Le vacanze estive possono essere il momento di pausa ideale per gettare le basi di comportamenti sani da trasformare in abitudini una volta ripresa la solita routine. Attività sportiva, sonno ristoratore, meditazione, lettura… Gli spunti non mancano per coltivare una vita più lenta e maggiormente in sintonia con il nostro benessere psicofisico. L’alimentazione ha ovviamente un ruolo di primaria importanza nell’ambito di uno stile di vita equilibrato. E proprio il concetto di equilibrio è il fil rouge che attraversa l’intera cultura buddista, la quale attribuisce un ruolo fondamentale alla purezza dell’anima, da conseguirsi anche mediante un’alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente.

«Mantenere il corpo in buona salute è un dovere», era solito ripetere Buddha, un insegnamento che i monaci dell’Asia orientale e sudorientale mettono in pratica seguendo una dieta particolare. Si chiama “shojin ryori”, che in giapponese significa “cibo per l’elevazione spirituale”. Buddha rifiutava l’idea dell’uccisione di una “creatura senziente” per il sostentamento di un essere umano, e la cucina shojin ryori è conseguentemente priva di qualsiasi componente di origine animale. Nata nel XIII secolo, quando il buddismo si diffuse in Giappone, questa cucina ha l’obiettivo di purificare il corpo ed elevare la mente attraverso un regime alimentare in armonia con la natura. Alla base, ci sono la scelta accurata degli ingredienti e la combinazione dei sapori.

Rispettosa dei ritmi della natura, la cucina shojin ryori non solo prevede la totale assenza di carne, pesce e derivati del mondo animale, ma privilegia l’utilizzo di verdure di stagione e aborrisce qualsiasi forma di spreco. A tale proposito, infatti, invita a reinventare gli avanzi riproponendoli sotto nuove forme, anche in questo imitando la natura. Il suo mantra è “Accettare ciò che la natura offre secondo il variare delle stagioni”. Oltre a questo orientamento vegano, la preparazione dei piatti deve seguire norme basilari che riguardano la scelta degli ingredienti, il metodo di preparazione dei piatti e l’aspetto del cibo. Ognuna si fonda sulla cosiddetta “regola del 5”, in quanto questo numero è legato ai precetti del buddismo relativi al raggiungimento dell’illuminazione.

(Fonte: Vogue.it)

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