Nonostante profitti miliardari e una valutazione di mercato stellare, Tesla ha dichiarato un’imposta federale sul reddito pari a zero dollari negli Stati Uniti per il 2025.
Questo risultato non è un caso isolato, ma parte di una tendenza che vede l’azienda di Elon Musk aver pagato poco o nulla al fisco americano per 19 degli ultimi 20 anni.
Secondo recenti analisi Tesla utilizza diverse strategie legali per azzerare il proprio debito verso Washington.
Riporto delle Perdite (NOL) – Tesla ha accumulato perdite miliardarie durante i suoi primi dieci anni di attività. Le leggi fiscali USA permettono di utilizzare queste perdite passate per compensare i profitti attuali, riducendo drasticamente il reddito imponibile.
Crediti d’Imposta per l’Energia Pulita – Come produttore di veicoli elettrici, l’azienda beneficia di massicci incentivi governativi legati alla transizione ecologica che abbattono ulteriormente il carico fiscale.
Profit Shifting – Un’indagine del 2026 ha rivelato che Tesla avrebbe spostato circa 18 miliardi di dollari di profitti verso sussidiarie in Paesi a bassa tassazione come Olanda e Singapore tra il 2023 e l’inizio del 2025.
Questo meccanismo si basa sul trasferimento dei diritti di proprietà intellettuale a filiali estere “di carta”, prive di dipendenti ma titolari dei proventi legati ai brevetti.
Questa pratica avrebbe permesso un risparmio stimato di oltre 400 milioni di dollari di tasse negli Stati Uniti.
Tuttavia i dati mostrano che mentre Tesla paga centinaia di milioni in tasse statali, locali e tasse sul lavoro legate alla sua forza lavoro domestica, il contributo federale diretto sui profitti rimane nullo.







