Liberate da addetti ai rifugi in sciopero: ‘Stato non ci paga’

 

 

Uno “sciopero delle mucche” sta mettendo in difficoltà da due giorni la città di Ahmedabad, capitale del Gujarat.

Ieri migliaia di bovini vaganti hanno invaso le strade del centro della città, e alcune centinaia sono penetrate negli uffici governativi dell’area di Banaskantha.

L’invasione delle mucche si deve all’agitazione degli addetti dei quasi 2000 rifugi per le mucche dello stato che hanno aperto i cancelli e lasciati liberi gli animali, per protestare contro i mancati pagamenti dei loro servizi da parte dello stato.

Secondo la legge in vigore in Gujarat, chi gestisce un rifugio per le mucche dovrebbe ricevere dallo stato 30 rupie al giorno, ma gli scioperanti affermano di non ricevere pagamenti da vari mesi. “Negli ultimi tempi, le donazioni dei privati sono crollate ai minimi storici, perché i finanziatori pensano che il governo ci paghi”, denunciano. “Ci sentiamo traditi due volte”.

Le migliaia di mucche che vagavano per strada hanno messo a dura prova i poliziotti, che, contemporaneamente, hanno dovuto “convincere” i bovini a rientrare nei rifugi, e tenere sotto controllo l’esasperazione dei manifestanti, cento dei quali sono stati arrestati.

I “Gaushalas”, rifugi per le mucche vaganti, considerate sacre dall’induismo sono stati istituiti col programma nazionale Rashtriya Gokul Mission, del 2014, che ha finanziato la costruzione in tutto il paese di strutture per accogliere e proteggere le mucche senza proprietario. È stato calcolato che solo dal 2014 al 2016 il governo indiano abbia speso oltre 75 milioni di dollari per realizzarli.

     

    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

    Lascia una Replica

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *