Negli Usa il numero delle vittime ha superato quello della guerra in Vietnam, i morti sono 55.265

Un miliardo e mezzo di persone, quasi la metà della forza lavoro nel mondo, potrebbero perdere i propri mezzi di sussistenza a causa della crisi provocata dal coronavirus. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale del lavoro (Ilo) in un rapporto secondo il quale la caduta delle ore lavorate nel secondo trimestre del 2020 è peggiore di quanto precedentemente stimato a causa del persistere del lockdown.

Impennata nel bilancio delle vittime del coronavirus nel Regno Unito, che sale a quota 26.097 morti, terzo Paese al mondo in cifra assoluta dopo Usa e Italia, con l’inserimento da oggi nel conteggio anche dei decessi nella case di riposo oltre che negli ospedali. Lo ha reso noto il sistema sanitario nazionale nell’aggiornamento quotidiano condotto con una raccolta di dati più estesa, allargata agli ospizi e ad altri ricoveri pubblici.

Sono 330 le vittime del coronavirus a New York nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il governatore Andrew Cuomo che, nonostante negli ultimi giorni si sia registrata una stabilizzazione, ha definito il numero “ancora terribilmente elevato”

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 2.200. I casi sono 1,01 milioni. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University. Il numero dei morti per il Covid-19 supera quello della guerra in Vietnam: 58.265 a fronte delle 58.220 vittime  nei 20 anni di guerra fra il 1955 e il 1975 in Vietnam.

Intanto sono oltre tre milioni i contagiati nel mondo, secondo un calcolo della Johns Hopkins University. Il numero dei casi confermati è esattamente 3.083.467, I morti sono 213.273. Il Paese più colpito è gli Stati Uniti.

Francia, superata la soglia dei 24.000 morti
Scendono sensibilmente ricoveri in ospedali e in rianimazione
PARIGI
(ANSA) – PARIGI, 29 APR – La Francia conta stasera un totale di 24.087 morti per Covid-19 dall’inizio dell’epidemia, contando i decessi in ospedale (15.053) e quelli in case di riposo e istituti per disabili (9.034). Nelle ultime 24 ore, l’aumento è stato di 427 morti. Continua il calo dei ricoveri in ospedale: oggi sono 26.834, 650 in meno di ieri. Scende sensibilmente anche il numero dei pazienti in rianimazione, 4.207 (180 meno di ieri).

Algeria, 3848 casi, 444 decessi
Aumentano anche i guariti

(ANSAmed)- TUNISI, 29 APR – L’Algeria ha registrato nelle ultime 24 ore altri 199 nuovi casi di coronavirus che portano a 3848 il bilancio dei contagiati totali nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 444. In aumento anche i guariti, che passano da 1651 a 1702.

SVIZZERA –  In Svizzera, ristoranti, bar musei e biblioteche potranno tornare ad accogliere clienti e visitatori dal prossimo 11 maggio. Lo ha annunciato oggi il governo. L’esecutivo elvetico aveva già fissato la stessa data per la riapertura dei negozi, dei mercati e delle scuole dell’obbligo nell’ambito delle tappe d’allentamento dei provvedimenti contro il coronavirus. Gli esercizi di ristorazione potranno riaprire i battenti, ma nel rispetto di severe condizioni. In una prima fase saranno ammessi a un tavolo al massimo quattro persone o due genitori accompagnati dai propri figli. Tutti gli ospiti dovranno essere seduti e tra i diversi gruppi deve essere mantenuta una distanza di due metri o apposti elementi di separazione, precisa un comunicato. Le regole di distanziamento sociale e d’igiene dovranno essere rispettate anche in futuro. A partire dal prossimo 11 maggio verranno inoltre allentate progressivamente le restrizioni d’entrata in Svizzera. Il governo deciderà sugli ulteriori allentamenti nella seduta del 27 maggio prossimo. La Svizzera ha registrato finora un totale di 29.407 casi confermati in laboratorio, con un aumento di 143 casi nelle ultime 24 ore, e un totale di 1.408 decessi in relazione al Covid-19.

SERBIA – In Serbia si registra un andamento lineare e costante sia nella curva del contagio da coronavirus sia nel numero di decessi. Gli ultimi dati diffusi oggi dalle autorità sanitarie parlano di 227 nuovi casi di infezione che portano il totale a 8.724, mentre nelle ultime 24 ore si sono registrati altri cinque decessi, tre uomini e due donne, con il numero delle vittime che sale a 173. In una trentina di case di riposo in tutto il Paese sono risultati contagiati 570 ospiti e 131 dipendenti. I guariti sono stati in tutto 1.292. I pazienti ricoverati in ospedale sono a oggi 2.470, 78 dei quali in terapia intensiva con respiratore. Da ieri sono stati effettuati 5.579 test, con il coefficiente di positività al 4%. In totale dall’inizio dell’epidemia i test sono stati in Serbia 78.942. Le città dove si registra il maggior numero di contagi sono la capitale Belgrado con il 27,3% e Nis con il 15,3%. Secondo epidemiologi e specialisti, nel Paese il potenziale contagioso del virus sarebbe in calo graduale.

PERU’ – Il ministro della Giustizia e dei diritti umani del Perù, Fernando Castaneda, ha riferito che sono stati realizzati 1.432 test per la diagnosi del nuovo coronavirus sui detenuti nelle carceri di tutto il paese e che di questi, 645 sono risultati positivi. Secondo quanto riportato dal quotidiano El Comercio, il ministro ha spiegato che del numero totale di detenuti positivi, la maggioranza è isolata in aree speciali delle carceri. “Ci sono 579 isolati nelle carceri, una grande parte riguarda il carcere di Sarita Colonia. Ci sono 36 detenuti ricoverati in ospedale e altri 30 detenuti sono morti per Covid-19”, ha dichiarato Castaneda.

KENYA  – L’ingresso e l’uscita in due grandi campi profughi in Kenya, che ospitano circa 400.000 persone, sono da oggi vietati, per contenere la diffusone della epidemia coronavirius, ha annunciato il ministro degli interni keniota, Fred Matiangi. I divieti, ha detto il ministro su Twitter, riguardano il campo profughi di Dadaab, nell’est, che ospita 217.000 persone, e il campo profughi di Kakuma, nel nord-ovest, dove vivono 190.000 persone. Il Kenya, che ha registrato 384 casi di coronavirus dal 13 marzo, non ha ancora segnalato alcun caso nei due campi, che ospitano rifugiati provenienti dalla Somalia, Sud Sudan e Etiopia, alcuni dei quali vivono lì da due decenni. Tuttavia, le agenzie umanitarie hanno ammonito che un’epidemia in questi campi sovraffollati sarebbe disastrosa. “Una possibile epidemia di coronavirus sarebbe un disastro, con una capacità di quarantena per sole 2.000 persone sul posto e un unico centro sanitario dedicato al Covid-19 con 110 letti per oltre 270.000 persone”, a Dadaab, ha affermato Philippa Crosland-Taylor dall’organizzazione di Ginevra Care.

BOSNIA  – In Bosnia-Erzegovina i responsabili sanitari hanno segnalato un repentino aumento dei contagi da coronavirus dopo l’allentamento parziale in entrambe le entità (Republika Srpska e Federazione croato-musulmana) di alcune delle restrizioni imposte per l’epidemia di Covid-19. Come ha detto il ministro della sanità della Republika Srpska Alen Seranic, citato dai media locali, nelle ultime ore sono stati registrati 94 nuovi contagi in tutto il Paese, un numero nettamente superiore alla media degi giorni scorsi. Per il ministro, è la conseguenza di un comportamento meno attento e rigoroso da parte dei cittadini, molti dei quali non indossano più la mascherina protettiva. Finora in Bosnia-Erzegovina si sono registrati 1.651 casi di coronavirus, con 64 decessi.

OLANDA  – In Olanda si contano nelle ultime 24 ore 145 morti e altri 386 nuovi contagi da coronavirus. Sono invece 76 i ricoveri. Complessivamente nei Paesi Bassi si registrano 4.711 decessi, 38.802 contagi e 10.685 ricoveri. Tuttavia non tutte le persone segnalate sono state ricoverate in ospedale o sono morte nelle ultime 24 ore. Alcuni pazienti vengono riportati in seguito. Pertanto, i dati dei giorni precedenti sono spesso integrati. Lo si vede, scrive l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente olandese Rivm, anche dopo questo fine settimana e dopo il King’s Day, principalmente nel numero dei morti. Il servizio Rivm sottolinea inoltre che le cifre degli ultimi giorni corrispondono al quadro secondo cui le misure stanno funzionando. Il numero di nuove segnalazioni al giorno di pazienti ospedalizzati è ancora in calo e lo stesso vale per il numero di pazienti deceduti segnalati.

DANIMARCA – La Danimarca, che ha progressivamente allentato le restrizioni imposte per contrastare la diffusione del coronavirus, è riuscita a mettere “sotto controllo” la propagazione del virus. Lo ha dichiarato oggi la premier danese Mette Frederiksen. “L’infezione è sotto controllo e la strategia danese è riuscita in una prima difficile fase”, ha detto Frederiksen in parlamento. Le prime riaperture nel paese hanno interessato asili e scuole (non dei licei), mentre hanno riaperto anche i parrucchieri e i tatuatori. La seconda fase di riaperture dovrebbe cominciare il 10 maggio. Dall’inizio della pandemia in Danimarca si sono registrati 9.206 casi di covid-19 e 443 decessi legati al virus.

SVIZZERA –  In Svizzera le autorità sanitarie hanno affermato che i bambini sotto i 10 anni possono riabbracciare i nonni, perché “non trasmettono il virus”. Lo rende noto la Bbc. Il capo del dipartimento malattie infettive del ministero della salute, Daniel Koch, ha spiegato che le linee guida su questo tema sono state riviste dopo un consulto con esperti delle università di Zurigo, Berna e Ginevra. “I bambini piccoli non sono infetti e non trasmettono il virus”, ha detto Koch. “Semplicemente non hanno i recettori per prendere la malattia”. La nuova raccomandazione riguarda solo i bambini piccoli che non mostrano segni di malattia. In ogni caso, il dottor Koch ha consigliato solo “un breve contatto con i nipoti”, non riunioni di famiglia, né trascorrere tempo fuori casa insieme. Non tutti gli esperti però condividono tali conclusioni. Secondo il principale virologo tedesco, Christian Drosten, non ci sono dati sufficienti per concludere che i bambini piccoli non possano trasmettere il coronavirus

SPAGNA – La Spagna ha registrato 325 decessi provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, circa l’8% in più rispetto ai 310 del giorno precedente, per un totale di 24.275: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese, secondo quanto riporta El Pais. Allo stesso tempo, le persone guarite sono state 6.399, pari al livello più alto dall’inizio della crisi. “Siamo in una situazione economica e sociale gravissima”, ha commentato questa mattina il premier Pedro Sanchez.

BELGIO –  Nelle ultime 24 ore in Belgio si sono registrati 170 morti che portano ad un totale di 7.501 i decessi a causa del coronavirus, di cui 103 nelle Fiandre, 55 in Vallonia e 12 a Bruxelles. Lo hanno riferito le autorità sanitarie nella consueta conferenza stampa. I nuovi contagi sono stati 525. I nuovi ricoveri da ieri sono 174, ha indicato il Centro di crisi e la Spf Santé publique, in aumento rispetto ai giorni scorsi. Parallelamente 340 pazienti sono stati dimessi

RUSSIA – Sono quasi 100.000 i casi registrati in Russia dall’inizio dell’epidemia. Stamattina sono stati annunciati 5.841 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, meno dei 6.411 di ieri, ma che fanno salire a 99.399 i casi finora accertati di Covid-19. Sempre stando ai dati ufficiali, le vittime del nuovo virus in Russia sono 972, di cui 108 decedute nel corso dell’ultima giornata. Le persone dimesse dagli ospedali nelle ultime 24 ore sono 1.830, che portano il totale dei guariti a 10.286. Lo fa sapere il centro operativo anti-coronavirus ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

INDIA – I casi di Coronavirus in India sono saliti ieri a 31.329, con 1007 decessi, dall’inizio del contagio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Sanità. Ieri si è toccato il più alto numero di morti in un solo giorno, 74 contro le 54 registrate nelle 24 ore precedenti. L’ultima settimana ha visto un balzo esponenziale di infezioni: 10mila in più in appena sette giorni. Le punte più alte sono in Gujarat e Maharasthra, i due Stati che hanno visto raddoppiare i casi: la sola Mumbai, capitale finanziaria del Paese e capitale del Maharasthra conta quasi 6 mila degli oltre 9000 registrati nello Stato

COREA DEL SUD-  La Corea del Sud ha registrato martedì altri 9 casi di infezioni da coronavirus, di cui 5 importati, facendo salire il totale a 10.761: per 11 giorni di fila i contagi si sono attestati a quota 15 o meno, secondo i dati del Korea Centers for Disease Control and Prevention. L’allerta delle autorità sanitaria resta sulle festività che vedono già un weekend lungo iniziare domani con il Compleanno di Buddha, seguito dalla Festa dei Lavoratori del primo maggio e dal Children’s Day del 5 maggio. I casi importati sono saliti a 1.061, mentre i decessi sono cresciuti di altre due unità, a quota 246. I guariti sono aumentati a 8.922, 68 in più rispetto a lunedì.

CINA – La Cina ha registrato martedì 22 nuovi casi di coronavirus, di cui 21 importati e uno domestico, nel Guangdong: la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che ha escluso altri decessi, ha portato i contagi complessivi a quota 82.858, di cui 647 ancora in cura e 77.578 guariti, mentre sono 4.633 i morti accertati. I casi importati sono saliti a 1.660, di cui 1.107 dimessi dagli ospedali e 553 ancora sotto trattamento medico, con 22 in gravi condizioni. I nuovi asintomatici accertati sono 26, inclusi 5 importati: in totale i casi sono saliti a 993, tutti sotto osservazione medica.

IRAN -Salgono a 93.657 i casi di coronavirus in Iran, con 1.073 contagi nelle ultime 24 ore. I nuovi decessi sono 80, per un totale di 5.957 vittime confermate dall’inizio della pandemia. I dati registrati su contagi e morti restano sostanzialmente stabili. I malati in gravi condizioni scendono a 2.965, mentre i pazienti guariti crescono a 73.791. I test effettuati complessivamente ammontano a 453.386. Lo riferisce il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour,

ISRAELE – I casi di infezione in Israele sono saliti, dall’inizio dell’epidemia, a 15.782 mentre le morti, con due nuovi decessi registrati, sono diventati 212. I dati sono stati resi noti dal ministero della sanità secondo cui i nuovi casi nelle ultime 24 ore sono stati 193. Allo stesso tempo il ministero ha sottolineato che ad oggi, a parte le morti, il totale dei guariti dal virus, ovvero 7.929 persone, ha superato il numero dei malati, 7.641. Di quest’ultimi, 120 sono in gravi condizioni.

PAKISTAN – Il bilancio giornaliero dei morti provocati dal coronavirus in Pakistan ha segnato un record nelle ultime 24 ore di 26 decessi, il livello più alto da quando è scoppiata l’epidemia nel Paese il 26 febbraio scorso. Ad oggi il Pakistan registra così un totale di 327 decessi a fronte di 14.885 casi. E’ quanto emerge dai dati ufficiali resi noti oggi.

fonte ansa

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