Published On: Mer, Feb 12th, 2020

Acer-ParmAbitare: incarichi irregolari? Come mai il sindaco, sicuramente informato, non è intervenuto?

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Come ben si sa alle votazioni regionali in Emilia Romagna ha vinto Stefano Bonacini del centro sinistra: il Presidente della nostra regione si è dimostrato un candidato di razza all’altezza della situazione, ha riportato la discussione sui problemi della Regione e gli emiliano-romagnoli gli hanno riconfermato la fiducia.
Vedremo ora se qualcuno, magari il presidente Bonaccini, si occuperà finalmente degli affidamenti milionari, aggiudicati senza gara, avvenuti qui a Parma, per la costruzione di case popolari.
Siamo convinti infatti che una buona azione politica si concretizzi nella soluzione di tanti piccoli problemi locali, fra i quali affidare lavori di questo genere senza appalto. Una cosa non da poco: violare le regole del codice degli appalti ed i principi della trasparenza.
Fino a questo momento nessuno si è occupato di questo scandalo, se non la Magistratura che ha indagato il presidente di ParmAbitare e alcuni Dirigenti.
Sono passati ormai tre mesi dall’azione eclatante del Tribunale di Parma che ha messo sotto sequestro le aree dei cantieri, uno affidato all’impresa Buia Presidente di Ance Nazionale, e non si ha notizia di nessun intervento politico né da parte dell’opposizione né dalla maggioranza di Federico Pizzarotti. Qui tutto tace ed è fermo in attesa dei passi della Procura, il silenzio è assordante.
Tace, anzi, ringrazia l’Acer l’assessore alle Partecipate Marco Ferretti, luminare nel campo della pubblica amministrazione, tace il Sindaco, tace l’opposizione PD, oggi alleata con Federico Pizzarotti, tace la Lega, che nei giorni scorsi alla presenza di Salvini ha inaugurato la nuova sede cittadina in via Budellungo in un edificio di proprietà dell’impresa Pizzarotti, anch’essa tra le sei imprese socie “fortunate” di quella società ParmAbitare oggi indagata.
Alle contestazioni del PM Dr. Arienti, condivise dal GIP, la cui motivazione principale ci pare l’abuso nella scelta del contraente e al sequestro delle aree non è seguita alcuna azione politica e le preoccupazioni delle opposizioni in comune per i tre cantieri messi sotto sequestro ci sembrano solo aria fritta mentre per quest’ultima azione del Tribunale le conseguenze per la città i cittadini e i futuri assegnatari sono molto pesanti. Danni economici ingenti, forse perdita del finanziamento, e nella migliore delle ipotesi gli edifici saranno ultimati con qualche anno di ritardo, altro che rifare bandi per l’assegnazione.
La maggioranza in Comune ed il liquidatore di ParmAbitare stanno a guardare insieme all’ing. Baghi socio di una delle cooperative affidatarie dei lavori, sperano in una rapida azione della magistratura, ma come si sa l’azione della giustizia è lunga e pensiamo sarebbe utile un’azione politica che analizzando con serietà le motivazioni del Tribunale prendesse delle decisioni per tentare di togliere le castagne dal fuoco.

DUE LE STRADE DELLA POLITICA
Se il Comune, Acer, ParmAbitare e le imprese coinvolte pensano di avere ragione e che il Tribunale abbia sbagliato chiedano il dissequestro delle aree, presentino autorevoli pareri tra cui quello dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (per il Presidente di Ance non dovrebbe essere così difficile ottenere un parere da Anac) poi al Tribunale del Riesame chiedano la riverifica degli atti.
Se invece gli stessi attori convenissero che le ragioni del Tribunale sono fondate, dovrebbero in autotutela annullare deliberazioni e contratti ammettendo che in questa giungla di norme sono stati commessi una serie di errori e che la strada ordinaria è quella di affidamento dei lavori tramite una pubblica gara di appalto.
In entrambi i casi le conseguenze economiche non passerebbero inosservate, ma riteniamo che, seguendo la seconda ipotesi prospettata le conseguenze sarebbero mitigate.
Certo è che se il Comune dovesse intraprendere iniziative politiche anziché attendere la conclusione dell’azione della giustizia, dovrebbe prendere iniziative anche nei confronti di Acer, suo alter ego nella gestione degli immobili pubblici comunali e primo artefice di ParmAbitare, nonché socio di maggioranza di questa società.
Alla fine, come purtroppo succede sempre in questi casi, i danni alle casse pubbliche non li pagherà nessuno, cioè li pagheremo tutti noi, ma almeno la politica dovrebbe agire e sostituire i Consigli di Amministrazione e i Dirigenti più che lautamente pagati.
Se non ci fossero stati infatti Dirigenti ossequiosi ai deliberati di altri, ma ci si fosse attenuti alle Leggi ed ai numerosi consigli della Corte dei Conti che aveva sollecitato il Comune a liquidare molte società partecipate, la questione di ParmAbitare non si sarebbe posta in questi termini e la Magistratura non sarebbe intervenuta.

IL SINDACO PIZZAROTTI NON SAPEVA?
Gli articoli di stampa relativamente a ParmAbitare dapprima apparsi sulla Voce e poi su Zerosette sono stati certamente letti dall’Amministrazione Comunale, dal Sindaco e dai suoi Assessori, siamo certi che da subito il nostro Sindaco Federico Pizzarotti era nella condizione di conoscere gli strani affidamenti milionari concessi senza gara da ParmAbitare (a meno che fosse super impegnato altrove, come la campagna elettorale).
Ma di più, siamo certi che Pizzarotti conoscesse già la pratica seguita dalla società ParmAbitare, partecipata dal Comune. Un suo assessore, nell’immediatezza di alcune ispezioni della Guardia di Finanza presso ParmAbitare/Acer/Comune ebbe ad esclamare “gran brutta storia”, quasi a confermare la conoscenza della prassi assai poco ortodossa seguita.
Un libro assai interessate “SCONVOCATI” del giornalista Marco Severo descriveva bene il sistema Parma delle società partecipate iniziato da Ubaldi ma poi seguito da Vignali e Pizzarotti che portò alla crisi comunale del 2012.
L’autore è lo stesso giornalista che ha poi scritto libri quasi autobiografici del Sindaco Pizzarotti e gli “Sconvocati” descrive appunto le fasi di quel periodo che spianarono la strada al successo del Movimento 5 stelle e del Sindaco
La mancanza di una qualsiasi presa di distanza del Sindaco da ParmAbitare da questa situazione, anzi il ringraziamento pubblico espresso in occasione della manifestazione della posa delle prime pietre al dirigente comunale (“senza il suo intervento questo finanziamento non si sarebbe ottenuto”), fanno propendere la tesi che anche il nostro Sindaco sapesse tutto.

NOMINE PROBABILMENTE STRUMENTALI
Il 26 di luglio 2018, dopo che gli articoli di stampa apparsi sulla Voce e su Zerosette relativi agli affidamenti “brevi manu” effettuati dal Comune di Parma tramite la propria partecipata Parmabitare, i proprietari della società, con in testa Acer al 51% e comune di Parma al 18%, decidono repentinamente la messa in liquidazione della stessa, interessata dalle indagini della Guardia di Finanza.
Dall’atto di messa in liquidazione redatto dal notaio Canali, per i motivi che seguono e per le indagini della Procura della Repubblica, avremmo volentieri fatto a meno di leggere i ringraziamenti del nostro Assessore al bilancio e alle partecipate dr. Marco Ferretti, esperto professore universitario in materia pubbliche amministrazioni.
La Procura della Repubblica ha iscritto tra gli indagati il Direttore di Acer e l’ex presidente di ParmAbitare.
Da semplici, ma attenti osservatori, avevamo subito intuito che le nomine di Italo Tomaselli Direttore di Acer e liquidatore di ParmAbitare e di Mauro Agnetti, ex Presidente di ParmAbitare, a revisore dei Conti di Acer, fossero solo strumentali allo scopo di avere un controllo della situazione durante tutta la fase delle indagini delle Fiamme Gialle.
L’inopportunità di tali nomine era facilmente intuibile, ci avevano riferito infatti che il vero dominus di ParmAbitare era appunto il Direttore di Acer, mentre la nomina remunerata dell’ex Presidente di ParmAbitare a Revisore dei conti di Acer appariva, di per sé, strumentale e tesa solo ad un controllo della situazione durante le indagini della Procura della Repubblica.
Non c’è che attendere la conclusione delle indagini che finalmente chiariscano la situazione e, magari, rilevino pure l’inerzia dei politici nella fattispecie.

Impiegato cumunale INDIGNATO

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