Ieri 5 luglio davanti al Prefetto Garufi è stato finalmente firmato un primo importante accordo per il magazzino di logistica Kamila “prodotti COOP” di Parma.
La vertenza, che alla fine di Maggio aveva visto dure giornate di sciopero e l’intervento da parte del forze dell’ordine, nasce da una serie di contestazioni relative al modello lavorativo e al sistema di appalto vigente nel centro distributivo.
Tra queste l’abuso di contratti precari, oggetto dell’accordo raggiunto, nonostante lunghe resistenze da parte datoriale, tra il sindacato ADL Cobas e una delle cooperative del consorzio Safra interne all’appalto.

L’accordo prevede oltre 40 stabilizzazioni contrattuali, con il passaggio a tempo indeterminato di 20 lavoratori al 1 Luglio e di altrettanti entro i prossimi tre mesi, oltre la ripresa del confronto sindacale sulle altre questioni di regolarità contrattuale e retributiva, temi che coinvolgono trasversalmente i lavoratori delle varie cooperative operanti nel magazzino prodotti Coop.

Soddisfatto il sindacato ADL COBAS per l’intesa con la quale “si inizia a smontare un modello finora basato sulla precarietà, che da spazio a ricattabilità e persino ad episodi di caporalato, e a restituire sicurezza e dignità a questi lavoratori che quotidianamente fanno arrivare i prodotti sugli scaffali del più grande gruppo della GDO della regione.
Chiaramente è solo un primo passo: ci sono da risolvere ancora numerose questioni relative alla regolarità dell’inquadramento e alla correttezza della retribuzione”.

“Questa vertenza e questo primo accordo rappresentano anche un segnale importante per l’intero settore della logistica nel territorio di Parma: non è più tollerabile infatti un modello produttivo che deresponsabilizza i committenti (in questo caso né Kamila né COOP Alleanza 3.0 hanno mai preso ufficialmente posizione) e produce lavoro precario e sottopagato.
Tema di fondo è farla finita con il sistema degli appalti, che tramite l’affidamento a “cooperative” e appaltatori varii comprime diritti e salario oppure produce illeciti di vario tipo compresi quelli di natura fiscale (vedi le recenti inchieste su un altro importante operatore logistico della zona) a danno della collettività, con le nefaste conseguenze sulla tenuta sociale ed economica dell’intero territorio, tanto più in questo duro contesto di inflazione e carovita galoppanti.”

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