È una di quelle statistiche che fa sempre molta scena citare con gli amici: gli animali che uccidono più umani ogni anno non sono squali, orsi o lupi, ma le zanzare; non perché le loro punture siano pericolosa di per sé (al massimo un po’ fastidiosa), ma per via delle malattie anche gravi che possono trasmettere.

Il problema è che, con il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici che ne conseguono, le zanzare hanno sempre più spazio per espandersi: un nuovo studio pubblicato sul Journal of Climate Change and Health ha provato a prevedere l’espansione degli habitat di nove diverse specie di zanzare portatrici di malattie, e ha scoperto che nei prossimi anni moltissimi Paesi finora “tranquilli” si ritroveranno in casa questi insetti – e le patologie a loro associate.

Il modello sviluppato dal team del Los Alamos National Laboratory, in New Mexico, dipinge una situazione potenzialmente esplosiva nei prossimi decenni: l’aumento delle temperature porterà le nove specie studiate a espandere il loro areale, oppure, nella migliore delle ipotesi, a spostarlo altrove.

Questo perché le zanzare prosperano al caldo, e stanno quindi già traslocando in aree che fino a ora erano troppo fredde per loro: l’espansione le sta spostando verso i Poli, mentre paradossalmente le zone equatoriali potrebbero diventare persino troppo calde perché questi insetti possano sopravviverci (sembra una buona notizia, ma una zona troppo calda per una zanzara lo è anche per gli umani che ci vivono).

Più nello specifico, lo studio sulle nove specie, che appartengono ai due generi più diffusi e pericolosi per la salute umana, cioè Culex e Aedes, dice che sei di queste specie allargheranno il loro habitat, colonizzando nuove zone senza abbandonare la loro casa attuale. Due specie dovrebbero invece traslocare, spostando il loro raggio geografico verso nord o verso sud, e in un solo caso l’habitat dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato.

La lista delle malattie gravi portate dalle zanzare è lunga, e comprende tra l’altro la dengue, la chikungunya, la febbre West Nile e la Zika; sapere dove vivranno le portatrici di queste patologie nei prossimi decenni è fondamentale per poter compiere un’efficace opera di prevenzione.

(Fonte: Focus.it)

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