Curcio: ‘Momenti di terrore, quantitativi d’acqua straordinari’. Vicinanza di Mattarella e Draghi

 

 

La forza del torrente Sanguerone ha spazzato via un ponte pedonale, nella zona tra Sassoferrato e Cerreto d’Esi. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco ha salvato la vita a due persone rimaste intrappolate nell’automobile che era invasa dall’acqua e che subito dopo è stata trascinata via dalla forza dell’acqua, Sassoferrato, 16 settembre 2022. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

 

Sono 10 al momento le vittime dell’alluvione che ha colpito le Marche e sono state tutte identificate.

Lo rende noto la prefettura di Ancona aggiornando il precedente dato e sottolineando che ci sono ancora 3 persone disperse.

“Il centro di coordinamento del soccorso – prosegue la prefettura – continua ad essere costantemente convocato presso la sala operativa unificata della regione Marche in raccordo e con il coordinamento della Protezione Civile”.

Secondo fonti dei soccorritori, la decima vittima che si è aggiunta all’elenco è un 80enne di Rosora (Ancona), il cui cadavere è stato ripescato nel pomeriggio nel fiume Esino, nei pressi di un ponte in località Angeli di Rosora. L’anziano sarebbe scivolato a caduto nel fiume stamane. E’ intanto arrivata l’identificazione per uno dei dispersi (che scendono così a 3): si tratta della 17enne Noemi Bartolucci, 17 anni, il cui corpo è stato rintracciato a qualche chilometro di distanza dal luogo in cui era stata trascinata via dalla forza dell’acqua a Barbara, mentre tentava di mettersi in salvo insieme alla madre e al fratello a bordo di due auto. Ad identificare la salma è stato proprio il fratello 23enne, mentre la madre Brunella Chiù, 56 anni, risulta ancora dispersa. E tra i dispersi restano Mattia, 8 anni, strappato dalle braccia dela madre mentre stavano fuggendo dopo avere avere abbandonato l’auto a Castelleone di Suasa, e un altro uomo di Arcevia.


Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche, approvando un primo finanziamento di 5 milioni.

“E’ un disastro. Faremo tutto il possibile”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, in visita a Pianello di Ostra, in provincia di Ancona, dopo l’ondata di maltempo che ha colpito le Marche. “Faremo tutto il necessario – ha continuato -. Vi abbracciamo tutti, vi siamo vicini e contate su di noi”. “Certo che c’è un problema idrogeologico”, ha detto Draghi. “Quanto successo oggi dimostra come la lotta al cambiamento climatico sia fondamentale”, ha affermato il premier, incontrando i giornalisti.

Ci sono stati momenti di terrore, con quantitativi di acqua veramente straordinari”. Così il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio dopo la riunione in prefettura ad Ancona alla quale hanno partecipato anche i vertici dei vigili del fuoco, il capo dipartimento Laura Lega e il capo del corpo Giorgio Parisi. “E’ piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove in queste zone in un anno – aggiunge – e in alcune zone ha piovuto il doppio di quello che piove in estate. E stato un quantitativo di acqua che si è riversato sui territori in maniera repentina portando scompiglio e morte”.

 

 

Sono 150 le persone sfollate,  rende noto la Prefettura di Ancona in una nota, spiegando che “la maggior parte di queste persone si trova nel comune di Senigallia, ma il numero è in crescita”. “Al riguardo – si legge nel comunicato – sono stati predisposti dalle forze di polizia dedicati servizi di prevenzione e controllo sugli immobili evacuati”. In esame anche altre possibili evacuazioni.

Sono almeno centottanta i vigili del fuoco al lavoro nella zona del nubifragio che ha colpito la regione: sono state salvate nella notte decine di persone rifugiatesi sui tetti delle abitazioni e sugli alberi, spiega il Corpo dei vigili del fuoco. Più di centocinquanta gli interventi che sono stati effettuati.

Intanto arrivano i messaggi di solidarietà da tutta Italia. “Ho ricevuto le chiamate del capo dello Stato, Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Mario Draghi“, riferisce il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

“Il nostro pensiero è rivolto con angoscia ai nostri concittadini delle Marche, colpiti dall’evento luttuoso di ieri”, ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Oltre alle vittime, ci sono danni al momento incalcolabili. Il fiume Misa, in piena per le violenti piogge di questa notte, ha anche rotto le balaustre in pietra del ponte Garibaldi nel centro storico di Senigallia. Nel cuore della cittadina della Marche sono visibili i danni procurati dai detriti, rami e fango, trascinati dal torrente. Molti cittadini sono all’opera per svuotare cantine e negozi allagati. Testimoni riferiscono di non avere mai visto “una cosa del genere”.

Intanto monta la polemica sul mancato allarme. “I bollettini sono pubblicati, c’è un tema di allertamento. E’ abbastanza evidente che l’evento, per come si è manifestato, è stato molto molto peggiore di quello che era stato previsto” ha spiegato al proposito il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse stata data una allerta meteo. “Ora dobbiamo concentrarci sulle cose da fare adesso – ha aggiunto – Il tema dell’allertamento sarà da approfondire ma è un dato di fatto che l’evento è stato molto maggiore di quello che era stato inizialmente previsto”.

 

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