Felice connubio tra la fotografia e la musica, in scena alla Cappella Ducale

Settimana intensa, oltre al main concert a Cappella Ducale, anche un concerto ogni sera: martedì 11 alla Sosteria Sofia Fragile Quartet, giovedì 13 alla Muntà Afro-Cuban Quartet e venerdì 14 agli Amici del Po di Monticelli omaggio a Gato Barbieri

 

 

Partenza accelerata per il Piacenza Jazz Fest che programma un evento al giorno nei suoi primi 20 giorni, dal concerto inaugurale allo Spazio Rotative fino alla fine del mese di ottobre. Nel corso della prima settimana di festival il programma è ricco di occasioni per ascoltare diverse facce del pianeta jazz, ogni volta con spunti diversi di interesse. In cartellone, tra i mani concert, la performance multimediale del fotografo Pino Ninfa, del vocal-performer Boris Savoldelli e del sassofonista Massimiliano Milesi dal titolo “La Magia delle Donne. Fra bellezza e quotidianità” (mercoledì 12 ottobre alle 21.15 a ingresso libero) che sarà anche la prima volta del Jazz Fest presso la Cappella Ducale di Palazzo Farnese. Un’occasione rara di sperimentare un’esperienza potenziata, assistendo a qualcosa di unico che verrà creato dagli artisti in scena in una cornice nuova e impregnata di bellezza.

Il giorno prima martedì 11 ottobre alle 21:30 invece in Sosteria (via E. Pavese, 85/a) il quartetto guidato dalla cantante Sofia Fragile inaugurerà con “Singin’ Basie” i concerti gratuiti presso i pub e i locali dove si fa musica dal vivo. Premio del pubblico al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” 2022 per la sezione voci, dove si era distinta per interpretazione e personalità, la cantante lodigiana Sofia Fragile e il suo quartetto, presenteranno un programma interamente incentrato sulle composizioni di Count Basie. Dalla metà degli anni Trenta fino agli anni Cinquanta almeno, Count Basie e la sua orchestra furono, insieme a quella di Duke Ellingto, il punto di riferimento incontrastato dello Swing, il genere più popolare in quel periodo negli Stati Uniti. L’intento del quartetto è quello di ricreare l’atmosfera di quel tempo attraverso la magia irripetibile di brani come “April in Paris”, “Fly Me to the Moon”, “Every Day I have the Blues” e tantissimi altri che hanno segnato un’epoca irripetibile. Il programma della serata sfocerà in un disco la cui uscita è programmata per la prossima primavera.

Giovedì 13 alle 21:30 ci si sposterà alla Muntà (via Mazzini, 72) con l’Afro-Cuban Quartet con a Gianni Satta alla tromba, Fabrizio Trullu al pianoforte, Alessandro Cassani al basso e Alberto Venturini alle percussioni. Questa è una storia sugli inizi del jazz moderno e del jazz latino ambientata nella New York degli anni Quaranta. Mentre Dizzy Gillespie, Kenny Dorham e altri stavano inventando il Bebop, i musicisti cubani come Machito e Mario Bauzá creavano invece il “Cubop”, ovvero l’Afro-Cuban Jazz. Poi si ritrovavano a suonare tutti insieme nei locali di Harlem, nelle sale da ballo o nei jazz club sulla 52esima e al Village. Ascoltare l’Afro-Cuban Quartet è come intraprendere un viaggio cinematografico che racconta la grande avventura di questi ritmi che, partiti dalla grande mela, hanno poi conquistato il mondo.

Chiude questa prima carrellata GATO!, l’omaggio a Gato Barbieri che venerdì 14 alle 21:30 presso il Circolo Arci Amici del Po (via Tinazzo, 30 a Monticelli d’Ongina) vedrà protagonista il sassofonista Germano Zenga con Luca Gusella al vibrafono, Danilo Gallo al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla batteria. Un concerto ispirato all’indimenticabile sassofonista argentino Gato Barbieri, noto al grande pubblico per la colonna sonora di “Ultimo tango a Parigi”.

Il quartetto esplorerà la poetica e le innovazioni di Gato Barbieri comprese tra gli anni Sessanta e Settanta, senza tralasciare appunto il classico “Last Tango in Paris”. Ogni brano è stato rielaborato con arrangiamenti che imprimono originalità e freschezza, rispettando il senso armonico e melodico delle composizioni originali. Più che un omaggio infatti questo concerto vuole essere lo sviluppo dell’idea musicale che Gato Barbieri ci ha lasciato in eredità. Atmosfere argentine e sudamericane cariche di pathos si fondono con l’energia e l’intensità della musica jazz, per essere rielaborate in maniera personale dal sound di questa formazione.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basterà rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito www.piacenzajazzfest.it.

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