperability of the Philippine and US forces in the region, US Marines Expeditionary commander in the Pacific Lieutenant General John Toolan said. A firing of High Mobility Rocket System (HIMARs), the first to be carried out in the country, were conducted as military officials from Japan, Australia, Vietnam and other Southeast Asian countries watched the military drill. EPA/FRANCIS R. MALASIG

 

LA GIORNATA SUL TERRENO

Le forze ucraine hanno ricevuto l’ordine di ritirarsi dalla città strategica di Severodonetsk, nella regione dell’Ucraina orientale di Lugansk. Lo ha reso noto il governatore della regione.

Le forze ucraine dovranno ritirarsi da Severodonetsk, ha scritto su Telegram il governatore della regione di Lugansk, Sergiy Gaidai, dopo settimane di duri combattimenti contro i russi nella città. “Le forze armate ucraine dovranno ritirarsi da Severodonetsk. Hanno ricevuto l’ordine di farlo”, ha affermato Gaidai.

Combattimenti a Severodonetsk

Da Mariupol, intanto, arriva un allarme sanitario. La città, occupata dalle forze armate russe, è “sull’orlo di una catastrofe epidemiologica”. Lo ha detto – riferisce il Kiev Independent – il sindaco Vadym Boychenko, aggiungendo che “la città è invasa da montagne di spazzatura indifferenziata, circa 9.000 tonnellate, e le condizioni igieniche sono precarie”.
“Si stanno diffondendo – ha aggiunto – malattie infettive, tra cui non escludo il colera e la dissenteria. In tutte le zone ci sono sepolture naturali e nessuna fognatura è funzionante. Inoltre non c’è acqua potabile. Tutto questo mette a rischio la salute dei residenti di Mariupol che si ritrovano in un vero e proprio ghetto“.

 

A destroyed ambulance is pictured in the city of Lysychansk in the eastern Ukrainian region of Donbas on June 18, 2022 amid the Russian invasion of the country. (Photo by ARIS MESSINIS / AFP)

 

Un funzionario russo ucciso in un attentato a Kherson
Un funzionario delle autorità di occupazione russe a Kherson, in Ucraina, è stato ucciso stamane in un attentato. Lo riferiscono le agenzie russe.
Il funzionario, ha detto una fonte locale all’agenzia Interfax, è morto quando una bomba piazzata nella sua auto è esplosa. La vittima dell’attentato era il capo del Dipartimento per le politiche giovanili, la famiglia e lo sport dell’amministrazione provvisoria di Kherson insediata dagli occupanti russi.
L’attentato è un atto “terroristico” che deve essere “affrontato nella maniera appropriata”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, denunciando anche un attacco sventato nella stessa città contro un albergo che ospita rifugiati.

Kiev: 34.530 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra
Sono circa 34.530 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 216 caccia, 183 elicotteri e 622 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.507 carri armati russi, 759 pezzi di artiglieria, 3.637 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 137 missili da crociera e 14 navi.

I filorussi, negli ultimi due giorni 1.000 soldati ucraini uccisi, 800 arresi
“Oltre 1.000” soldati ucraini sono stati uccisi e altri 800 si sono arresi negli ultimi due giorni nella battaglia che vede contrapposte le forze di Kiev da una parte e dall’altra le truppe russe e dell’autoproclamata repubblica di Lugansk vicino a Lisichansk, nell’est dell’Ucraina. Lo afferma una fonte della Repubblica filorussa di Lugansk citata dall’agenzia Tass. Secondo la fonte, le perdite ucraine sono avvenute in particolare in combattimenti tra le località di Groskoye e Zolotye, a sud di Lisichansk, che sono state strappate agli ucraini.

Zelensky: ‘La Russia vuole distruggere il Donbass. Accelerare la fornitura di armi’

Kuleba: le armi garantiranno la via diplomatica
Solo la vittoria militare di Kiev convincerà la Russia a seri negoziati di pace: “le armi garantiranno la via diplomatica”. Ne è convinto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che al Corriere della Sera dice che l’aggressione russa non riguarda solo le case ucraine, ma ogni famiglia europea.
Dopo la recente visita di Draghi, Macron e Scholz si vedono unità e chiarezza di intenti: ci sono differenze, “ma in linea di principio si va assieme nella stessa direzione”. Quanto alla via negoziale, i cannoni di Mosca continuano a sparare, dice Kuleba, ma per Kiev vale ancora ancora l’offerta di un summit Putin-Zelensky.

Nelle scorse ore, Kuleba ha definito la visita a a Kiev di Macron, Draghi e Scholz “il punto di svolta per la candidatura dell’Ucraina nell’Unione Europea. Prima di allora la situazione era molto fragile”. “Il presidente francese Emmanuel Macron – ha aggiunto – ha svolto un ruolo molto importante. L’elenco degli scettici era noto da molto tempo: i Paesi Bassi, la Danimarca, la Svezia, il Portogallo. La Germania era in questo gruppo”.

Zelensky: ‘l’Italia al fianco di Kiev, grazie  Draghi’
“L’Italia è al nostro fianco. Grazie mille, signor primo ministro! Grazie per la sua forza, per la sua perseveranza. Grazie per aver dimostrato che i principi delle persone perbene sono davvero il fondamento dell’Europa”. Lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando al Consiglio europeo dopo il sì dell’Ue alla candidatura ucraina. Zelensky ha ringraziato, uno ad uno, tutti e 27 i Paesi membri, secondo quanto si legge nel discorso pubblicato sul sito del governo ucraino.

 

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