Che vergogna, nemmeno nella Repubblica delle Banane si arriverebbe a tanto! La propaganda mediatica – impacchettata da tempo – non ha tardato un attimo a utilizzare la vittoria nel campionato per ultimare il lavaggio del cervello dell’opinione pubblica, sovrapponendo il dato sportivo della squadra di calcio con quello imprenditoriale speculativo dell’operazione immobiliare del privato. Il consueto, odioso utilizzo manipolatorio dell’informazione della stampa, ugualmente presente nelle dichiarazioni degli amministratori, per nascondere il fatto che dietro al nuovo stadio c’è in primis la concessione gratuita ad un privato di una preziosa area pubblica di 39.000 mq, per un periodo richiesto di 90 anni, con 9.000 mq di superficie commerciale, espositiva e direzionale realizzabili solo attraverso una devastante variante urbanistica scritta dalla società privata e modellata esclusivamente ai fini dei suoi interessi finanziari. Mentre a noi rimarrebbe il danno permanente al bene comune “città”, all’ambiente e al benessere e qualità della vita di tutti.

Il Parma Calcio si è talmente abituato a fare quello che vuole che, con la Conferenza dei servizi ancora in corso, e ancor prima della pronuncia del Consiglio Comunale su variante, convenzione e durata della concessione… Insomma, nell’arrogante sicurezza di avere garantita l’approvazione tombale di tutte le sue granitiche richieste, ha pensato bene di lanciare il nuovo sito ufficiale del “Parma stadium”, al quale il megafono della Gazzetta ha immediatamente dedicato ampio spazio.

Capiamo che questi 3 anni di completo asservimento della stampa e delle amministrazioni, la precedente come l’attuale, e le determinanti garanzie dei grandi (e poco occulti) portatori d’interesse locali, abbiano “creato il mostro”. Ma lasciare che Parma Calcio possa arrivare al punto di ignorare così spudoratamente la funzione di controllo dei funzionari degli uffici e degli enti in CdS, che con tale disprezzo possa ridurre i Consiglieri a figure cartonate sugli scranni dell’aula comunale, davvero rende plasticamente evidente lo strappo istituzionale compiuto dall’Amministrazione, che – dimentica del suo ruolo di garante dell’interesse pubblico e senza aver mai svolto il suo mandato di indirizzo super partes – permette tutto questo senza alcuna reazione, e consegna il più grande immobile della città a un privato.

Presunzione, arroganza, autoreferenzialità del privato legittimate dalle troppe facilitazioni esclusive e dallo stesso comportamento succube e opaco dell’istituzione pubblica: la vicenda del nuovo stadio è uno schiaffo alla dignità dei cittadini, un vero insulto alla storia di cultura democratica di Parma, a cui non smetteremo di opporci. Perché questa NON sarà mai la nostra storia, questa non è la città e la comunità che vogliamo essere.

Comitato Tardini Sostenibile

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