Diverse creature si sono adattate alla vita nel deserto: dalle volpi ai vombati. Dovranno, però, evolversi ancora più rapidamente per tenere il passo con il cambiamento climatico.

Per esempio i dromedari sono in grado di estrarre l’acqua dall’umidità dell’aria grazie alle loro speciali narici.

Vicino alla Bassa California, in Messico, il sole tropicale riscalda basse pozze di marea fino a temperature ben al di sopra dei 38 °C. Eppure, anche in questo ambiente estremo, piccolissimi crostacei chiamati copepodi riescono a prosperare.

Sorprendentemente, possono sopportare temperature più alte di circa 4 gradi, rispetto alle popolazioni della stessa specie che vivono nel nord della California. Ciononostante, esperimenti di laboratorio mostrano che i copepodi messicani muoiono rapidamente, se esposti ad acque ancora più calde.

“Riscaldandosi ulteriormente, le proteine di questi organismi praticamente cominciano a fondersi”, afferma Morgan Kelly, professoressa di biologia presso l’Università statale della Louisiana ed esperta di questo tipo di piccoli crostacei, che misurano circa due millimetri.

Questo è un dato preoccupante che indica quanto le specie del pianeta – dai più piccoli insetti ai più grandi mammiferi — si trovino in difficoltà nell’affrontare il rapido riscaldamento dell’ambiente. La temperatura globale media della Terra è aumentata di oltre 1 °C dal 1880 e oggi questa tendenza procede a una velocità più che doppia rispetto al 1981.

Per alcuni animali, tuttavia, c’è speranza. Le formiche della specie Temnothorax nylanderi, che vivono nelle città, possono evolvere nell’arco di più generazioni per arrivare a tollerare un aumento fino a 1,7 °C (da 46,1 °C a 47,7 °C).

“L’evoluzione svolge un’importante funzione di cuscinetto”, afferma Sarah Diamond, professoressa associata di biologia presso la Case Western Reserve University in Ohio, specializzata nello studio delle formiche.

“Pur non essendo sufficiente da sola a compensare il cambiamento climatico, per molte delle specie che abbiamo studiato finora ha aiutato a guadagnare tempo”.

(Fonte: Nationalgeographic.it)

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