Nonostante possa sembrare un modesto aumento, l’analisi attenta dei numeri sottolinea la grave situazione socio-economica che stiamo affrontando.

I dati sono quelli diffusi nei giorni scorsi dall’Istituto Nazionale di Statistica: “Stime preliminari povertà assoluta e spese per consumi – 2023”. Le stime definitive saranno rese disponibili il 10 ottobre 2024 (Spese per consumi) e il 17 ottobre 2024 (Povertà).

Nel corso del 2023, il tasso di povertà assoluta in Italia è salito, passando dall’8,3% all’8,5% del totale delle famiglie residenti, coinvolgendo approssimativamente 2 milioni e 234 mila famiglie. Anche il numero di individui colpiti dalla povertà assoluta è aumentato, raggiungendo il 9,8% della popolazione, ovvero oltre 5,7 milioni di persone. Questi dati, seppur in apparenza modesti, delineano un quadro di emergenza che si sta trasformando in una condizione strutturale e persistente.

Il confronto con i dati degli anni precedenti evidenzia chiaramente questa tendenza all’aggravamento. Nel 2014, le famiglie in povertà assoluta rappresentavano il 6,2% del totale, mentre nel 2020, a causa degli impatti della pandemia, questo numero è salito al 7,8%. Nel 2023, nonostante alcune misure di contrasto alla povertà, l’incremento è ulteriormente confermato, segnalando l’urgenza di un cambio di rotta nelle politiche sociali.

In dettaglio, i dati del 2023 registrano due record negativi: il primo riguarda l’incidenza di povertà assoluta tra i minori, che ha raggiunto il 14%, toccando il picco massimo dal 2014. Inoltre, le famiglie con almeno un membro occupato hanno visto crescere significativamente il tasso di povertà assoluta, segnalando un aumento preoccupante, soprattutto tra i lavoratori dipendenti.

È importante sottolineare che la povertà assoluta non risparmia neanche chi affronta spese di affitto elevate o chi proviene da contesti migratori. Inoltre, non è un fenomeno limitato al solo Sud Italia, ma coinvolge tutto il territorio nazionale, con incrementi anche nel Nord e nel Centro.

Di fronte a questa situazione critica, l’Alleanza contro la povertà, un insieme di attori sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro l’indigenza nel nostro Paese, solleva l’allarme e invita le istituzioni a un confronto costruttivo per adottare misure efficaci. È essenziale ripensare le politiche di sostegno sociale, includendo un approccio basato sull’universalismo selettivo, che miri a estendere il sostegno a un numero maggiore di famiglie bisognose.

L’appello dell’associazione umanitaria è chiaro: è indispensabile un’immediata azione per rispondere alle crescenti esigenze delle famiglie italiane, ripristinando un principio di solidarietà che deve essere alla base di ogni misura di contrasto alla povertà.

(Fonte: Lentepubblica.it)

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