Il tasso contagio Germania risale a 1

Il numero di casi di contagio da coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei tre milioni, secondo un calcolo della Johns Hopkins University. I casi confermati sono ora 3.143.555. Il Paese più colpito sono gli Usa, con 1.012.583 casi. I morti nel mondo sono 218.727 con un incremento, nelle ultime 24 ore tornati a cresce con 2.200 nuove decessi

 L’economia americana nel primo trimestre si è contratta del 4,8%. Il dato riflette i primi effetti del coronavirus, che si è iniziato a far sentire con tutta la sua forza in marzo. Le previsioni sono per un secondo trimestre nero, con un calo del pil fino al 30%. Negli ultimi tre mesi del 2019 il pil era salito del 2,1%. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su una contrazione del 4,0%. Si tratta della prima contrazione dai primi tre mesi del 2014, quando l’economia si era contratta dell’1,1%, e della maggiore contrazione dal 2009

L’Ilo lancia l’allarme: un miliardo e mezzo di persone, quasi la metà della forza lavoro nel mondo, potrebbero perdere i propri mezzi di sussistenza a causa della crisi provocata dal coronavirus. L’Organizzazione mondiale del lavoro in un rapporto rileva che la caduta delle ore lavorate nel secondo trimestre del 2020 è peggiore di quanto precedentemente stimato a causa del persistere del lockdown.

L’85% delle vittime a livello globale sono state registrate in Europa e negli Stati Uniti. Gli Usa sono il Paese con il più alto numero di decessi (58.355), seguito dall’Italia (27.359), Spagna (23.822), Francia (23.694) e Gran Bretagna (21.745). I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 2.200. I casi sono 1,01 milioni.

Intanto è salito di nuovo il tasso di contagio da Coronavirus in Germania. Lo ha reso noto ieri il Robert Koch Institut. Stando all’Istituto in Germania sono registrati 156.337 casi di contagio e 5.913 vittime. Nel paese guidato da Angela Merkel, gli occhi sono attualmente puntati al prossimo incontro fra governo e Laender, fissato per giovedì: l’Esecutivo ha chiarito ieri di non voler procedere ad una accelerazione dell’allentamento delle misure restrittive, ma la pressione politica ed economica a riguardo sale e il dibattito è acceso. Dalla settimana scorsa in Germania sono stati riaperti i negozi, ma vige tuttora il divieto di contatto e da ieri è obbligatorio indossare le mascherine nei negozi e sui mezzi di trasporto pubblico.

La Francia riapre con cautela: con la fase 2, che comincerà l’11 maggio aprono scuole e negozi, non ancora bar e ristoranti, chiude definitivamente il campionato di calcio e finisce nel dimenticatoio, senza nostalgie, l’autocertificazione per uscire. Ma tutto all’insegna della prudenza: se alla vigilia i dati volgeranno al peggio, sarà tutto rinviato.

La Spagna riparte per zone: sarà anche qui un’apertura graduale, “per fasi” e “asimmetrica” rispetto alle diverse aree del territorio, fino ad arrivare a “una nuova normalità” prevista non prima della fine di giugno. A illustrare la ‘desescalada’, la road map approvata dal Consiglio dei ministri verso la fine del confinamento, è stato il premier Pedro Sanchez in una conferenza stampa alla Moncloa.

L’Austria sospende con il primo maggio le limitazioni agli spostamenti, restano però in vigore la distanza minima di un metro tra le persone e l’obbligo di indossare le mascherine. Lo ha annunciato il governo a Vienna. Da maggio saranno inoltre consentite manifestazioni con 10 partecipanti e funerali con 30 persone. Nei negozi raddoppia il numero dei clienti, da una persona ogni 20 metri quadri e una ogni 10. Dal 2 maggio riapertura graduale delle attività commerciali.

fonte ansa

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