Published On: Gio, Gen 28th, 2021

Covid: la Francia verso il terzo lockdown, ma Mosca riapre tutto

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Berlino per la linea dura Ue sui viaggi. Londra chiude a 22 paesi

In tutto il mondo ormai è allarme rosso per le varianti del Covid, che si stanno diffondendo in sempre più velocemente. In Europa la Francia sembra ormai rassegnata ad un terzo lockdown, mentre la Germania guida un fronte di rigoristi che chiedono un’ulteriore stretta sui viaggi tra i 27.

La Gran Bretagna nel frattempo ha chiuso a 22 Paesi ed il Portogallo ha sospeso i collegamenti con il Brasile. La variante britannica è già arrivata in 70 Paesi, 10 in più in una settimana, mentre sono 31 quelli dove è stata tracciata la sudafricana, ha rilevato l’Oms nel suo ultimo rapporto: una nuova conferma che queste mutazioni corrono.

In questo scenario la stretta alla mobilità viene ritenuta la soluzione più realistica nell’immediato. A cominciare dalla Francia, dove il governo sta valutando l’opzione più estrema, un “lockdown molto rigido”, che sarebbe il terzo dall’inizio dalla pandemia.  C’è poi la Germania, in lockdown da oltre un mese, che guarda con preoccupazione ai propri confini, soprattutto quello con la Repubblica Ceca, con percentuali elevatissime di contagi e vittime. Berlino sta chiedendo un inasprimento a livello Ue delle raccomandazioni proposte dalla Commissione sui criteri per definire le aree rosso scuro, ad alto rischio Covid. Nel frattempo, comunque, si procede in ordine sparso. E’ il caso del Portogallo, che ha sospeso tutti i collegamenti aerei con il Brasile, per timore della variante rilevata in Sudamerica. Fuori dall’Ue la Norvegia ha chiuso le frontiere a quasi tutti i non residenti e la Gran Bretagna ha bandito i viaggi con 22 Paesi dell’America Latina e dell’Africa e con il Portogallo. Residenti e cittadini britannici in rientro da quei Paesi avranno l’obbligo di quarantena in hotel sorvegliati messi a disposizione dal governo. E comunque nell’isola i viaggi per turismo verso qualsiasi destinazione sono di fatto proibiti. La situazione oltremanica è drammatica, tanto che il premier Boris Johnson ha escluso una revisione del lockdown prima del 22 febbraio.

Non tutti in Europa soffrono alla stessa maniera, anzi. A Mosca il sindaco Serghei Sobyanin ha annullato tutte le restrizioni anti-Covid: bar e ristoranti potranno restare aperti tutta la notte, persino le discoteche.

Gli Stati Uniti hanno registrato, martedì 26 gennaio, oltre 142mila casi di coronavirus e 3.990 decessi provocati dalla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la Cnn. Secondo l’università americana i contagi nella giornata del 26 gennaio sono stati 142.511, un dato che porta il bilancio complessivo delle infezioni a quota 25.439.570, inclusi 425.199 decessi. Finora sono state distribuite nel Paese almeno 44.394.075 dosi di vaccini ed almeno 23.540.994 sono state somministrate.

I morti per Covid in Usa potrebbero superare quota 500 mila entro il 20 febbraio se non ci sarà un cambio di rotta: lo ha detto Rochelle Walensky, direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale per la prevenzione delle malattie.

L’amministrazione Biden chiede un’indagine internazionale approfondita e trasparente sulle origini della diffusione del Covid-19 e della pandemia: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.

Più di 18.000 morti per il Covid-19 sono stati registrati in 24 ore in tutto il mondo: un nuovo record, secondo il conteggio fatto il 27 gennaio dall’Afp in base ai rapporti comunicati dalle autorità sanitarie. In particolare si contano 18.109 decessi. Dal 20 al 26 gennaio il mondo ha registrato 101.366 morti, ovvero 14.000 in media ogni giorno: è stata la settimana con più vittime dall’inizio dell’epidemia. A fine novembre la media era di 10.000 morti al giorno.

Dall’inizio di gennaio la mortalità per il Covid è notevolmente accelerata. Alla fine di novembre il mondo aveva superato il tetto delle 10.000 morti giornaliere. Poi 11.000 a metà dicembre, 12.000 l’8 gennaio, 13.000 tre giorni dopo e il picco di 14.000 morti giornaliere dal 22 gennaio, che è stato superato oggi. Cinque paesi concentrano più della metà dei 101.000 decessi registrati la scorsa settimana: Stati Uniti (23.675), Messico (9.184), Regno Unito (8.692), Brasile (7.387) e Germania (5.368). In totale, il mondo ha registrato 2,16 milioni di morti ed ha superato la soglia dei 100 milioni di casi, dal primo segnalato in Cina a dicembre del 2019.

fonte ansa

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