Caro Direttore,
su molte cose la pensiamo allo stesso modo, ma su altre siamo agli antipodi come sulla politica. Tu ed altri tuoi collaboratori siete pro grillini e, ovviamente, elogiate il premier Conte; per me questo governo è in mano a dilettanti incompetenti con l’aggiunta del veterocomunista dalemiano ministro dell’economia Gualtieri. In questa situazione essere neutrali è impossibile. Diceva Krusciov che neutrali non potevano essere le persone, ma solo le nazioni e penso avesse ragione. Cerco però di sembrare neutrale leggendo il governo e osservando i fatti.
Sulla Giustizia le parole si sprecano; vedere un ministro che non si oppone all’uscita dal carcere di oltre 300 mafiosi, prima di uno scandalo politico è una schifezza civile confermata da chi lo vuole ancora tenere al suo posto, come la è vedere le correnti politicizzate della magistratura che esercitano ingerenze indebite sull’esercizio della Giustizia nel nostro Paese.
La vicenda Palamara ha rivelato segreti inconfessabili, come quel colloquio con altri colleghi in cui, sull’incriminazione di Salvini per la nave Gregoretti tenuta al largo per quattro giorni in attesa di chiarimenti, il magistrato ha categoricamente affermato che Salvini “ha ragione, siamo indifendibili, ma il ministro va attaccato”. Bella questa giustizia strabica. Il CSM ha toccato il fondo, le sue correnti politicizzate hanno eretto un muro di ipocrisia per coprire il mercato delle nomine ai vertici degli uffici giudiziari. Quest’organo costituzionale che dovrebbe difendere la magistratura, garantendone l’imparzialità e l’autonomia, è diventato la sintesi di diverse correnti in lotta fra loro. Il ministro ha giustamente detto che l’organo va ripensato, un poco in ritardo.
Ma osserviamo altri ministri grillini non certamente tagliati per l’ufficio che ricoprono. Prendiamo le Infrastrutture della ministra De Micheli. Il presidente Conte, per far ripartire i cantieri, ha detto che occorre seguire il modello Genova. Ebbene, la Gronda (nuova autostrada di 65 chilometri finanziata con 4,2 miliardi dalla società Autostrade, quasi tutta in galleria, un gioiello di ingegneria che porterebbe via il traffico pesante dalla città creando decine di migliaia di posti di lavoro) è pronta per iniziare i cantieri, manca solo da quasi un anno la firma della ministra De Micheli, perché i grillini non vogliono l’autostrada, forse preferiscono i monopattini e la decrescita felice. E gli alleati di governo subiscono come subiscono il reddito di cittadinanza ai mafiosi! Questa ministra si è pure recentemente attirata gli strali del suo partito per un’iniziativa con Autostrade senza passare dal premier. Per la cronaca la De Micheli presiedeva una cooperativa che non era certo in buone acque.
Altra ministra nel posto sbagliato, Lucia Azzolina, Pubblica Istruzione. Tutti i paesi europei hanno riaperto le scuole, alcuni non le hanno mai chiuse, e qui da noi, no; si riapriranno a settembre e forse a settimane alterne per gli alunni. Non siamo in alto mare, ma siamo a fondo. Evito di citare un altro ciapanò, quel Boccia e le sue guardie civiche.
Mi fermo qui, anche se dovrei dire qualcosa sulle ministre dell’Interno, l’ex prefetta di Milano Lamorgese e dell’Agricoltura Bellanova, renziana di ferro con lacrima sempre pronta, due esempi non certo da esserne fieri. L’unico collante che tiene unito questo governo è il timore di perdere il posto, una perdita sicuramente definitiva; Premier e ministri sono stati colpiti dal “poltronavirus”, o “vairus” come dice il ministro degli esteri che ama la via della seta. Molti di questi grillini seduti su scranni importanti chissà cosa credono di essere; se avessero letto Montaigne si renderebbero conto che anche sul più alto scranno non sono seduti che sul loro culo.
Sono convinto che il Presidente delle Repubblica non sia entusiasta di questo governo, lasciato in mano a chi è minoritario nel Paese; certo, una crisi in questo momento sarebbe inopportuna, ma tornare agli elettori quanto prima è sicuramente la cosa migliore. Al presidente però non piace un governo di destra e fa di tutto per allontanarlo. Almeno, con tutto il rispetto, questo è il mio pensiero. Intanto l’economia langue, molte imprese hanno avuto dal governo, per ora, solo promesse con le aziende straniere che abbandonano il sud anche grazie all’ingenuità grillina che sta facendo scappare gli indiani dell’Ilva. Parlare di minus habens non penso sia fuori luogo. Negli altri paesi europei le aziende in difficoltà sono state finanziate anche a fondo perduto. Poi vi è la grana del Mes con l’Europa ed i paesi del nord gestiti dalla Germania. Mi chiedo se si possa ancora parlare di unione o comunità europea. Caro Direttore, Mala tempora currunt.

Luigi Derlindati

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