A volte il calcio sa disegnare cerchi perfetti. A distanza di 21 anni dall’ultima volta in cui ha fatto risuonare la musica del suo iconico violino sotto la curva del Tardini, Alberto Gilardino torna a Parma, ma questa volta per sedersi sulla panchina più importante del club.

Il presidente Kyle Krause e la dirigenza emiliana hanno scelto l’ex bomber della Nazionale per dare una scossa decisiva all’ambiente, chiudendo l’accordo poche ore dopo la risoluzione contrattuale con lo spagnolo Carlos Cuesta.

Per Gilardino è pronta una firma fino al 30 giugno 2027, con un’opzione di rinnovo a favore del club per l’anno successivo. Il tecnico è atteso in città in serata per le firme e per definire il suo nuovo staff, all’interno del quale spiccano i nomi dei collaboratori Dario Dainelli e dell’ex crociato Francesco Valiani.

Per la tifoseria parmigiana, quello di Gilardino non è un nome qualunque. Tra il 2002 e il 2005, il classe ’82 ha vissuto nel Ducato gli anni della sua definitiva consacrazione mondiale, siglando 56 reti in 116 presenze e salvando la squadra in una notte storica a Bologna nel giugno del 2005. Ritrovarlo oggi in panchina ha il sapore di un romanticismo d’altri tempi, ma la missione che lo attende richiede fin da subito pragmatismo ed estrema concretezza.

L’eredità lasciata da Cuesta parla di una prima parte di stagione zoppicante, caratterizzata da appena una vittoria in campionato e da una dolorosa eliminazione in Coppa Italia. Gilardino, reduce dalle esperienze sulle panchine di Genoa e Pisa, avrà il compito immediato di dare solidità difensiva e nuove soluzioni offensive alla squadra.

Il battesimo del fuoco per il nuovo mister avverrà su uno dei palcoscenici più prestigiosi d’Europa: il Parma farà infatti visita all’Inter guidata da Cristian Chivu a San Siro. Una sfida subito cruciale per testare l’impatto psicologico e tattico del nuovo corso crociato.

I tifosi sognano già di vedere la squadra giocare con la stessa identica armonia che il suo nuovo tecnico sapeva mimare dopo ogni gol. La palla passa ora al campo.

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