Primo faccia a faccia tra i due leader dopo l’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina

 

epa10185675 (L-R) Chinese President Xi Jinping, Russian President Vladimir Putin, and Mongolian President Ukhnaa Khurelsukh pose for a photo during a trilateral meeting on the sidelines of the 22nd Meeting of the Council of Heads of State of the Shanghai Cooperation Organisation (SCO), in Samarkand, Uzbekistan, 15 September 2022. The SCO is an international alliance founded in 2001 in Shanghai and composed of China, India, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Russia, Pakistan, Tajikistan, Uzbekistan and four Observer States interested in acceding to full membership – Afghanistan, Belarus, Iran, and Mongolia. EPA/ALEXANDR DEMYANCHUK/SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

 

 

Vladimir Putin in Uzbekistan ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping per il primo faccia a faccia dall’invasione russa dell’Ucraina e ha incassato la disponibilità ‘a lavorare insieme’ come tra grandi potenze’.

Putin ha sottolineato come i tentativi dell’Occidente di creare un mondo unipolare abbiano assunto forme assolutamente orribili.

Il presidente russo ha detto a quello cinese che comprende “le preoccupazioni della Cina sulla questione ucraina” e che intende “chiarire la posizione russa” a tal proposito.

La Russia è “fermamente impegnata” nel riconoscimento del principio di una sola Cina e condanna “le provocazioni degli Usa a Taiwan”, ha affermato Putin.

Xi Jinping ha apprezzato l’adesione della Russia “al principio della ‘Unica Cina’ e ha sottolineato che “Taiwan fa parte della Cina”, che “si oppone con fermezza alle forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan” e alle “interferenze esterne”. Per questo motivo, ha aggiunto Xi incontrando a Samarcanda l’omologo russo Vladimir Putin, “nessun Paese ha il diritto di ergersi a giudice sulla questione di Taiwan”. Il presidente, nel resoconto dei media cinesi, “ha sottolineato che da quest’anno Cina e Russia hanno mantenuto un’efficace comunicazione strategica”.

 

La Cina vuole apportare “stabilità ed energia positiva in un mondo caotico”. Lo ha detto il presidente Xi Jinping, incontrando a Samarcanda la controparte russa Vladimir Putin. In base alle immagini diffuse e relative alle battute iniziali del primo faccia a faccia dall’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina, le due delegazioni appaiono abbastanza ridotte. Sono riconoscibili, tra gli altri, i due ministri degli Esteri Wang Yi e Serghei Lavrov.

La Cina è disposta, insieme alla Russia, “a fornire un forte sostegno reciproco su questioni che riguardano i reciproci interessi fondamentali e ad approfondire la cooperazione pratica nel commercio, nell’agricoltura, nella connettività e in altri campi”. Il presidente Xi Jinping ha detto – nel resoconto dei media ufficiali – che le due parti dovrebbero rafforzare coordinamento e cooperazione nei quadri multilaterali (come Sco, Cica e Brics), salvaguardare gli interessi di sicurezza della regione e gli interessi comuni di Paesi in via di sviluppo e mercati emergenti”.

 

“La possibile fornitura dagli Usa a Kiev di missili a lungo raggio avrebbe un carattere estremamente destabilizzante. Se gli Stati Uniti prenderanno questa decisione, oltrepasseranno la linea rossa e diventeranno parte diretta del conflitto e la Russia si riserva il diritto di rispondere adeguatamente”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata da Ria Novosti.

Navi da guerra russe e cinesi stanno svolgendo pattugliamenti congiunti nel Pacifico, incluso il Mare di Okhotsk, nell’Estremo oriente russo, e si apprestano a dar vita a esercitazioni congiunte. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca. “Navi delle flotte russa e cinese eseguiranno manovre tattiche congiunte compresi tiri di artiglieria con vere munizioni e operazioni di sostegno ad elicotteri che si alzeranno in volo dalle stesse navi”, ha detto in un video il vice comandante della flottiglia di Primorye, regione russa a nord-ovest del Giappone. Lo riferisce l’agenzia Interfax.

 

 

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