“Non comprendiamo come sia potuto succedere”

 

L’annuncio delle esequie con una foto di Diana seduta sul letto con una magliettina bianca e una vaporosa gonna rosa, circondata da palloncini rosa, come in un giorno di festa, apparso ieri sul cancello della casa, nel quartiere periferico di Ponte Lambro, a Milano, 28 luglio 2022. ANSA

 

“Non comprendiamo come sia potuto succedere l’abbandono di una bambina fino all’esito tragico della morte di stenti. Condividiamo lo sconcerto e l’orrore”.

Così l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nel messaggio letto ai funerali della piccola Diana, 18 mesi, morta dopo essere stata abbandonata in casa per sei giorni dalla madre Alessia, ora in carcere.

“Abitare in città dovrebbe significare far parte di una comunità – è il monito pronunciato dall’arcivescovo nella parrocchia di San Pietro e Paolo a San Giuliano Milanese – e ogni solitudine dovrebbe trovare rimedio nell’attenzione reciproca e nell’operosa solidarietà. Riconosciamo la nostra impotenza”.

“Preghiamo perché Diana abbia presso Dio quella pienezza di vita e di gioia che le è stata negata sulla terra – aggiunge monsignor Delpini -. Preghiamo perché il dramma incomprensibile risvegli a compassione e a sapienza la mamma Alessia. Preghiamo perché lo Spirito di Dio ci aiuti a essere protagonisti di una storia di fraternità”.

 

Palloncini appesi al cancello dell’abitazione dove è deceduta una bambina di 18 mesi in via Parea a Milano, 21 luglio 2022.ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

 

Un mazzetto di palloncini bianchi, alcuni a forma di cuore, ondeggiano all’entrata della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Un lungo applauso ha accompagnato la piccola bara bianca al suo ingresso nella chiesa piena. Alcune mamme del quartiere Ponte Lambro, alla periferia di Milano, dove abitava la bambina, accompagnano la lenta marcia che percorre il carro funebre, come in un breve corteo. Tra le mani tengono uno striscione in rosa: ‘Volerò sulle ali del mondo nel cielo infinito. Resterò per sempre bambina, piccola Diana’. Ad incorniciarlo, c’è la foto con cui le cronache l’hanno conosciuta: abitino da principessa, un grande fiocco rosa in testa, attorno a lei un tappeto di palloncini. ‘Insieme a te è volato in cielo anche un pezzo del nostro cuore’ dicono le magliette che indossano le donne. Sull’auto, con il feretro, ci sono la nonna e la zia di Diana, che la salutano tra strazianti singhiozzi prima di entrare. Seduti ai primi banchi, in fascia tricolore, siedono i sindaci di Milano, di San Giuliano e San Donato Milanese. In chiesa ci sono molte famiglie con bambini nei propri passeggini, tutti visibilmente commossi.

L’omelia: “Senso di profonda impotenza”
“Viviamo un senso di impotenza profonda, per tutto quello che avremmo potuto fare se avessimo saputo. Questo non ce lo toglierà nessuno”: è un passaggio dell’omelia che don Luca Violoni ha pronunciato nel corso dei funerali di Diana Pifferi. Diana “non aveva la parola, non ha potuto verbalizzare quello che ha provato o chiedere a parole un aiuto” ha osservato, ma “Dio non vuole che si perda, e neanche sua madre” perché “ciascuno di noi vale enormemente”. Don Violoni ha poi citato il sociologo Zygmunt Bauman: “Sosteneva che siamo in una società liquida, mentre oggi verrebbe da dire che siamo in una società ‘gassosa’ dove il soggetto sembra squagliarsi su se stesso, incapace di azioni umane. Siamo qui per dire che vogliamo tutt’altro tipo di umanità e di relazioni”. E, osservando i banchi della chiesa gremiti, ha notato: “C’è una comunità che non si rassegna e vuole costruire un modo di vivere diverso”.

Sul cancello della casa, nel quartiere periferico di Ponte Lambro, a Milano, era apparso l’annuncio delle esequie con una foto di Diana seduta sul letto con una magliettina bianca e una vaporosa gonna rosa, circondata da palloncini rosa, come in un giorno di festa.

 

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