Published On: Mer, Giu 17th, 2020

L’importanza della famiglia nel periodo di lockdown – Le innovative idee dell’allora sindaco Pietro Vignali

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Si ritorna a parlare dell’ex sindaco Pietro Vignali. Anzi a dire la verità non si è mai smesso, anche se sotto traccia. E lo si capisce dopo aver visto all’opera l’attuale Amministrazione comunale che non ha brillato quanto a iniziative sul futuro della città. Non ha fatto investimenti che, come è risaputo, sono motore di sviluppo, si è limitata all’ordinaria amministrazione o ha spacciato per novità l’imbellettatura di cose esistenti poi inaugurate come opere dell’amministrazione. Un esempio per tutti? la fontana delle tre religioni, tirata fuori dai magazzini comunali e collocata di fronte al Duc al posto di una fontana esistente e inaugurata con gran pompa e taglio di nastro da parte del sindaco. La sua collocazione doveva essere un’altra: davanti al palazzo dell’Efsa, la cui sede di rappresentanza doveva essere nel palazzo del Parco Ducale occupato dai Carabinieri. Di questo progetto è stato realizzato all’inizio del 2019 solo l’abbattimento del muro di cinta del Parco Ducale lungo viale Piacenza le cui autorizzazioni erano state ottenute da Vignali nel 2008 (col ministero della Difesa) e nel 2009 (con la soprintendenza ai monumenti) mentre tra la sede di rappresentanza e quella operativa era prevista una grande rotonda con la collocazione nel centro del citato monumento.

A ricontattare l’ex sindaco sono stati due giornali on line intervenuti sull’argomento “coronavirus” che il sindaco Pizzarotti inizialmente prese un po’ alla leggera. Infatti dopo aver pranzato in un ristorante cinese affermò che “con le dovute precauzioni si possono fare le stesse cose che si facevano prima”, aggiungendo “Parma non si ferma. La cultura non si ferma”, ed ancora “non dobbiamo smettere di vivere” con tanto di foto di gruppo, aggiungendo “limitate le attività sociali. Aiuteremo le famiglie”.

E proprio parlando di famiglia è intervenuto l’ex sindaco Vignali, queste le sue parole: “La famiglia, durante questi mesi drammatici, ha rappresentato l’unico vero baluardo capace di opporsi concretamente alla pandemia. Ha permesso il lockdown, ha fornito ai ragazzi gli spazi e i mezzi tecnologici per continuare a studiare, ha provveduto ai bisogni degli anziani, ha isolato una parte dei pazienti, quelli domiciliari, ha sostenuto i membri della famiglia che avevano perso il lavoro e, infine, ha mantenuto – e forse rilanciato – i legami sociali. Eppure la famiglia continua ad essere la Cenerentola del sistema paese. A dimostrarlo sono i dati sulla natalità, sull’invecchiamento della popolazione, sull’assenza di aiuti per le giovani coppie che possono contare solo sul sostegno dei genitori e sul loro tempo libero”.

Infatti, nel corso del suo mandato, l’ex sindaco ha sempre posto questo tema al centro dei suoi programmi, e proprio da questo suggerisce di ripartire per affrontare la ripresa economica del nostro Paese. La famiglia, ha affermato, rappresenta la cellula primaria della società, la prima agenzia di welfare e il perno indispensabile per la crescita socio-culturale ed economica. Durante il suo mandato a Parma riuscì a precorrere i tempi attuando politiche familiari innovative e concrete per la fruizione dei servizi per l’infanzia, riducendo il carico fiscale attraverso rimborsi IRPEF in favore delle famiglie con almeno due figli e sostenendo le giovani coppie che prendono casa in affitto. Una grossa fetta di popolazione si ritrova oggi, senza una fonte di sostentamento. Durante il suo mandato a Parma c’è stata un’esperienza quasi unica nel suo genere. Esperienza che oggi più che mai potrebbe e dovrebbe essere declinata a livello nazionale.

Quando era sindaco creò la “Parma Family Card”, una carta Master card ricaricabile che offriva sconti, servizi e vantaggi per agevolare le famiglie negli acquisti e ad accedere ai servizi amministrativi, culturali e sportivi. Realizzò “laboratori familiari” nei quartieri, un’occasione di socialità e rivitalizzazione di quartieri e periferie spesso abbandonate e insicure. Era stato attivato anche il progetto delle “tagesmutter” (creazione di nidi familiari e reperimento di tate di fiducia) che aveva rappresentato un’occasione di lavoro per le giovani donne. Da ricordare pure, infine, il quoziente familiare (noto poi come quoziente Parma) coefficiente correttivo dell’ISEE in grado di rimodulare le tariffe comunali e dunque l’accesso ai servizi dell’Amministrazione (nidi, scuole per l’infanzia, servizi per gli anziani) in modo da renderle più eque per le famiglie numerose e con più carichi familiari.

Urgono misure concrete e immediate per lo sviluppo, visto che il Coronavirus è riuscito a creare un’emergenza nell’emergenza. A confermarlo è uno studio effettuato da Save the Children: secondo l’Organizzazione internazionale, l’impatto economico della crisi dovrebbe portare a una contrazione del PIL del 9% circa nel 2020.A pagarne le spese saranno soprattutto i nuclei familiari. Quasi 1 genitore su 7 tra quelli in condizioni socio-economiche più fragili (14,8%) ha perso il lavoro a causa dell’emergenza Covid-19, oltre la metà lo ha perso temporaneamente. La crisi delle famiglie è alla radice della crisi di sistema di una società che sta perdendo la fiducia nel futuro. E a una crisi forte bisogna dare risposte forti e concrete.
“Auspico, ha concluso Vignali, che il Governo, già con il prossimo piano di riforme, metta mano finalmente a una legge quadro a sostegno delle famiglie, sia in materia fiscale con l’introduzione del quoziente welfare famigliare, sia per raggiungere una conciliazione dei tempi vita-famiglia-lavoro, nonché di un vero welfare familiare. Anche a seguito di questa emergenza sanitaria abbiamo toccato con mano che serve un nuovo assetto della città, degli orari del lavoro e dei servizi per consentire un equilibrio tra i tempi di cura, di assistenza, di lavoro e quelli del tempo libero delle donne che da una parte si devono occupare delle famiglie e dei figli (a casa da scuola) e dall’altra del lavoro.
Le politiche familiari e quelle legate al contrasto alla povertà non vanno confuse. Ripeto, devono rappresentare la priorità, vanno entrambe garantite e sostenute. Devono poter convivere, ognuna con i suoi obiettivi e le sue risorse. La sfida è ridurre le tasse con il quoziente familiare per mettere la famiglia al centro delle politiche di welfare. Le politiche familiari devono superare le impostazioni di tipo assistenziale e devono essere fondate sul principio fondamentale della sussidiarietà, necessario per garantire la sostenibilità delle politiche sociali. La famiglia contro l’assistenzialismo. La famiglia al centro. Sempre. Per un modello di sviluppo duraturo. Concludo sollecitando il Governo a non incentrare le proprie politiche pubbliche sull’assistenzialismo che crea soltanto nuovo debito, bensì su politiche che, sostenendo la famiglia, creino uno sviluppo duraturo. Più importante di singole misure temporanee adottate in questi anni è infatti il principio alla base del quoziente familiare che riconosce il ruolo sociale della famiglia nella società. Un fisco a misura di famiglia che con i giusti adeguamenti progressivi sul reddito possa sostenere chi già ora garantisce servizi sociali, educativi, assistenziali, inclusione e integrazione sociale”

Non si possono non condividere queste affermazioni che rappresentano un disegno pensato e all’inizio realizzato per la città; purtroppo le cose buone e innovative non facevano parte del bagaglio culturale dei nuovi amministratori e sui programmi in essere dell’Amministrazione Vignali scese il silenzio. Un silenzio che prima o poi dovrà essere infranto.

L. D.

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