Dopo tutta la mobilitazione di associazioni animaliste e cittadini che volevano salvare la vita della pecora fuggita da un mattatoio, della pecora ribattezzata “Libera” non si è più saputo nulla. Il fatto accadeva a Borgo San Dalmazzo, dove quattro pecore riuscivano a fuggire dal mattatoio Pedona Carni. Tre di loro venivano subito riprese e riportate nel mattatoio, dove si compiva l’estremo gesto che toglieva al mondo il loro respiro, e venivano macellate. Una di loro, la pecora appunto poi chiamata Libera, riusciva invece a fuggire più velocemente. Si sono mobilitati in tantissimi per lei, hanno fatto tutti il tifo per lei, tanti i rifugi che hanno chiesto di poterla adottare, tanti i cittadini che hanno chiesto che non venisse più uccisa, ma di lei non si sa più nulla. Tra le associazioni animaliste che si sono mobilitate per salvarla, anche Meta Parma, che esprime tutto il suo dispiacere per l’accaduto.
“È veramente ingiusto quello che succede agli animali allevati per essere uccisi nei mattatoi, e il caso di Libera rende bene l’idea di tutto quello che subiscono. Quattro pecore fuggite da un mattatoio, e tre riprese e riportate lì dentro per essere uccise. È veramente una cosa tristissima, e ci chiediamo che cosa serva ancora alla nostra specie per capire che uccidere è un atto ingiusto e orrendo. Ancora più triste è che gli animali vengano uccisi anche dopo che riescono a fuggire, e succede più spesso di quanto immaginiamo. Gli animali hanno diritto a vivere, è un loro diritto di esseri senzienti, anche se purtroppo questo diritto di vita non viene nè riconosciuto nè rispettato. Nessuno di loro vorrebbe morire in un mattatoio, gli animali non vogliono neanche entrare nei mattatoi perchè capiscono benissimo di essere in pericolo e sono costretti a entrare con la forza. Non è facile per loro fuggire, come non lo sarebbe per noi se fossimo al loro posto, eppure spesso ci riescono. Da soli, senza nessuno che possa aiutarli, soli contro tutti, riescono spesso a fuggire disperati, ma vengono inseguiti e riportati nei mattatoi. Sappiamo anche di mucche che sono state inseguite e uccise direttamente sul posto, questi casi sono ormai all’ordine del giorno. Sono storie di resistenza animale, perchè gli animali lottano per la loro vita, non vogliono morire, ma dalle gabbie che sono state costruite per loro è difficile uscire. Abbiamo contattato gli enti locali e le istituzioni del luogo, chiedendo di rendere la meritata e giusta libertà alla pecora Libera. Da qualcuno non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta, da altri invece è stato risposto che qualora fosse stata trovata, sarebbe stata riportata dall’allevatore, a cui avrebbero manifestato la nostra volontà di adottare la pecora. Noi abbiamo replicato che ci saremmo aspettati qualcosa di più, e non certo la stessa risposta che ci avevano dato anche gli operatori del mattatoio, da noi contattati. Per Libera ci aspettiamo di più, e ora abbiamo fatto nuovamente richiesta per avere sue informazioni, e per sapere cosa le è accaduto. Una pecora non può svanire nel nulla, e vogliamo che si salvi, tutta Italia sta facendo il tifo per lei. Dov’è Libera? Cosa le è accaduto?
Speriamo di avere presto sue notizie, e che non sia stata trovata e riportata dall’allevatore, quello stesso allevatore che l’aveva mandata al macello e che la rimanderebbe nuovamente a morire in un mattatoio. Mandiamo intanto un appello a tutti i cittadini, per aiutare Libera e tutti gli animali che ogni giorno vivono l’agonia del mattatoio: smettete di mangiarli, è solo così che potremo far finire questa mattanza di creature. Gli animali hanno diritto a vivere, sono esseri senzienti, vogliono vivere, non vogliono morire uccisi in un mattatoio. Siamo tutti figli dello stesso cielo, lasciamoli vivere”.
Associazione Meta Parma

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.