Contro la condanna a morte di quattro oppositori al regime militare ed in nome della democrazia.

Il Comune di Parma ha aderito alla condanna lanciata da “Alliance for a Democratic Myanmar” a seguito dell’esecuzione capitale di quattro attivisti democratici, oppositori del regime militare. Si tratta Kyaw Min Yu, (detto Ko Jimmy), Iawmaker Phyo Zeya Thaw, Hla Myo Aung e Aung Thura Zaw. L’Alleanza per il Myanmar Democratico contesta il fatto che le esecuzioni siano avvenute in spregio di corrette procedure giudiziarie. Esse sono equiparabili a degli omicidi indiscriminati e si configurano come crimini contro l’umanità. Il loro appello è quello di assicurare i criminali alla giustizia. Per questo si rivolgono alle Nazioni Unite, per non riconoscere il regime attualmente al potere, riconoscere il National Unity Government come rappresentante ufficiale del popolo del Myanmar, imporre un embargo alle armi ed una no fly zone sul Paese e non avere contatti con la giunta militare al potere. L’appello è esteso anche al Tribunale Internazionale di Giustizia, all’Unione Europea, all’ASEAN – Associazione delle Nazioni del Sud – Est Asiatico, alla Cambogia, Presidente di turno dell’ASEAN, a Cina, USA, Thailandia ed a tutti i governi.

Parma vanta un rapporto particolare, consolidatosi negli anni, con la rappresentanza democratica guidata da Aung San Suu Kyi, cittadina onoraria della città, portato avanti dall’Associazione per l’Amicizia Italia – Birmania, attraverso il prezioso operato di Giuseppe Malpeli, medaglia d’oro alla memoria Premio Sant’Ilario Città di Parma, ed attraverso la senatrice Albertina Soliani.  

“Parma segue da molti anni con grande attenzione e partecipazione ciò che accade in Myanmar” – sottolinea il Sindaco, Michele Guerra. – “Siamo sgomenti per quanto accaduto e auspichiamo che la comunità internazionale possa lavorare con sempre più forza per il ritorno alla democrazia, alla libertà e ai diritti in Myanmar”.

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