Il sindaco: ‘Edifici di Mariupol demoliti con i corpi dentro’

 

 

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a quanto constata l’ANSA, è in visita a Kiev.

Von der Leyen è arrivata nella capitale ucraina in treno e senza preannunciare la sua missione per motivi di sicurezza.

A Kiev la numero uno dell’esecutivo vedrà il presidente Volodymyr Zelensky ed avrà una serie di incontri con i massimi vertici delle istituzioni ucraine. E’ la seconda volta, dall’inizio della guerra, che von der Leyen visita Kiev e l’Ucraina. “Torno a Kiev per incontrare il presidente Zelensky e il premier Shmyhal. Faremo il punto sul lavoro che sarà necessario fare assieme per la ricostruzione” dell’Ucraina e “sui progressi fatti” dal Paese “nel suo percorso europeo”, ha detto parlando con un ristretto gruppo di media internazionali, tra i quali l’ANSA, sul treno che la sta portando a Kiev. L’aggiornamento sul tema della candidatura dell’Ucraina che verrà fatto negli incontri di oggi “contribuirà alla nostra valutazione, che arriverà presto”, ha aggiunto von der Leyen.

IL PUNTO IN UE
Ci sono diversi aspetti positivi sull’Ucraina che la Commissione nella sua valutazione terrà presente. Innanzitutto il buon funzionamento dell’amministrazione centrale e di quelle locali dell’Ucraina, nonostante il fortissimo stress della guerra. Anche la valutazione sullo stato della società civile, da parte di Palazzo Berlaymont, è sostanzialmente positiva mentre, da parti di Bruxelles, viene giudicato sorprendente il grado di digitalizzazione del Paese. Da un punto di vista economico – ma anche sotto molti altri aspetti – la valutazione dell’esecutivo Ue non poteva non basarsi sullo stato pre-bellico e, in ogni caso, l’impressione è che non sia negativa visto anche l’enorme potenziale dell’export agricolo del Paese. Il sì della Commissione, se sarà confermato venerdì, sarà solo un primo passo. Tra gli Stati membri, a quanto si apprende, restano divergenze sulla concessione della candidatura Ue a Kiev. Nella categoria degli scettici ancora sono ben individuabili Svezia, Danimarca, Olanda e Portogallo mentre Germania e Austria oscillano tra scetticismo e indecisione. I Paesi dell’Europa dell’Est, Polonia in testa, sono tutti a favore così come anche l’Italia e, sebbene in apparenza con minore entusiasmo, anche Spagna e Grecia. La Francia, finora, non si è mostrata favorevole. Ma a Bruxelles, sulla posizione che prenderà Emmanuel Macron in vista del vertice europeo, c’è estrema prudenza anche perché la Francia, fino a fine giugno, detiene la presidenza del semestre europeo. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen non farà alcun annuncio nel corso della sua visita di oggi a Kiev. Il suo obiettivo è che l’Ue arrivi ad una decisione che tenga assieme tutti e 27 Paesi membri e non scontenti Kiev.

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
Le forze russe si consolidano nel Donbass. E sebbene “Severodonetsk, Lysychansk e altre città dell’est stiano ancora in piedi” e le truppe di Kiev abbiano contrattaccato a Kherson, nel sud, l’Ucraina sta perdendo la prima linea contro la Russia per mancanza di armi. L’amara constatazione arriva direttamente dall’intelligence ucraina, che rilancia l’appello – peraltro mai cessato – agli occidentali a fornire le armi necessarie a Kiev per respingere l’invasione di Vladimir Putin. Appello al quale – a detta del governo di Volodymyr Zelensky – gli alleati rispondono sempre più lentamente e con minore generosità di quanto si aspettasse all’inizio.

L’Ucraina torna – dunque – a chiedere armi contro la Russia, lamentando la carenza di munizioni. Mosca “vuole distruggere ogni città” nel Donbass ma noi faremo di tutto per fermare i russi fin quando ci sarà l’artiglieria dei nostri partner” occidentali: così Zelensky.

BIDEN E ZELENSKY
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky “non volle ascoltare” gli avvertimenti americani prima dell’invasione russa dell’Ucraina. “Lo so che molti pensavano stessi esagerando”, ha detto Biden, “ma sapevo che avevamo le informazioni a sostegno (dell’analisi)”. Quindi il presidente Usa ha aggiunto: “(il presidente russo Vladimir Putin)avrebbe superatola frontiera. Non c’eran alcun dubbio, e Zelensky non volle ascoltare, così come molte altre persone. Ne capisco il motivo, ma alla fine (Putin) lo ha fatto”.

LA CITTA’ MARTIRE
Il sindaco di Mariupol parla di edifici abbattuti dai russi con all’interno ancora cadaveri, che finiscono in discarica con le macerie. Il primo cittadino – fuggito da Mariupol verso il territorio controllato dall’Ucraina -, afferma che in un primo tempo “gli occupanti hanno coinvolto i residenti di Mariupol nello smantellare con cura le macerie” ma quando poi hanno visto il numero effettivo di corpi che venivano trovati hanno immediatamente fatto allontanare i residenti locali. “Il numero reale di cadaveri sotto le macerie delle case distrutte è spaventoso – scrive Boychenko sul canale Telegram del Consiglio comunale di Mariupol -. Tra le 50 e le 100 persone sono state uccise in quasi tutti gli edifici distrutti e 1.300 palazzi sono stati abbattuti” in città. Il sindaco aggiunge che poiché la demolizione degli edifici è stata effettuata indiscriminatamente, i corpi dei residenti di Mariupol uccisi nei combattimenti sono stati portati in discarica insieme alle macerie. Il Comune di Mariupol ritiene che almeno 22.000 residenti della città ucraina sudorientale siano stati uccisi durante i primi tre mesi di guerra. “Purtroppo il numero reale delle persone uccise potrebbe essere molto più alto di quanto riportato”, secondo Boychenko.

La Francia pronta intanto “a partecipare a un’operazione” per “sbloccare il porto di Odessa”. Scholz oggi in Bulgaria.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.