Condotto un sopralluogo “vista e udito” per cercare eventuali tracce non ancora individuate dai sorvoli di droni ed elicotteri

 

Nel corso della ricognizione ‘vista udito’ sul luogo del disastro in Marmolada sono stati ritrovati, seppur non in numero elevato, i resti di altri escursionisti. E’ quanto riporta Ansa dopo averlo appreso da fonti investigative.

Marmolada

© Fornito da RaiNewsMarmolada

Durante l’operazione, condotta con estrema cautela per la possibilità di nuovi crolli, sono stati raccolti anche picozze e zaini.  Il gruppo interforze di ricerca è formato da soccorso alpino, polizia, guardia di finanza, carabinieri e  vigili del fuoco.

Dovrebbero arrivare domani mattina i primi risultati dal Ris di Parma, che dovrebbe ricondurre tutti i reperti sia organici che tecnici alle vittime. La fase successiva sarà comparare questi Dna con quelli prelevati ai parenti per dare un nome ai corpi ancora non identificati.

Arrivate le prime luci dell’alba di oggi sulla Marmolada i soccorritori si erano subito rimessi al lavoro per cercare chi mancava all’appello.

Nel momento della giornata in cui le basse temperature aumentano la sicurezza per loro, dato l’alto rischio di nuovi distacchi, dopo l’utilizzo dei droni sono entrati oggi in azione anche 14 nuovi operatori interforze e due unità cinofile.

Sono tutti impegnati nella vasta area del fronte della slavina, nella sua parte più bassa, la meno pericolosa e col maggior accumulo e che consente, nel caso scattassero gli allarmi messi per rilevare ogni movimento della montagna, di avere fino a 60 secondi per mettersi a riparo da nuovi cedimenti.

“Un’operazione complessa e con il rischio di altri improvvisi distacchi, ma per ora il ghiacciaio sembra tenere – ha affermato Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso alpino nazionale – Un elicottero sta accompagnando gli operatori”.

Questi vengono calati in quota dal velivolo e si muovono restando imbragati col verricello all’elicottero in aria. Un accorgimento che aggiunge sicurezza se fosse necessario evacuare immediatamente la zona.

E’ stata quindi pagata la ricerca, mai interrotta, con i droni perché il ritrovamento di ieri di altri due corpi e i resti di oggi dimostra quanto essi siano efficaci.

L’elenco dei morti è di nove persone, certa l’identità di quattro vittime (Paolo Dani, Filippo Bari, Davide Carollo e Liliana Bertoldo) a cui si devono aggiungere due escursionisti della Repubblica Ceca.  Sette i feriti ricoverati a Trento e in  altri ospedali.

Tre i corpi ancora senza nome e ufficialmente cinque i dispersi (Emanuela e Piran e  Gianmarco Gallina, Davide Miotti e Erica Campagnaro, Nicolò Zavatta di 22 anni) dato che non c’è ancora la certezza che i corpi ritrovati  siano di qualcuno di loro.

Il ritrovamento di ieri e, verosimilmente, anche quello di oggi,  spiegano i soccorritori, è stato agevolato dallo scioglimento di una parte del ghiaccio che ha consentito ai droni di identificare le salme.

Al rifugio Marmolada sono stati montati un interferometro ed un radar doppler in grado di captare le minime variazioni sul fronte glaciale, sia quello che si è staccato che quello intonso. I dati raccolti dagli strumenti saranno trasmessi ad un centro di controllo per essere processati e analizzati.

Martedì in procura a Trento si è tenuta una riunione operativa tra gli organi inquirenti che indagano sulla tragedia della Marmolada “sulla linea d’indagine da impostare”.

La prevedibilità dell’evento è esclusa, non c’è, noi apriamo tutte le porte che abbiamo davanti per verificare cosa è successo e ricostruire il fatto”, ha detto il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, sull’inchiesta per disastro colposo aperta in seguito al disastro della Marmolada.

“Sentiremo persone, vedremo filmati e coinvolgeremo il mondo scientifico per fare prove per capire, dal punto di vista idraulico, come mai c’era questa grossa massa d’acqua”, ha aggiunto il procuratore.

“Siamo sconvolti e sconcertati. Quanto successo va al di là di ogni immaginazione. Sono ore tragiche per la nostra montagna, proviamo dolore per chi non c’è più e angoscia per le persone ancora disperse. Siamo davanti a un evento abnorme, la natura ci ha sopraffatto: in 55 anni di attività mai abbiamo visto una cosa del genere. Anche per questo la funivia Marmolada ha chiuso l’accesso al pubblico”, ha fatto sapere Marmolada srl, la società che gestisce l’impianto funiviario della Regine delle Dolomiti.

“Marmolada srl è a disposizione con i suoi impianti e i suoi spazi per supportare logisticamente le operazioni di soccorso e di recupero nella zona interessata dal crollo – si legge in una nota – siamo accanto ai soccorritori, ai parenti e ai congiunti delle persone rimaste coinvolte. In queste ore, anche noi operatori economici della Marmolada siamo prostrati. Viviamo un dolore intenso. Ci fa male anche vedere la nostra montagna profondamente ferita”. (ANSA)

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.