Contributi per le imprese danneggiate dalla siccità nel 2022, accordo sul prezzo minimo per le patate da consumo fresco, proroga dei termini per gli interventi post sisma 2012, attenzione agli sviluppi del Psr lombardo. Tanti i temi nell’ultima settimana dal Nord Italia.

Dal Fondo di Solidarietà Nazionale arrivano 17,3 milioni di euro per le imprese agricole che hanno subìto danni di grande entità a colture e raccolti a seguito della prolungata siccità che ha colpito le campagne emiliano romagnole nel 2022. Le risorse sono state ripartite fra le regioni a seguito del Decreto di giugno 2023 del Masaf. A livello regionale sono state ammesse 1.375 domande per un ammontare complessivo di danni superiori a 52 milioni di euro.

“Siamo riusciti a ottenere una cifra importante – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – arriverà un sostegno a tutti colore che hanno presentato domande ritenute idonee, quindi nessuno escluso, con un contributo pro quota. Si tratta di liquidità che saremo in grado di garantire alle nostre imprese non appena saranno trasferite le risorse dal Ministero, un aiuto vitale per sostenere il reddito di attività sempre più colpite dagli effetti del cambiamento climatico”.

Le imprese agricole e agroindustriali danneggiate dal sisma del 2012 potranno utilizzare per un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2023, le somme dei conti correnti bancari vincolati alla concessione dei finanziamenti agevolati in loro favore. A rivedere la normativa precedentemente applicata è un’ordinanza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che va a modificare diversi punti riguardanti la disciplina delle concessioni dei contributi post sisma 2012.

L’ordinanza prevede nuovi termini di presentazione dell’istanza di proroga e di conclusione dei lavori, oltre alla possibilità per le imprese di chiedere un aumento del contributo concesso, a fronte dell’aumento eccezionale del prezzo dei materiali registratosi dal 2020 ad oggi, ma anche, in conclusione, nuovi e più stringenti termini per la Pubblica Amministrazione per la conclusione delle procedure di liquidazione, al fine di poter liquidare adeguatamente tutte le restanti imprese.

Successivamente alla firma dell’Accordo Quadro per l’Emilia Romagna in termini di commercializzazione delle patate da consumo fresco per il triennio 2023-2026, è stato fissato a 50 centesimi al chilo il prezzo minimo per il conferimento al conto deposito. Dal punto di vista del mercato, nel 2023 la campagna di commercializzazione del raccolto 2022 è terminata con largo anticipo, mentre l’apertura del mercato delle patate novelle di origine italiana ed estera si è protratta nel tempo per la scarsa disponibilità di prodotto. L’andamento climatico, con basse temperature e abbondanti piogge a maggio, ha influito sullo sviluppo dei tuberi, con quantità più basse ma di buona qualità. Tenendo conto di tutti questi fattori, la concertazione fra produttori, cooperative agricole di commercializzazione e FruitImprese ha portato al prezzo minimo di riferimento a 0,50 euro per ogni chilogrammo commercializzato.

(Fonte: Agronotizie.imagelinenetwork.com)

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