I più si danno a “pasticci” di ogni genere (39%), il 24% si sfoga aumentando abbondantemente la quantità di cibo ingerito, uno su cinque (22%), all’opposto, reagisce con una perdita d’appetito, un 6% arriva ad assumere alcolici. Totale: sono oltre otto su dieci i parmensi che di fronte allo stress faticano a controllarsi nelle scelte alimentari e ne subiscono in modo significativo gli effetti. Una condizione che ha le carte in regola per diventare sempre più frequente in vite moderne quanto mai piene d’ansia e di tensioni.

Lo rileva l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua in collaborazione con Slow Food.

Comportamenti alimentari come questi spesso non restano senza conseguenze e finiscono per incidere sullo stato generale di benessere, provocando sensazioni di gonfiore (riferite dal 22% degli abitanti della provincia di Parma), bruciore o acidità (19%) o anche senso di nausea e pesantezza (11%).

Ma, naturalmente, non c’è solo questo nel rapporto dei parmensi con la tavola. Gli abitanti della provincia di Parma riconoscono l’importanza dell’alimentazione come fattore centrale per la salute e come forma di prevenzione. Anzi: per il 13% il cibo, prima ancora che un piacere o una necessità, è un modo di restare in forma, e oltre uno su tre (38%) cerca con costanza di seguire una dieta di buona qualità anche tra gli impegni di lavoro o comunque quando si trova fuori casa, resistendo alle tentazioni della fretta o della pura gola.

Anche perché la maggior parte dei parmensi indica nel pranzo il pasto principale della giornata (54%), seguito dalla cena (33%) e dalla prima colazione (13%).

Tra le problematiche a cui si dichiarano particolarmente sensibili e attenti attraverso l’alimentazione, il sovrappeso (52%), le malattie cardiovascolari (28%), il diabete (28%) e la ritenzione idrica (15%).

“L’alimentazione è una componente centrale nella gestione della salute, da accompagnare a uno stile di vita attivo e a controlli medici periodici – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand del Gruppo Reale – Riteniamo sia molto importante favorire una sempre maggiore diffusione di una cultura dell’alimentazione, fondata su conoscenze e informazioni che permettano di adottare comportamenti virtuosi e adeguati. Per questo, da anni collaboriamo con Slow Food con iniziative di sensibilizzazione ad alto impatto territoriale. Come Reale Mutua inoltre siamo da sempre vicini al tema salute con soluzioni assicurative d’avanguardia che ne permettono la cura e la tutela a costi contenuti, rivolte sia ai singoli sia alle imprese attraverso pacchetti di welfare”. 

Slow Food si impegna ogni giorno a diffondere i principi di un’alimentazione attenta, basata sulla conoscenza e il piacere del convivio – commenta Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia –Anche grazie al supporto di partner come Reale Mutua, diffondiamo un approccio diverso, che non considera il cibo come una commodity o semplice nutrimento per il corpo, e che resiste a un modello di sviluppo basato sul consumo e la velocità. Quello che proponiamo è un modo diverso di vivere, produrre e mangiare, in armonia con la terra, basato sul rispetto per il lavoro che c’è dietro i cibi di qualità e sulla cura della salute: la nostra e quella del pianeta perché sono, non solo strettamente interconnesse, ma addirittura la stessa cosa: un unico benessere (One Welfare) che riguarda tutto il vivente”.

Nel corso di Terra Madre-Salone del Gusto, Reale Mutua e Slow Food hanno presentato un White Paper su cibo e salute disponibile a questo link.

*Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.

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