Alle elezioni europee di sabato 8 e domenica 9 giugno, come da attese, Fratelli d’Italia è stato il partito più votato. Dopo che è stato scrutinato oltre il 95 per cento dei voti, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è al 28,9 per cento dei consensi, una percentuale più alta di quella ottenuta alle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Rispetto a due anni fa, però, l’affluenza alle urne è stata più bassa: a queste elezioni europee ha votato il 49,7 per cento degli elettori, meno di uno su due, mentre alle politiche votò quasi il 64 per cento, la percentuale comunque più bassa di sempre nella storia repubblicana.

Al secondo posto si è piazzato il Partito Democratico con il 24,1 per cento dei voti, mentre al terzo posto è arrivato il Movimento 5 Stelle con il 9,9 per cento. Questa percentuale è più bassa rispetto al 16 per cento circa a cui era dato due settimane fa il partito di Giuseppe Conte, prima che entrasse in vigore il divieto di pubblicare i risultati dei sondaggi.

Rispetto alle elezioni politiche del 2022, Forza Italia ha sorpassato la Lega: il partito oggi guidato da Antonio Tajani, che si è presentato alle elezioni europee alleato con Noi Moderati, ha preso il 9,7 per cento dei voti, mentre il partito di Matteo Salvini, che nelle liste aveva alcuni candidati dell’Unione di centro (UDC), si è fermato al 9,2 per cento.

Tra le altre liste, solo quella di Alleanza Verdi-Sinistra – che comprende Europa Verde e Sinistra Italiana – ha ottenuto un buon risultato, raccogliendo il 6,6 per cento dei consensi. La lista “Stati Uniti d’Europa”, formata da Più Europa e Italia Viva, si è fermata al 3,7 per cento, mentre Azione di Carlo Calenda al 3,3 per cento. Entrambe queste liste non eleggeranno parlamentari europei visto che non hanno superato la soglia di sbarramento fissata al 4 per cento dei voti.

Non eleggono parlamentari europei neppure le liste “Pace Terrà e Dignità” del giornalista Michele Santoro (2,2 per cento) e la lista “Libertà”, guidata da Cateno De Luca (1,2 per cento). Il Südtiroler Volkspartei ha ottenuto lo 0,5 per cento dei consensi: nonostante la bassa percentuale, il partito dell’Alto Adige, che si è presentato alle elezioni apparentato con Forza Italia, eleggerà comunque un parlamentare europeo perché ha ottenuto i 50 mila voti richiesti dalla legge elettorale per i partiti delle minoranze linguistiche. Infine Alternativa Popolare, la lista del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, ha ottenuto lo 0,4 per cento dei voti.

Fratelli d’Italia è stato il partito più votato in 73 province su 107, mentre il Partito Democratico è arrivato primo in 20 province. Il Movimento 5 Stelle è il partito con più consensi in cinque province (Foggia, Napoli, Caserta, Cosenza e Crotone), mentre Forza Italia è la prima lista in buona parte della Sicilia e a Reggio Calabria. La lista “Libertà” è stata la più votata nella provincia di Messina, mentre il Südtiroler Volkspartei è il primo partito nella provincia autonoma di Bolzano.

Fratelli d’Italia ha superato il 30 per cento dei voti in otto regioni, tutte nel Centro-Nord, ottenendo il risultato migliore in Veneto (37,6 per cento), mentre in Trentino-Alto Adige e Campania si è fermato poco sotto il 20 per cento. Il Partito Democratico ha superato il 30 per cento in Emilia-Romagna, Puglia e Toscana, mentre è sotto il 15 per cento in Sicilia e sotto il 20 in Veneto, Molise, Calabria e Trentino-Alto Adige. In Lombardia si è fermato al 22,6 per cento.

Il Movimento 5 Stelle ha superato il 20 per cento dei voti solo in Campania e il 15 per cento in Sardegna, Sicilia e Calabria, confermando di essere un partito che raccoglie al Sud la maggior parte dei suoi consensi. Il partito di Giuseppe Conte è sotto il 10 per cento in tutte le regioni del Nord, mentre in Veneto, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige si è fermato sotto il 5 per cento.

Il miglior risultato della Lega viene dal Molise (17 per cento dei consensi), seguito dal Friuli-Venezia Giulia (15 per cento), mentre Forza Italia ha raggiunto quasi il 24 per cento in Sicilia e ha superato il 18 per cento in Calabria.

Alleanza Verdi-Sinistra ha preso più del 10 per cento in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Sardegna, e si è fermata sotto il 5 per cento in Sicilia, Basilicata e Puglia. La lista “Stati Uniti d’Europa” ha ottenuto i risultati migliori in Campania, Calabria e Basilicata, mentre Azione in Basilicata, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

(Fonte: Pagellapolitica.it)

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